Il giardino, la natura a misura d’uomo

Microcosmo verde, il giardino nell’imaginario collettivo è un luogo di piacere nel quale ritrovare la pace e la serenità, luogo che parla al visitatore. Il giardino è il posto nel quale la natura, selvaggia o addomesticata, è rappresentata in una scala ridotta, a misura d’uomo.

Immagine dell’Eden ritrovato, il giardino è una parte integrante delle strutture architettoniche, ambiente vivo che crea una separazione tra l’interno protettivo, definito nettamente da recinzioni e l’esterno imprevedibile, un’antonimia suggestiva tra la pace interna al giardino e il disordine degli spazi fuori. Come l’ombra nel giardino, l’acqua è un elemento fondamentale, e l’uso delle fontane nella progettazione giardini sin dall’antichità allude all’immagine della fontana della vita nel giardino dell’Eden; è l’acqua che guarisce tutti i mali, l’unica fonte di eterna giovinezza.

Piccolo universo ordinato, dedicato all’intimità e al ritiro, il giardino all’aperto raccoglie tre elementi essenziali: natura, amore e bellezza, collegandosi all’amore cortese del Romanzo della Rosa di Guillaume de Lorris fino alle novelle di Boccaccio. Infatti, il sogno allegorico dell’amore cortese capita nel giardino, proprio in un mattino di maggio, quando il poeta vede riflessa una rosa nel suo specchio e se ne innamora. Il poema è una bellissima allegoria, e le imprese dell’amant per conquistare la rosa, fiore che non è niente di meno che la donna amata, sono favorite a volte, ostacolate altre volte, dai sentimenti contrastanti del poeta: orgoglio, pudore, vergogna, onore, entusiasmo, malinconia, devozione. Il giardino d’amore quindi è per eccellenza il luogo della felicità e dell’abbondanza dei sentimenti, ambiente vivo nel quale ritrovare l’eterna giovinezza tramite l’amore.

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Sopra: Jean Honoré Fragonard, “I fortunati casi dell’altalena”, 1767, Wallace Colection, Londra

Ma lo stesso giardino è, nella storia dell’arte e soprattutto del dipinto, il luogo dedicato non solo all’amore ma a tutti i sensi: incontri galanti e poetici, pensato anche per celebrazioni, feste e piaceri della tavola, diventando la scenografia per le convenzioni sociali e mondanità.

La natura quindi fa da modello al giardino paesaggistico nella lunga storia di quest’arte. Le soluzioni architettoniche adottate nella storia, dall’hortus romano al giardino greco, dai giardini di Versailles a quelli Vaticani, sono tutte disegnate per affascinare e far innamorare lo spettatore, luogo di sogno e d’illusione, realizzazione pratica ed incantevole di una rappresentazione della natura e dei concetti che ne stanno alla base.

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Sopra: Humphry Repton, “Roseto as Ashridge” da “Fragment on Theory and Practice of Landscape Gardening”, Londra, 1816

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