Margherite

La primavera è arrivata. Anche qui al nord giornate calde, cielo azzurro e sole che scalda piacevolmente.

I lavori da fare in orto iniziano, ma in questo post vorrei invece darvi un consiglio personale – perché De gustibus non est disputandum – per qualche complemento d’arredo floreale per la vostra casa.

Come leggete dal titolo, ho scelto le margherite. Semplici ma belle, economiche e di sicuro effetto, sia per i colori, sia per il volume della piante. Uno di quei vasetti che vedete in foto l’ho acquistato per 3.50 euro. Posizionatelo in un luogo spoglio per dare un colpo d’occhio vivace al vostro ambiente. Le margherite sono ottime in esterno, ma anche all’interno della casa vi regaleranno il loro sorriso e ravviveranno le vostre stanze. 

margherite-01
Margherite bianche in vaso, sulla porta di casa

Ne trovate di diversi colori, a vostro piacere. In esterno ho voluto metterle accanto ad una pianta grassa, anch’essa in fioritura. Vi piace?

margherite-02
Un accostamento un pò inusuale: margherite e succulenta, entrambe in fioritura.

La giornata delle camelie

Giunge alla XXIV edizione lamostra e mercato di florovivaismodedicata alla camelia, arbusto sempreverde dell’Estremo Oriente i cui bellissimi fiori dolcemente arrotondati formavano il bouquet prediletto dalla celebre dama del romanzo di Alexandre Dumas. Sabato 6 e domenica 7 aprile 2019 aVilla Della Porta Bozzolo,Bene del FAI – Fondo Ambiente Italianoa Casalzuigno (VA), l’appuntamento è con Le Giornate delle Camelie,evento realizzato in collaborazione con la Società Italiana della Cameliae Camellie del Verbano.

Oltre 300le varietà provenienti da floricolture del Lago Maggiore, delle province di Verbania e Vareseche si potranno ammirare e acquistare, tra cui le storiche Hagoromo, Okinami, Alba Maggi, General Coletti, e le più recentiBlack Lace, Cr. Burnside eSpring Festival. La mostra e mercato sarà accompagnata da una mostra del fiore recisoche si snoderà tra le settecentesche sale della Villa, dove gli esemplari in esposizione saranno classificati secondo specie e nomenclatura. Tra questi alcune bellissime Camelie dell’Ottocento, un tempo simbolo di prestigio nei giardini delle famiglie nobili, come le cultivar Japonica Hagoromo,Contessa Lavinia Maggi, La vergine di Collebeato, Magnoliaeflora Albae molte altre.

Oltre alla possibilità di fruire della consulenza dei più esperti conoscitori di camelia, con il biglietto di ingresso gli ospiti saranno chiamati a esprimere il loro voto per selezionare il fiore dalla forma più bella.

Per entrambe le giornate e negli orari di apertura della mostra e mercato sono in programma laboratori creativi per bambini,visite guidatealla villa, oltre alla conferenza Camelia tra passato e presente. La bellezza nascosta di un fiore dai simboli nobiliari” a cura di Tiziano Genoni, cultore e ricercatore storico del genere Camellia,che racconterà la storia straordinaria di questo magnifico fiore. Originaria del Giappone e già nota in Cina alla fine del Seicento come l’albero dalle foglie lucenti, il primo esemplare di camelia a toccare il suolo italiano fu un pegno d’amore, donato nel 1760 dall’ammiraglio Nelson a Lady Emma Hamilton, moglie dell’ambasciatore inglese presso la corte dei Borboni a Napoli, e piantato nel Giardino inglese della Reggia di Caserta.

È inoltre prevista la degustazionee la venditadi aromatici provenienti dall’Asia.

Il Ristorante “I Rustici” sarà aperto e proporrà un menu ad hocper la manifestazione.

Con il Patrocinio di Provincia di Varese.

Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2019” è reso possibile grazie al significativo sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI; al fondamentale di FinecoBank, già Corporate Goldn Donor, che ha scelto di essere a fianco del FAI anche in questa occasione, e di PIRELLIche conferma per il settimo anno consecutivo la sua storica vicinanza alla Fondazione, e a Golia Herbs, sponsor degli eventi verdi in calendario. Per il secondo anno si conferma la prestigiosa presenza di Radio Monte Carloin qualità di Media Partner. 

Villa Della Porta Bozzolo è museo riconosciuto da Regione Lombardia.

Villa Della Porta Bozzolo

Giorni e orari:sabato 6 dalle ore 12 alle 18e domenica 7 aprile 2019, dalle ore 10 alle 18

Ingressi: Intero 10 €; Bambini fino a 5 anni gratuito; Ridotto (6-18 anni) 5 €; Iscritti FAI 4 €; residenti Casalzuigno: 5 €; Famiglia (2 adulti + 2 bambini) 25 €.

