Un nuovo fiore

È nato vicino alla lavanda dove, in questi giorni di sole, un traffico aereo di api, farfalle, e altri insetti non ben identificati, allieta le mie serate.

Ogni nuovo fiore, o quasi, è una sorpresa per il giorno a venire. Deve ancora sbocciare, ma già mi piace…

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Alveari d’autore

Il progetto internazionale, dopo New York approda anche a Lainate

ALVEARI D’AUTORE E API ‘URBANE’

ARRIVANO IN VILLA LITTA E NEL PARCO DI VIA TEVERE

In autunno una giornata per seminare fiori melliferi e corsi di apicoltura

 

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I più attenti le avranno già notate! Nel parco di Villa Litta (e non solo) sono arrivate arnie e api.

Il progetto Alveari Urbani, presentato dall’Amministrazione comunale, Museo il Ninfeo di Villa Litta e l’Associazione degli Amici di Villa Litta, durante la scorsa edizione della manifestazione Ninfeamus, è entrato infatti nel vivo.

 

Green Island, il progetto internazionale fondato da Claudia Zanfi (con la collaboratrice Natalia Pezzi) che ha portato lo scorso anno anche a New York la sua visione innovativa degli Alveari Urbani: Urban Bee Hives, mirato alla salvaguardia delle api e alla valorizzazione del territorio, ha infatti cominciato a Lainate la fase operativa. Se nella Grande Mela molto spesso le case per le api sono comparse sui tetti-Rooftop, nei giorni scorsi in città due arnie d’artista sono state posizionate nel parchetto di via Tevere, un’arnia completa nel Parco Storico, accanto ad altre arnie dimostrative.

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Il primo Apiario d’Artista al mondo in collaborazione con Legambiente è stato creato nel 2015. Giovani artisti e designer erano stati invitati a ideare nuove arnie, pensate come installazioni creative, poi realizzate da artigiani locali e infine posizionate in vari spazi verdi di Milano. Le arnie d’artista posizionate a Lainate, su disegno di artisti olandesi, sono state realizzate in legno (dal colore giallo vivo) portano la firma di artigiani lombardi.

Da menzionare che il progetto internazionale ha vinto vari premi internazionali tra cui il premio EXPOINCITTA’ 2015 e Premio Timberland, stimolato mostre e eventi, seminari con studenti all’Università di Londra e del Politecnico di Milano.

“Il progetto ecologico e architettonico dedicato al mondo delle api e degli impollinatori, alla biodiversità e creatività – spiega Paola Ferrario, conservatore del Museo Il Ninfeo – è stato realizzato grazie ad una parte dei proventi della manifestazione che ogni anno apre la nuova stagione di visite ed eventi in Villa Visconti Borromeo Litta. Con l’obiettivo di valorizzare e migliorare la conoscenza del parco storico, abbiamo voluto sottolineare l’importantissima funzione delle api sentinelle dell’ambiente. Piante, uomini e insetti possono cooperare per creare una nuova cultura sintesi di paesaggio, bellezza e natura”.

Ma questo è solo l’inizio. Il progetto, in autunno continuerà con una giornata di conoscenza e degustazione dei mieli e la semina, nel parco di via Tevere, di specie vegetali adatte a richiamare le api-impollinatori.

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“Con questo intervento l’Amministrazione comunale intende dare il buon esempio e sensibilizzare i cittadini su un tema davvero importante come la biodiversità e la sostenibilità – aggiunge l’assessore all’Ambiente Vincenzo Zini – Le api sono responsabili, attraverso l’impollinazione, di gran parte dei raccolti e rappresentano un cardine dell’alimentazione e degli equilibri della natura. La scomparsa delle api è un grave rischio che dobbiamo evitare – e aggiunge – L’Ufficio Ecologia, nei prossimi mesi, si farà promotore di corsi per coloro che per passione o professione intenderanno dedicarsi al mondo dell’apicoltura. Certo il nostro è un progetto di piccole dimensioni, ma potrebbe innescare un processo virtuoso. Migliorare l’ambiente in cui viviamo si può, a partire dalle piccole azioni. Un ringraziamento particolare va alla Commissione ecologia in cui è stata presentata la proposta del progetto per la prima volta su segnalazione di una componente”.

