Tempo di cachi

Uno dei frutti che più mi affascinano sono i cachi, anche se non li apprezzo molto come frutti alimentari. Preferisco guardarli, e lasciarmi affascinare dai loro colori, che in autunno diventano ancora più meravigliosi e intriganti. Ma perché mi piacciono i cachi? C’è qualcos’altro che non riesco ad esprimere?

Forse perché sono un frutto che non attira molto l’attenzione nei grandi supermercati. E forse perché sono un frutto di pace. I cachi sono le “mele d’Oriente”, il “loto del Giappone”, e il “frumento di Giove”. E poi, il significato dato a questo frutto è “non credere alle apparenze”. E così mi sembra – e non vogliatemene se questo mio post vi sembra una “predica” – che i cachi siano il frutto adatto per la nostra società (ma soprattutto per la psicologia umana, a prescindere dalle epoche) dove l’apparenza diventa più importante della sostanza.

Infine, l’albero dei cachi, è un bellissimo albero ornamentale. Ecco che l’ho fotografato con uno sfondo “religioso”, così per dare il significato che mi piace legare a questo frutto.

E così anch’io mi lascio affascinare dalle apparenze…

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