Per informazioni servizio bar/ristorante: “I Rustici” 335.329003; foghinazzi@irustici.it;  prenotazioni@irustici.it

Per informazioni e prenotazioni: 0332 624136; faibozzolo@fondoambiente.it

giornata-camelie

Orto da asporto

Siamo lieti di invitarvi Domenica 31 marzo alle attività primaverili all’aria aperta per grandi e piccini dell’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica.

Alle ore 11 – Orto da asporto | Piccoli giardinieri, a cura di Hortus Urbis
Ci sporcheremo le mani in giardino e poi ognuno porterà a casa uno speciale piccolo orto tutto per sé con le piantine delle sue verdure preferite di cui prendersi cura.

  • Da 4 a 10 anni
  • Durata: circa 50 minuti

ISCRIZIONE
E’ fortemente consigliata l’iscrizione con pagamento anticipato. Per iscriversi mandare una email a hortus.zappataromana@gmail.com, entro le ore 12 di venerdì 29 marzo. Riceverete una email con le indicazioni per il pagamento. Il laboratorio costa 10 euro a bambino (8 euro con la Carta Amici del Parco). Sul posto l’iscrizione potrà avvenire solo per gli eventuali posti rimanenti a 10 euro a bambino per tutti.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

Si ricorda che l’area è dotato di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.

In caso di pioggia il laboratorio sarà spostato.

locandina 2018 04 22 api

I tulipani del Castello di Rivau

Dal primo aprile riapre il Castello di Rivau con i Tulipani da ammirare e da assaporare e la mostra “Omaggio a Leonardo”

Riapre lunedì 1° aprile Chateau du Rivau, il castello medievale circondato da 14 incantevoli giardini, con un ristorante biologico curato da Caroline Laigneau, immerso in un’atmosfera da sogno e arricchito da opere d’arte.

Trasformato dall’amore e dall’impegno della famiglia Laigneauin un luogo magico, stravagante e fatato il Castello di Rivau soddisfa l’interesse degli appassionati di botanica, di cibo naturale, di storia e d’arte.

Il Rivau, che si trova nella Valle della Loira, a due ore e mezza da Parigi – immerso nel cuore del “Giardino di Francia”, come viene definita la regione del Centro -, offre ai suoi visitatori moltissimi spunti di interesse: dalla visita al castello, costruito nel 1420 e che in passato ha ospitato molti personaggi illustri (anche Giovanna d’Arco e Rabelais sono passati di qui…), ai 14 Giardiniche hanno nomi magici come l’Orto di Gargantua, la Foresta Incantata, il Giardino dei Filtri d’Amore o il Giardino della Principessa Raperonzolo e che si evolvono al ritmo delle stagioni con le loro meravigliose collezioni botaniche, al ristorante dove vengono serviti piatti realizzati con i prodotti coltivati nella Fattoria e nell’orto del Castello.

Il tutto punteggiato da opere d’arte contemporanea che aggiungono un tocco d’ironia e di stravaganza.

ChateauduRivau_orto-di-Gargantua
L’orto di Gargantua, al Castello di Rivau

Ideati da Patricia Laigneauoltre 20 anni fa, i Giardini del Castello di Rivau sono stati classificati come “Jardin Remarquable” dal Ministero della Cultura francese. Sono inoltre Conservatorio della Rosa Profumata – con oltre 450 varietà di rose profumate – e Conservatorio degli Ortaggi della Regione del Centro, con la coltivazione di prodotti locali come il Cavolo rapa giallo di St. Marc, il Fagiolo del Barangeon, la Lattughina del Berry, la Zucca di Touraine.

Nei giardini del Castello del Rivau da inizio aprile, subito dopo le fioriture dei piccoli tulipani botanici spontanei presenti nel Cammino di Pollicino, si potrà ammirare la grande collezione dei tulipani lungo il Cammino delle fate. I loro sottili giochi di corolle, che virano dal carminio al rubino, emergono e colorano il Camminodel Rivau dove sono stati piantati in grande quantità formando tappeti della stessa varietà e consentendo di apprezzare la diversità e molteplicità delle loro forme e dei loro colori: classici, come la varietà semplice tardivaRed Georgette‘, o la varietà pluriflori ‘Havran’, che ha come specificità un gambo che porta più fiori. La varietà ‘Doll Minuet’, viridiflora, ha invece petali a forma di fiamma screziati di verde, mentre i tulipani Merletto come i ‘Barbados‘ hanno i petali dal contorno frangiato.

Vera e propria diva delle aiuole è il classico e raffinatissimo tulipano dal fiore semplice Regina della notte’, ma non meno meravigliosi per stile e grafica sono i tulipani Fiordaliso come i ‘Red Shine’, i ‘Pretty woman’, i ‘Mariline’ o i ‘White Triumphator’.

Chateau-du-Rivau-tulips

Tra quelli con le forme più barocche, la palma d’oro va ai tulipani doppi tardivi come i ‘Black Hero’, neri e dal fiore di peonia.

Una curiosità: al ristorante LaTavola delle Fate i tulipani si potranno degustare nell’insalata visto che alcune varietà sono commestibili!

