La pioggia… e poi il sole

Sabato a Vicenza ha piovuto e si sono abbassate le temperature. Domenica mattina sono sceso nell’orto con una maglia a maniche lunghe. Giorni prima scendevo in canottiera. Guardando l’orto ho avuto il pensiero la sensazione che l’estate fosse finita.

I pomodoro ridotti ormai al minimo sindacale, il cielo grigio. Ma poi è ritornato il sole, e anche se le temperature si sono sensibilmente abbassate… siamo ancora in estate. Eppure a riguardare i pomodori datterino so che la stagione è quasi finita.

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Non è un peccato, è un ciclo. Uguale al precendente, ma diverso. Funziona proprio così. Il mio cervello vorrebbe che tutto o quasi fosse uguale. Avrebbe meno pensieri, ma invece non è così. Il clima cambia, le temperature sembrano aumentare. Che sia anche colpa dell’essere umano è indubbio, ma che non si voglia prendere troppo in considerazione questo fenomeno è un’offesa al buon senso. Siamo figli di un sistema di valori che non accetta curve in caduta. Anche se le vede si ostina a pensare che il progresso sia sempre in salita, che le azioni salgano, che i guadagni debbano per forza aumentare. Ma non è così nella realtà. Anche questa è un’ideologia. Come lo sono stati il comunismo, il fascismo e tanti altri -ismi. Il mio cervello vorrebbe che tutto o quasi fosse uguale. Che l’ideologia non fosse un’opinione, ma una religione. In questo modo il mio cervello avrebbe meno pensieri.

Ma forse è meglio che la smetta di pensare.

P.S. = sì, è un post del cavolo.

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