Oggi compio 90 anni

Sabato 23 giugno sarà una giornata davvero speciale per il Mercato dei Fiori di Pescia, che festeggerà i 90 anni dalla sua istituzione.

Dalla sua sede originale, del 1928, in Piazza Grande, il Mercato si era trasferito dal 1950 al 1988 in una prima struttura appositamente realizzata in Via Amendola, per poi approdare alla sede attuale di Castellare di Pescia, considerata una pietra miliare dell’architettura dell’epoca.

Un traguardo straordinario – ha detto l’assessore Federica Fratoni– considerando che questo mercato ha affrontato alterne vicende. Si tratta di una grande realtà e potenzialità della Toscana. Un mercato che cerca di riproporre i fasti del passato mettendo in campo iniziative e celebrando il suo 90esimo anniversario con una manifestazione di livello, che valorizza anche la storia che ha reso famosa questa realtà in tutto il mondo. Le difficoltà della globalizzazione e della concorrenza di produzioni anche molto lontane dalle nostre la conosciamo, e cerchiamo di contrastarla sostenendo da un punto di vista di costi ma anche di formazione degli operatori, non solo il mercato in sé ma un comparto produttivo che per la Toscana è di primaria importanza. Credo che questa iniziativa vada adeguatamente sostenuta e il piacere di averla presentata in Regione è oltremodo autentico e sincero”.

Una semplice attività commerciale si può trasformare con il tempo, facendo valere la qualità e l’affidabilità della merce e degli operatori che vi sono coinvolti, in una vera e propria Istituzione. –afferma l’attuale presidente Antonio Grassotti-Questo è oggi il Mercato dei Fiori di Pescia, una Istituzione di riferimento per il settore floricolo”

La giornata prevede un programma molto articolato: il Mefit sarà aperto fin dal mattino, dalle 8.00, dopo la conclusione del mercato all’ingrosso del sabato, per la vendita al pubblico di fiori e piante, a cura degli operatori locali.

All’interno della struttura, saranno ospitati con spazi espositivi organizzazioni come la Scuola Agraria di Pescia, il Centro Ricerca Crea-of, la Fondazione Collodi,sponsor, altri soggetti collegati alla floricoltura locale e regionale, come FloraToscana, Santoni, Associazione Vivaisti Pesciatini, Coripro, Oscar Tintori, FlorExport, e le organizzazioni sindacali: Cia, Coldiretti, Unione Agricoltori.

Nel pomeriggio a partire dalle 15 si terrà un talk show, condotto dal giornalista televisivo Fabrizio Diolaiuti, con ospiti il prof. Galileo Magnaniche parlerà degli aspetti della storia della floricoltura pesciatina e il prof. Ezio Godoliche si soffermerà sulle architetture che hanno ospitato nel corso dei 90 anni il servizio pubblico di mercato all’ingrosso dei fiori.

Sono attesi anche interventi di diverse autorità, come l’Assessore Regionale Federica Fratoni, il Prefetto, il Questore, il Commissario Prefettizio – e di istituzioni come l’Associazione Piante e Fiori d’Italia, nonché di rappresentanti degli altri Mercati dei fiori Italiani.

Sarà in particolare ricordata la figura del Direttore storico del Mercato dei Fiori, Antonio Natali con l’annuncio della istituzione di un premio alla memoria,finanziato dalla Banca di Pescia e Cascina e organizzato dal Mercato dei Fiori di Pescia.Inoltre, il figlio, David, illustrerà brevemente le attività svolte da padre al di fuori del ruolo di direttore del mercato dei fiori.

Al termine della giornata, intorno alle 18,30, verrà offerto ai presenti un’apericena negli spazi del punto ristoro interno al mercato dei fiori.

Mostra fotografica

In occasione del 90° del Mercato di Pescia una mostra fotografica ripercorrerà le tappe salienti della nascita e dello sviluppo dell’Ente.

La mostra si sviluppa su 18 pannelli ognuno costituito da una grande immagine (foto d’epoca o manifesto), corredata da un breve testo descrittivo.

La vita del Mercato è narrata attraverso le immagini delle strutture che negli anni hanno accompagnato la crescita degli scambi commerciali: dalla prima tettoia in cemento in piazza del Grano, attraverso la struttura di Via Amendola del 1950, fino al nuovo complesso attuale (inizialmente Comicent, poi Mefit) finito di costruire nel 1982.