OLTRE AI TULIPANI – I FIORI DI APRILE NEI GIARDINI

Trasformato dall’amore e dall’impegno della famiglia Laigneau in un luogo magico, Il Rivau si risveglia con l’arrivo della bella stagione con tantissime fioriture, come quelle delle viole color malva e bianche, dei muscari, degli anemoni e delle fritillarie, ma soprattutto protagonista del mese di aprile è l’oceano di narcisi del parco, che offre uno spettacolo ineguagliabile. A forma di farfalla, doppi, a trombetta, i narcisi regalano una sinfonia di chiaroscuro di bianchi, con bottoni dall’oro all’arancio, tutti con profumi deliziosi. Tra i più sorprendenti i Narcisi ‘Kedron’, dal colore albicocca con le corolle arancio: al Rivau ce ne sono 1000, tutti profumatissimi. Vicino a  loro i Narcisi ‘Lieke’, bianchi con la corolla gialla e anch’essi molto profumati. Nel Giardino di Pollicino – uno dei 14 giardini del Rivau –  troviamo i Narcisi ‘Sailboat’, bianchi dal cuore giallo pallido che fioriscono abbondantemente fino alla fine del mese di aprile. Nel parco ci sono anche i narcisi ‘La belle’ dai petali gialli che si aprono su una corolla arancio delimitata da un anello rosso e i ‘Tripartiti’ di colore giallo dorato con una quindicina di fiori, un regalo per gli occhi.

Il-labirinto-di-Alice
Il labirinto di Alice

 

Il-Viale-delle-fate
Il viale delle Fate

MOSTRA “OMAGGIO A LEONARDO” (1 aprile – 5 novembre)

La mostra “Omaggio a Leonardo” (‘Hommage à Léonard’), in programma allo Chateau du Rivau dal 1 aprile al 5 novembre 2019, traspone in arte contemporanea l’eredità del maestro del Cinquecento morto nella Valle della Loira 500 anni fa.

La mostra è concepita in maniera tale da catturare la curiosità dei visitatori verso i differenti contributi di Leonardo, grande spirito universale nella storia dell’arte in Europa, interpretato o “prolungato” da trenta artisti contemporaneiche operano sulla scena internazionale e che in questa mostra evidenziano il loro debito nei confronti di Leonardo e del Rinascimento in generale.

L’esposizione mostra anche gli scambi tra Italia e Francia dall’inizio del Sedicesimo secolo fino ai nostri giorni, con i lavori di artiste italiane come Antonella Bussanich, Alessandra Capodacqua, Giulia Andreani e Alessandra Ragionieri.

La mostra, dislocata nelle sale storiche del castello, fa eco al sistema di pensiero del maestro, genio polivalente per il quale la realizzazione non costituisce il fine ma il mezzo della riflessione

Come nei capitoli di un libro, ogni sala illustra i diversi temi studiati da Leonardo: l’autoritratto, il dipinto storico, l’anatomia, i macchinari, il paesaggio, il codice (annotazioni, appunti e disegni ), il ritratto femminile e il drappeggio.

Le opere esposte sono, tra gli altri, dei seguenti artisti: Pierre ARDOUVIN, Adel ABDESSEMED, Delphine BALLEY, Katia BOURDAREL, Catherine BRET-BROWNSTONE, ChangKi CHUNG, Céline CLERON, Nicolas DARROT, Laurent GRASSO, Christian HIDAKA, Ange LECCIA, Wolfe von LENKIEWICZ, Fabien MERELLE, Jean-Luc MOERMAN, ORLAN, PANAMARENKO, Laurent PERBOS, Antoine ROEGIERS, Daniel SCHLIER, Andres SERRANO, Jean-Luc VERNA.

Il 1 giugno è inoltre in programmala conferenza “Il visibile e l’invisibile nei lavori di Leonardo Da Vinci esposti agli Uffizi” con Giovanna Giusti, direttore onorario della Galleria degli Uffizi a Firenze.

IL CONSERVATORIO DEGLI ORTAGGI E IL RISTORANTE LA TAVOLA DELLE FATE

Il Castello di Rivau ha scelto di valorizzare le varietà di verdure locali della Regione del Centro, facendosi vero e proprio “ambasciatore” di questa ricchezza ortiva regionale. E così nell’Orto di Gargantua vengono coltivati il Cavolo rapa giallo di St. Marc, il Fagiolo del Barangeon, la Lattughina del Berry, la Zucca di Touraine… Tutti questi ortaggi sono poi proposti ai visitatori, a seconda delle stagioni, nel ristorante La Tavola delle Fate, che propone piatti semplici, freschi e sanicome insalate, quiches e zuppe ma realizzati solo con i prodotti del Castello o delle fattorie vicine.

