Il vento e la foglia

Non me ne vogliate, vi ripropongo un altro libro di origine medio-orientale, dall’Iran per la precisione. Si avvicinano le vacanze estive, e il buon giardiniere orticoltore vuole gustarsi i suoi frutti del suo orto assaporando anche le parole di un libro, nelle calde giornate di agosto. Quindi lasciatemi consigliarvi questo piccolo libro di poesia di Abbas Kiarostami. Lo conoscete? Io sono un ammiratore di questo cineasta e dei suoi film. Ho una certa propensione ad alcuni aspetti delle culture orientali – il grafismo magico del persiano, le opere grafiche di Reza Abedini, il film di Kiarostami e quelli di Mohsen Makhmalbaf, gli essenziali e bellissimi tappeti Gabbeh, le fontane d’acqua… gs885-kiarostami1 Quella di Kiarostami è una poesia essenziale, quasi degli haiku, che sa suggerire delle immagini, e sa cogliere nella quotidianità di gesti e azioni, dei valori universali e atemporali. Potrei continuare, ma all’intervento critico preferisco darvi un esempio della sua poetica. Una poesia che ha a che fare con l’orto e le stagioni – e chissà per che mi fa venire alla mente il divertente Karel Capek (L’anno del giardiniere):

A cosa serve decantare la primavera
biasimare l’autunno
quando uno se ne va
e l’altro ritorna.

L’altra cosa che ho apprezzato in questo libro – e che secondo me è fondamentale almeno nei libri di poesia – sono i versi originali a fronte, in persiano. Certo, lontano dallo studiare il persiano, ma vedendo quel loro modo di scrivere, quasi un ornamento, mi riesce meglio immaginarmi quanto sia lontano la mia cultura dalla loro, ma anche quanto ci sia di affascinante nelle cose che non conosco… gs885-kiarostami2 Buona lettura KIAROSTAMI, ABBAS, Il vento e la foglia, Le Lettere, Firenze 2014 (testo introduttivo e traduzioni a cura di Faezeh Mardani)

One thought on “Il vento e la foglia

  1. Bellissima scelta.La cultura persiana, tutta, è una delle più affascinanti.Ho conosciuto l’ lran quando ancora c’era lo Scia e si chiamava Persia come nei nostri ricordi scolastici,un viaggio di lavoro,quando le donne ancora erano donne,quando ci si poteva portare a casa i più bei turchesi del mondo,un piccolo tappeto stupendo piegato in valigia e perchè no anche il più buon caviale nelle classiche scatolette di latta bluette con elastico rosso a chiudere.
    Ora ci consoliamo con belle poesie.
    Grazie per averle ricordate perchè Kiarostami non è solo un gran regista ma un artista in tutte le cose.

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