Ma sono soprattutto le persone a primeggiare nella storia del Mefit e della mostra, dai venditori e dagli acquirenti delle prime immagini in bianco-nero fino agli operatori di oggi, negli abiti colorati tanto quanto i loro vivacissimi prodotti.

Nel complesso è una carrellata essenziale ma esaustiva che documenta la forza dell’Ente che ha una solida tradizione alle spalle ed è pronto a rispondere alle sfide del domani.

Composizioni floreali a tema

Nel pomeriggio, il Maestro Fiorista Chicco Pastorino, con alcuni colleghi, racconterà per flash i 90 anni di storia che hanno accompagnato la vita del mercato a Pescia, prendendo spunto da fatti accaduti in questo periodo, suddivisi nei 9 decenni,con l’accompagnamento di canzoni che parlano di fiori e realizzando 9 composizioni ispirate dai poster.

Schede di approfondimento

Galileo Magnani

A partire dal 1971 ha svolto la sua attività didattica e scientifica presso l’Università di Pisa, dove nel 1984 è entrato a far parte del corpo docente, come professore. La sua attività di ricerca si è svolta nei Settori di Orticoltura e Floricoltura, all’inizio all’Istituto di Agronomia della Facoltà di Agraria concludendosi nel 2015 nel Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali.

Ha svolto un’intensa attività didattica ed è stato Autore di circa 200 lavori pubblicati. Oltre ad aver fatto parte di associazioni legate alla sua attività scientifica è stato attivo in varie altre istituzioni. Dal 1990 e per circa un quinquennio è stato membro del Comitato Biennale del Fiore di Pescia. È infine Accademico ordinario dei Georgofili.

Ezio Godoli

Bolognese, ha un lungo curriculum universitario, iniziato nel 1973 come Assistente di ruolo, fino ad arrivare alla posizione di professore ordinario dal 1990. Esperto di architettura contemporanea, soprattutto sull’architettura dell’età napoleonica in Italia, l’architettura dell’Art Nouveau a Parigi e della Secessione a Vienna, l’architettura delle avanguardie storiche (futurismo e De Stijl), ha svolto numerose ricerche, presentate spesso in convegni internazionali. Parte della sua attività scientifica è stata dedicata al problema della conservazione e del restauro dell’architettura contemporanea. È stato membro di numerose commissioni, gruppi di ricerca, commissioni scientifiche, progetti europei e osservatori e ha organizzato due convegni di rilevanza internazionali.

Chicco Pastorino, classe 1944, negli anni si è affermato come uno dei più importanti esponenti italiani dell’arte floreale: numerose le sue partecipazioni ai più importanti concorsi floreali in tutto il mondo, (memorabili le edizioni di Euroflora di Genova e della Biennale di Pescia cui ha dato il suo contributo). Una delle sue passioni è la didattica e, attraverso diverse scuole floreali, nel tempo ha contribuito a formare una vera e propria schiera di fioristi, in Italia e in Europa. Numerose anche le sue apparizioni in televisione in diverse trasmissioni. Nelle ultime edizioni ha coordinato il gruppo che ha realizzato i bouquet e gli arredi floreali del Festival di Sanremo.

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La vanessa nell’ortica

Finalmente una farfalla colorata che svolazza tra i fiori della lavanda e si ferma di tanto in tanto a succhiare nettare. E questa volta anch’io voglio essere informato, prendo il mio libro sulle farfalle e le falene di David Carter con fotografie di Frank Greenaway e comincio a sfogliare le pagine finché, a pagina 110, identifico la farfalla – diversa dalle solite bianche cavolaie – che svolazzava nel mio orto.

Sarà anche, come dice il libro “una delle più comuni farfalle europee”, ma certo mi fa piacere venga a fare i suoi giri tra i fiori di lavanda.

Vi enumero le caratteristiche principali di questa farfalla (chiamata proprio la vanessa nell’ortica), il cui nome deriva dal fatto che si sviluppa sull’ortica (ma nel mio orto mica c’è l’ortica… mah…).

Ha un’apertura alare dai 4,5 ai 5 cm ed è diffusa in Europa e nell’Asia temperata fino al Giappone.