GLI EVENTI DEL 2019

Sono moltissimi gli eventi, per adulti e bambini, che il Castello di Rivau propone nel corso del 2019. Solo per citarne alcuni: la Caccia alle uova (20,21 e 22 aprile), la Festa della Rosa (1 e 2 giugno) – che vedrà protagoniste le rosee europee della collezione del Rivau; in programma passeggiate botaniche, artistiche, ludiche e dedicate ai sapori tenute da diversi esperti, laboratori creativi per famiglie, un atelier di creazione di profumi e una mostra mercato con più di 50 espositori tra cui coltivatori di rose, collezionisti e vivaisti -, la Festa delle Zucche e delle Verdure (8 settembre), laFesta dei Fiori d’Autunno (26 e 27 ottobre) e poi feste in costume, laboratori di cucina, laboratori per bambini, concerti e conferenze…

SOGGIORNARE AL RIVAU

I visitatori possono soggiornare al Rivau nelle 7 camere situate nelle Scuderie Reali, ognuna dedicata a grandi re, regine e figure del passato. Le camere sono una diversa all’altra, realizzate con materiali tradizionali come quercia, piastrelle e pietre di tufo, e ciascuna ospita opere di arte contemporanea affiancate a quadri antichi raccolti da Patricia Laigneau, proprietaria con la famiglia del Castello e collezionista d’arte da 40 anni, con la precisa volontà di condividere con gli ospiti la propria collezione personale dislocandola nei saloni, nelle camere e nel parco.

Chateau-du-Rivau_ristorante
Il ristorante del Castello

Si può scegliere tra la camera “Henri II”, la camera del “Cardinale”, la camera di “Caterina de’ Medici” con le fotografie di Marc Riboud, la camera “Riccardo Cuor di Leone” che ospita un’opera di Amy o’Neill che simboleggia l’albero più grande del mondo, la camera del “Signore di Beauveau” che ospita una natura morta di Vincent Olinet a cui si contrappone l’occhio acceso del cavallo dell’opera fotografica di Eskko Männikkö della Scuola di Helsinki, la camera di “Eleonora d’Aquitania” e la suite “Roi René”, dedicata al Re Renato di Valois-Angiò detto Il Buono, con fotografie di Valérie Bellin e Peter Müller.

Castello-Rivau_stanza
Una delle stanze per gli ospiti del Castello

Patricia Laigneau, l’ideatrice dei Giardini di Rivau

Patricia Laigneau, che ha studiato storia dell’arte alla Scuola del Louvre e ha frequentato la Scuola Nazionale del Paesaggio di Versailles, è una vera artista di giardini: il suo spirito visionario e creativo le ha permesso di concepire i Giardini del Castello di Riveau.

Unendo competenza botanica e occhio artistico, Patricia Laigneau ha creato dei Giardini davvero originali, lontani dai tradizionali giardini alla francese e più vicini ai giardini all’inglese o ai giardini naturalistici, ma influenzati dai concetti dell’arte contemporanea.

Associazioni botaniche inedite, composizioni con colori in chiaroscuro e un’attenzione particolare agli effetti delle masse vegetali, legata all’amore di Patricia per la scultura, rendono i Giardini del Castello di Rivau qualcosa di straordinario agli occhi dei visitatori.

Un giardino pieno di vita

Farfalle e api animano la tua oasi verde. Inoltre questi insetti meravigliosi aiutano a migliorare la biodiversità. Se desideri che il tuo giardino sia un luogo accogliente anche per le farfalle e le api, riempilo di fiori. I bulbi a fioritura estiva sono particolarmente indicati per questo scopo.

Polline e nettare

Le ali magnificamente variopinte delle farfalle sono una delizia per gli occhi e il gradevole ronzio delle api ti regala la sensazione di essere immerso nella natura. Tuttavia forse non sai che le farfalle e le api sono affannosamente alla ricerca di fiori contenenti polline e nettare. L’urbanizzazione provoca la graduale scomparsa del verde. Con un giardino o un balcone ricco di fiori potrai godere del piacevole ronzio e frullo d’ali di questi insetti, oltre a garantire loro cibo a sufficienza.

bulbi-estate01
A sinistra: Dahlia – A destra: Liatris spicata

Farfalle svolazzanti

Come si attirano le farfalle in giardino? È semplice: le farfalle cercano il sole per riscaldare il corpo e le ali. Inoltre hanno bisogno di fiori ricchi di nettare, il loro nutrimento, che succhiano con la lunga lingua arrotolata. Il nettare è un liquido sciropposo prodotto dai fiori. Contiene zuccheri e una piccola quantità di proteine e vitamine. In particolare le femmine di farfalla necessitano di tali sostanze per deporre le uova. Grazie alla presenza di numerosi fiori ricchi di nettare, il giardino si popolerà in breve tempo di farfalle.

Api ronzanti

Le api sono indispensabili per la biodiversità. Gli insetti impollinano infatti più di tre quarti delle piante commestibili. Le api da miele, le api solitarie e i bombi svolgono un importante ruolo di impollinatori. Pertanto hanno bisogno di polline e di nettare. Non indugiare oltre, valorizza il giardino o il balcone con i bulbi a fioritura estiva, che costituiscono una fonte abbondante di cibo per le api. I bulbi estivi più ricchi di polline e nettare sono la Crocosmia, le dalie, la liatride a spighe (Liatris) e i gladioli, e attirano sia le api che le farfalle.

Per maggiori informazioni sui bulbi a fioritura estiva e su come vanno piantati, visita il sito www.bulb.com.

bulbi-estate02
A sinistra: Crocosmia crocosmiiflora ´Carmine Brillant´ – A destra: Gladiolus ´Little Darling´

Festa della semina… per piccoli giardinieri

Siamo lieti di invitarvi Domenica 24 marzo alle attività primaverili all’aria aperta per grandi e piccini dell’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica.

Alle ore 11 – FESTA DELLA SEMINA! | Piccoli giardinieri, a cura di Hortus Urbis

Scopriremo la magia dei semi, le forme, i colori, le dimensioni, gli odori. Ogni bimbo seminerà all’orto e porterà con se … qualcosa di speciale. Riceverai tutto l’occorrente per mettere al riparo i tuoi piccoli semi da predatori e siccità impastando terra, argilla e semi di stagione fino a ottenere delle palline: le BOMBE DI SEMI! per far nascere fiori ed ortaggi contribuendo a rendere più bella la città e la strada di casa tua.

  • Da 4 a 10 anni
  • Durata: circa 50 minuti

ISCRIZIONE
E’ fortemente consigliata l’iscrizione con pagamento anticipato. Per iscriversi mandare una email a hortus.zappataromana@gmail.com, entro le ore 12 di venerdì 22 marzo. Riceverete una email con le indicazioni per il pagamento. Il laboratorio costa 10 euro a bambino (8 euro con la Carta Amici del Parco). Sul posto l’iscrizione potrà avvenire solo per gli eventuali posti rimanenti a 10 euro a bambino per tutti.

Vedi la locandina e i dettagli del programma completo: www.hortusurbis.it

Si ricorda che l’area è dotato di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.

In caso di pioggia il laboratorio sarà spostato.

 

locandina 2018 04 22 api

La bellezza. Scontata come un tramonto

a cura di FrasiCelebri.it

Un titolo un po’ provocatorio, che coglie però nel segno.

Quante volte non badiamo alla bellezza che ci circonda? Quante volte diamo per scontato che il sole sorge ad Est, senza curarci dello spettacolo silenzioso che ci dona ogni giorno?

E soprattutto, quante volte la fretta, gli impegni e le abitudini di tutta una vita non ci permettono di fermarci a contemplare ciò che ci permette di vivere?

Son proverbiali in tal senso le parole di Thich Nhat Hanh, monaco buddista capace di farci cogliere l’importanza e il valore del “qui ed ora”con poche parole, ricche di sfumature:

Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e d’apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora.”

THICH NHAT HANH

Apprezzare la bellezza”: sono queste le parole che colpiscono dritte al cuore, quelle che ci fanno rendere conto di quanto la bellezza oggi sia considerata poca cosa, assimilabile a tutto ciò che è superficiale, effimero, inutile e ben distante dal concetto di necessità.

Niente di più sbagliato.

La bellezza, quella autentica, non si lascia cogliere impreparata ad indagini più attente: sa stupire e far meravigliare per la profondità di cui è costituita e per la sua aderenza totale al vero. Romano Battaglia sa veicolare questo messaggio con parole tanto semplici quanto totalizzanti:

L’incanto della natura, il mistero affascinante che l’avvolge sono forse l’unica chiave di cui disponiamo per cercare di aprire la porta che ci separa dalla verità.”

ROMANO BATTAGLIA

Incanto” e “mistero”: non siamo più abituati a pensare alla natura in questo modo. Forse solo i bambini ne sono capaci. Dal momento in cui varchiamo la soglia che ci separa dall’infanzia, sentiamo parlare di natura solo in contesti allarmistici e catastrofici: il riscaldamento globale, la desertificazione, terremoti, inondazioni… e quant’altro possa minare la vita umana sulla Terra.

Raramente le informazioni che riceviamo riguardo alla natura sono confortanti e spesso provocano ansia, dando il via a pensieri e azioni volte a limitare i pericoli di una natura ormai fuori controllo.

Non siamo costretti ad aderire a questo sistema di pensiero riduttivo, tuttavia anche nelle manifestazioni più inquietanti la natura sa stupire e far prendere coscienza all’uomo di quanto egli sia piccolo e impotente.

Di fronte allo spettacolo di un vulcano in eruzione, di un mare tumultuoso o di un paesaggio coperto dal ghiaccio – tutti fenomeni spietati e affascinanti allo stesso tempo – c’è chi sa trovare bellezza. Per dirla con Tiziano Terzani,

Che errore è stato allontanarsi dalla natura! Nella sua varietà, nella sua bellezza, nella sua crudeltà, nella sua infinita, ineguagliabile grandezza c’è tutto il senso della vita.”