Ma non finisce qui, perché sfogliando il libercolo sulle farfalle mi imbatto in una foto di un fiore che assomiglia molto a quello che vi ho proposto su questo blog qualche giorno fa, e di cui ignoravo il nome. Trattasi del fiore della pianta di ghiaccio (Mesembrianthemum crystallinum) – che vi propongo in foto qui sotto. 

Due piccioni con una fava. Vedi che a leggere un po’ c’è tutto di guadagnato?

Nota: curiosando in internet trovo come Mesembrianthemum crystallinum un’altra pianta, diversa dalla mia. Ma nel libro delle farfalle era indicata quella che ho nell’orto. Aiuto! Un botanico! Ho bisogno di un botanico! Scusatemi per l’errore di denominazione incontrollata… spero apprezzerete comunque il fiore…

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Concime naturale per rose e arbusti

Il segreto primo e indispensabile per una buona e rigogliosa fioritura, come più volte ho suggerito ai miei lettori, è la potatura.

Potare significa togliere le cose in eccesso e, insieme, rendere tutto al grado minimo dello sforzo vegetativo. Questo non vuol dire rendere una pianta di rose irriconoscibile per la foga del taglio, ma semplicemente potare quei rami che hanno già dato il fiore. Non preoccupatevi… nasceranno nuovi boccioli e saranno ancor più belli perché la pianta dirigerà le sue energie solo su questi e non sui vecchi rami e sui fiori ormai appassiti!

Ma il secondo segreto, un aiuto ulteriore che possiamo dare alle nostre piante di rose, è la concimazione. Io ho scelto il concime naturale, consentito in agricoltura biologica, della Naturen, marchio distribuito in esclusiva per l’Italia da Ital-Agro.

Utilizzabile sia su rose che su arbusti, sia all’impianto (da ottobre a marzo) sia per il mantenimento (da febbraio a luglio), il concime per rose e arbusti della Naturen è in granuli, e questo permette una concimazione dolce e graduale.

Naturen Concime rose e arbusti

Il concime si applica al terreno – aiutandosi con le mani o con qualche attrezzo da giardinaggio – e poi si può irrigare. La soluzione in granuli fornisce fino a 3 mesi di nutrimento.

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Infine volevo sottolineare un piccolo dettaglio. La confezione, da 750 grammi, si può aprire con una forbice e poi è facilmente richiudibile grazie ad un dispositivo a pressione che permette una chiusura ermetica. Comodo e semplice da utilizzare.

Per maggiori informazioni e altri suggerimenti su tecniche di agricoltura biologica per il vostro orto e il vostro giardino vi consiglio di visitare il sito – molto ben fatto – FuodidiVerde.

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La lavanda

Rustica e facile da coltivare, la lavanda richiede unicamente… sole.

Se avete un angolo del vostro orto o del vostro giardino che è ancora stranamente vuoto… riempitelo con una pianta di lavanda. 

Non sarete solo voi a godere del profumo dei suoi fiori, ma una serie di insetti che dall’alba al tramonto andranno incontro al viola dei piccoli petali: api, bombi, farfalle…

E poi non dimenticate che i fiori di lavanda sono ottimi da far essiccare e da utilizzare in seguito per profumare armadi e, allo stesso tempo, allontanare i tarli.

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Fiori d’aglio

Oltre ad allontanare i vampiri 😉 il fiore d’aglio è un complemento d’arredo immancabile per un orto / giardino trendy. Elegante, dal fusto lanciato, essenziale nella sua forma e barocco nei suoi tantissimi fiori che formano quella palla bianca (o d’altri colori) che potete ammirare in certi giardini. 

Piantateli in fila e al momento della fioritura avrete un effetto che catturerà lo sguardo dei vostri amici. Tra le varietà decorative più comuni: l’Allium carinatum (noto come aglio delle streghe), l’Allium lusitanicum, l’Allium narcissiflorum, l’Allium rosenbachianum (dai fiori colore lilla) e l’Allium neapolitanum (dal fiore bianco).

A parte questi particolari modaioli, l’aglio è un ottimo disinfettante naturale e nel vostro giardino vi aiuterà ad allontanare gli afidi dai roseti. Oltre all’aglio ornamentale, tenete nel vostro orto anche quello da utilizzare in cucina. Attenti a non esagerare nella preparazione dei piatti…

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