TIZIANO TERZANI

Se la prima reazione umana nei confronti del creato è di meraviglia e stupore o di paura e rifiuto, c’è chi non vuole limitarsi all’estasi delle sensazioni. Se l’intuito e i sensi ci forniscono una conoscenza di prima mano circa i fenomeni della natura, la volontà tutta umana di capire, sviscerare e, purtroppo, emularne i processi porta al desiderio di comprendere i principi ultimi di cui è fatta Madre Natura.

Ci spiega bene questo concetto il premio Nobel per la fisica del 1965 Richard Feynman:

A quelli che non conoscono la matematica è difficile percepire, come una sensazione reale, la bellezza; la profonda bellezza della Natura. Se volete conoscere la Natura, apprezzarla, è necessario comprendere il linguaggio che essa parla.”

RICHARD PHILLIPS FEYNMAN

Può sembrare strano usare le parole “matematica” e “bellezza” nella stessa frase, soprattutto se per matematica intendiamo solo quella che ci viene insegnata a scuola.

La matematica è ben altro: saperne trasmettere il fascino, essere capaci di veicolare il potenziale nascosto dei numeri e delle loro infinite possibilità di combinazione richiede talento.

Se tutti, bene o male, intuiamo che la natura attua uno schema riproduttivo ben preciso in cui niente è dettato dal caso, in pochi sanno tradurre quell’intuizione in formule uniche e irripetibili e in pochissimi sanno apprezzare la simbiosi tra rigore scientifico e creatività allo stato puro che anche il più piccolo petalo di rosa esprime nello sbocciare.

La bellezza di un fiore piuttosto che di un ramo spezzato sulle sponde di un fiume inonda la nostra mente e non lascia spazio ad altri pensieri: quasi sempre associamo la bellezza a tutto ciò che esprime ottimismo, positività, felicità, serenità. In una parola, a tutto ciò che è virtuoso. L’idea che il bello possa nascondere dei problemi, delle difficoltà, delle sofferenze o dei difetti sembra andare contro l’ordine naturale degli eventi, della vita. Diceva il Leopardi,

Noi veniamo rapiti dalla bellezza di un fiore o dal silenzio di un bosco, e non ci rendiamo conto che dietro quel fiore e quel bosco c’è sempre una lotta per la vita.”

GIACOMO LEOPARDI

La natura è coraggiosa, non dimentichiamolo.

Ha molto da insegnarci, facciamone tesoro.

Si ringrazia il sito FrasiCelebri.it per la redazione del presente post.

gs1205-gerbara-pp

Narcisi a Villa Della Porta Bozzolo

Villa Della Porta Bozzolo, Bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano a Casalzuigno (VA), a dieci minuti dalLago Maggiore, in questi giorni offre uno spettacolare anticipo di primavera: migliaia di narcisi in fiore che incanteranno i visitatori con il loro profumo e i loro colori.

I narcisi sono piante bulbose, tipiche dei paesi europei; ne è un esempio il noto Narcissus poeticus, conosciuto anche come narciso selvaticoo fior di maggio, simbolo della ripresa primaverile sin dall’antichità.

Dallo scorso autunno Villa Bozzolo ha dato casa a circa ventimila bulbi di narcisi, piantati nella cornice alta dell’area chiamata “Teatro”, lungo le bordure del prato che dalle terrazze si alza verso il bosco e il cannocchiale prospettico.

NarcisiaVillaBozzolo
Photo Courtesy: Roberto Losurdo

I narcisi hanno ora iniziato la loro straordinaria fioritura, colorando il prato con infinite sfumature di giallo. Una meraviglia per gli occhi, ma anche per l’olfatto: infatti il nome “narciso” deriva dalla parola greca narkào, il cui significato rimanda allo “stordimento”, che il profumo inebriante di questo fiore induce.

Queste giornate di marzo offrono l’opportunità unica di immergersi in uno spettacolo naturale che dà il benvenuto alla primavera, da vedere, vivere e fotografare. Un’occasione speciale per trascorrere una giornata fuori porta, in un luogo incantevole, per fare il pieno di bellezza e poi finire con una visita alla splendida villa del FAI: a trarne giovamento saranno il cuore e la mente.

Giorni e orari di apertura:

Villa Della Porta Bozzolo è aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica, dalle ore 10 alle 18.

Biglietto di ingresso:

Intero:€ 9; Ridotto (6-18 anni):€ 4; Iscritti FAI e bambini fino ai 5 anni:ingresso gratuito; Studenti fino ai 25 anni: € 5; Famiglia:€ 22(consente l’ingresso per i gruppi famigliari composti da 2 adulti e 2 bambini; a partire dal terzo bambino, ogni ingresso è gratuito).

N.B. In caso di manifestazioni il prezzo può subire variazioni

Per informazioni:

Villa Della Porta Bozzolo – tel. 0332 624136 – mail: faibozzolo@fondoambiente.it

NarcisiaVillaBozzolo-RobertoLosurdo
Photo Courtesy: Roberto Losurdo

La nuova stagione a Villa Carlotta

È stata presentata questa mattina la nuova stagione di Villa Carlotta, che riapre dopo la pausa invernale il 22 marzo.

La dimora tremezzina accoglierà gli appassionati di arte, botanica, musica e tutti coloro che con curiosità avranno voglia di scoprire il giardino e il museo tutti i giorni fino al prossimo 3 novembre. Particolare attenzione sarà destinata alle collezioni storiche, alle comunità del territorio, alle famiglie, alle scuole, a chi sceglie il Lago di Como come meta di vacanza.

La stagione 2019 si apre con una prima mostra fotografica “Chiare, fresche e dolci acque. Viaggi fotografici sul Lago di Como” (12 aprile-9 giugno) che ripercorre un secolo di vita lariana e di storia della fotografia grazie alle opere raccolte con sapienza e meticolosità dal collezionista comasco Ruggero Pini. Un viaggio che parte nell’Ottocento con Luigi Sacchi e Pompeo Pozzi e termina con le istantanee di Alfred Stieglitz.

A seguire si propone un momento di ritorno alle origini di Villa Carlotta quando era ancora Villa Clerici, dalla famiglia che alla fine del Seicento ha edificato la residenza insieme a parte del giardino che oggi noi conosciamo. I Clerici che iniziarono la loro attività di mercanti di lana e seta proprio sulle sponde del Lago di Como, a Domaso, un piccolo centro posto in una posizione strategica che favoriva i commerci verso il nord Europa e le Fiandre, attraverso la Valtellina. Una mostra “Splendori del Settecento sul Lago di Como. Villa Carlotta e i marchesi Clerici” che partirà il 22 giugno illustrerà la storia della famiglia Clerici legata alla dimora tremezzina e accompagnerà tutta la stagione fino al 3 novembre.

Sul filone del commercio di tessuti, la stagione prosegue con una mostra dedicata all’arte tessile con opere di arte antica e contemporanea, attentamente selezionate dall’ampia e raffinata Collezione Canclini (22 giugno – 3 novembre): “Telai e trame d’autore. Da Leonardo a Maria Lai”.  Anche quest’anno saranno valorizzate le collezioni museali di Villa Carlotta, argenti e ceramiche torneranno a risplendere nella Wunderkammer raccontando i riti quotidiani del Giovin Signore, dal risveglio fino all’ora della merenda e a testimonianza di Luci e splendori dell’epoca d’oro.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Durate la stagione saranno organizzate esposizioni di arte contemporanea, giornate speciali dedicate alle famiglie e ai bambini, laboratori, i Summercamp per i piccoli esploratori, eventi dedicati ai giardino e al suo patrimonio botanico, appuntamenti musicali, senza dimenticare l’impegno sociale con la campagna “Villa Carlotta per tutti” e le consolidate collaborazioni con Anffas Centro Lario e Valli e con la Cooperativa Azalea onlus.

Riprendendo la sua mission e la sua natura di museo riconosciuto, l’Ente Villa Carlotta propone attività educative che mirano a diffondere la comprensione, l’amore e il rispetto per la cultura, ponendo il visitatore al centro e rimanendo sempre in ascolto dei bisogni di chi intende trattare con il bello racchiuso tra le sale del museo e i viali del giardino.

Camelie_Villa Carlotta 2_b

Grazie Giappone

Sono sempre stato attratto dalla cultura giapponese, fin da ragazzino. Fumetti, film d’animazione, poi film, ma anche disegni, architettura, e infine fotografia – nella sua accezione tecnologica, dei colossi quali Nikon, Canon, etc.

Ma perché in questo contesto simil bucolico, porto i miei ringraziamenti al Giappone? Che nesso ho trovato con il mio orto? L’ecologia, o la tendenza all’ecologia. In pratica le auto ibride. Che, badate bene, non risolvono il problema dell’inquinamento. Il problema dell’inquinamento nelle grandi città è dato dagli impianti di riscaldamento (a gasolio, legna, e nella migliore delle ipotesi a metano). Non è un caso che i divieti di transito e le limitazioni all’uso di euro 0 – 1 – 2 – 3 e 4 siano limitati al periodo invernale. E poi, magicamente – ma neanche tanto – scadano per il periodo primaverile ed estivo, per poi ritornare a far la voce grossa ad autunno inoltrato. Nel periodo estivo, nelle grandi città, non si usa il riscaldamento. Mentre potete tranquillamente circolare con la vostra auto euro 0 – 1 – 2 – 3 e 4 per tutta la primavera e l’estate.

Ma ritorniamo all’auto ibrida. Parlo della ibrida e non dell’elettrica, perché il costo per una ibrida è sicuramente inferiore a quello di un’elettrica. E poi perché non ci sono ancora tante stazioni dove ricaricare l’automobile elettrica… e, lo ammetto, non sono nemmeno pronto per trattare l’argomento delle batterie – tutto il ciclo delle batterie elettriche: produzione, uso e smaltimento. Parlo per adesso dell’auto ibrida. 

Le prime autovetture di questo tipo sono giapponesi – il debutto della Toyota Prius è del 1998 al Salone di Detroit. Dalla Toyota, alla Honda, e via di seguito. Il mio ragionamento parte da una semplice e pragmatica considerazione. Vi siete mai trovati a camminare su un marciapiedi vicino ad una strada trafficata, con vicino un semaforo? Tutte quelle macchine ferme, ma con il motore che continua a produrre gas di scarico. Anche se le auto sono ferme. La puzza che senti ad ogni passo. E il rumore. Un brusio continuo, infinito, che non smette mai. Con l’auto elettrica, quando sei fermo al semaforo, non produci rumore, né gas di scarico. Aspetti solo che arrivi il verde. Parti con l’elettrico e poi all’aumentare della velocità passi al motore termico.

yaris2
La visualizzazione, tramite display, della batteria elettrica e del motore termico

Così mi sono comperato un’auto ibrida. Sono arrivato a stabilire il mio record di consumo su percorso extra urbano a 3 litri per 100 km. Non male! Ovviamente bisogna guidarla con una certa strategia: no accellera – frena – accellera – frena e pagliacciate simili… può diventare anche troppo rilassante guidare un’auto ibrida, state attenti!

[…]

yaris01
La schermata con il calcolo dei consumi per ogni percorso

Edgeworthia

Un nome difficile e un profumo inconfondibile.

L’edgeworthia chrysantha (o “bastone di San Giuseppe”, perché il periodo di fioritura avviene all’incirca alla festa del santo, il 19 merzo) è un arbusto deciduo ideale per arredare il giardino. I suoi fiori sbocciano adesso, e regalano dei bellissimi colori crema e giallo.

Originaria della Cina e della Birmania e portata in Europa nel 1845 da Michael Pakenham Edgeworth, predilige terreni acidi e neutri, con suolo umido ma ben drenato. Non necessita di una costante annaffiatura, quindi rappresenta un’ottima pianta ornamentale per quei giardinieri un po’ pigri o troppo indaffarati che non possono dedicare troppe ore al giardinaggio.

Quando soffia un pò di vento, in questo periodo che precede ormai di poco la primavera, sento il suo profumo accarezzarmi. Sono quelle piccole cose che rendono la vita meno infelice, e che riescono a darti un pò di positività e di spiritualità. Perché la bellezza di questi fiori, il loro profumo intenso, non possono che farti immaginare cose belle.

gs1230-edgeworthia-01

A sentire questo profumo, mi fermo a guardarla. Poi, qualche volta, mi avvicino. E noto già tante sirfidi (api finte?) che invadono i fiori.

Dai fiori della Edgeworthia esce, direi, un profumo musicale, che fa vibrare l’intera giornata e le corde più profonde del mio io. Non esagero. Provate anche voi ad avvicinarvi ai fiori, a guardarli per qualche attimo. Tutti i pensieri che affliggono le giornate… per qualche secondo se ne andranno. Respirate profondamente. Una piccola pausa rigenerante, che aiuta a vivere meglio.

gs1230-edgeworthia-02

Terra! – laboratorio per bambini

Siamo lieti di invitarvi domenica 17 marzo all’avvio delle attività primaverili all’aria aperta per i piccoli giardinieri dell’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica. Le attività proseguiranno le domeniche successive fino a giugno.

Chi vuole avere maggiore informazioni sul laboratorio TERRA! di domenica 17 marzo visiti il sitoweb www.hortusurbis.it.

Per iscriversi alla newsletter dei laboratori per bambini: hortus.zappataromana@gmail.com

locandina 2018 04 22 api

Primavera… ormai vicina

Temperature piacevolmente calde, anche oltre le medie stagionali. Il vento che accarezza gli alberi e fa tremare le nuove foglie che nascono in queste giornate di nuovo sole.

Anche l’orto pullula di nuova vita. Ho rivisto la locusta, ancora assonnata e intirizzita dal freddo. L’ho trovata nascosta sotto ad uno straccio. Sorpresa per me, ma anche per lei, che avrà pensato al solito ficcanaso che disturba il suo sonno. È volata via, per un breve tratto. L’ho ritrovata poi ancorata al muro, a gustarsi il sole che scalda.

Nuove gemme tra gli arbusti, e qualche ape che ronza.

Ho già iniziato a togliere l’erba cattiva. Per le prossime settimane sarò impegnato con i lavori, nell’orto e in serra, per risistemare gli attrezzi da lavoro, e fare il solito inventario delle sementi. Cosa pianterò nell’orto e nel giardino?

[…]

gs1229-quasi-primavera-1

gs1229-quasi-primavera-2

gs1229-quasi-primavera-3