OG dà un occhio al calendario dell’avvento

È molto bello, di legno, con le porticine che si aprono, e tante illustrazioni natalizie.

Ma ad ogni porta che apre gli sembra che il PIL scenda e che aumenti la disoccupazione. Siamo in un periodo di cambiamenti economici e sociali, pensa OG. Resistere e andare avanti sono le sue parole d’ordine, mentre giorno per giorno apre le altre porticine.

Poi ci sarà il nuovo anno e, non per sembrar troppo pessimista, gli viene in mente quel famoso testo leopardiano… (che non vi cito perché so che lo conoscete e perché in precedenti post ne ho sicuramente parlato).

avvento

L’ortolano giardiniere (da adesso OG) riscopre le piante in casa

Non è che non fosse a conoscenza della loro esistenza, è che prima pensava solo all’orto e al giardino esterno. Invece adesso osserva l’epifita d’oltre oceano che sembra un lampadario rovesciato, o forse meglio una fontana. Comunque – oltre ad essere pianta – una bellissima forma di design, quindi una pianta ornamentale a tutti gli effetti, che ben figura sopra un tavolino di vetro, specchiandosi come se fosse Giacinto.

«Datti meno arie, sai?» le dice OG.
«Io non mi vanto di niente» risponde l’epifita «son così di natura».

OG la mette sotto alle rose, in compagnia di un piccolo bonsai, di una piccola drosera e di un modellino di veliero.

epifite

L’ortolano giardiniere scopre delle cose dentro casa

Ritornato tra le mura domestiche l’ortolano giardiniere guarda tra soprammobili, mobili, tavoli, camere e sgabuzzini, e sembra cercare un’idea o qualcosa da fare per il suo giardino. Ma poi si siede e decide che in certi casi è meglio togliersi i pensieri e lasciare che siano gli occhi a trovare l’azione. Ecco allora che decide di regalare 20 rose rosa a sua moglie, perché gli piace il il suono della parola “rose rosa” e poi perché gli piacciono le rose.

Ma è un giardiniere ortolano un po’ sbadato e rompe il vaso di vetro dove aveva deciso di metterle. Tutta l’acqua per terra e vetri ovunque. Stracci e aspirapolvere, veloce, per non rovinare la sorpresa, prima che Lei torni a casa.
Ecco fatto. Rose rosa.

rose

I racconti delle 20.00 del giardiniere ortolano

Il giardiniere ortolano si è già chiesto cosa poter fare in questi mesi invernali. Anche oggi piove, l’orto è lì tra l’addormentato e l’abbandonato, con l’erba che cresce un po’ ovunque, gli ultimi fiori che appassiscono, la salvia che anche lei sembra stanca e ha tutte le foglie agonizzanti.

Anche il giardino non se la passa bene. È cresciuta tanta malerba, soprattutto tarassaco, e il muschio comincia a sentirsi molto a suo agio in queste giornate umide e senza sole. L’ortolano giardiniere pensa che sia ormai da fine agosto che il muschio si sente a proprio agio…

L’ortolano giardiniere non ha nemmeno la voglia di togliere quelle erbacce, anche perché continua a piovere, e se non piove le giornate sono di un grigio fin troppo uniforme e monotono. Così lascia l’erba crescere, e gli piace guardarla tra i vetri bagnati, dove le goccioline di pioggia scivolano e sembrano rincorrersi.

erbacce

Appunti per l’anno nuovo: Giardinaria 2015

La macchina organizzativa di Giardinaria riparte ufficialmente per la terza edizione, in programma Sabato 23 e Domenica 24 Maggio, e che si svolgerà come sempre tra i giardini e i saloni di Castello Quistini a Rovato in provincia di Brescia. Nel cuore della Franciacorta il penultimo week-end di Maggio sarà una grande esplosione di fiori e piante di ogni tipo grazie soprattutto alla partecipazione di molti produttori specializzati e ben selezionati.

Lo scorso anno l’edizione ha riscosso un grande successo registrando quasi 2500 presenze tra appassionati in cerca di specie rare e da collezione e curiosi desiderosi di visitare i bellissimi giardini di Castello Quistini in occasione delle fioriture di Maggio. I giardini di Castello Quistini sono famosi per i loro profumati e colorati giardini di rose antiche, moderne e inglesi in 1500 varietà che durante il mese di Maggio offriranno spettacolari fioriture. A Giardinaria non mancherà arredo e il giardino, artigianato, oggetti artistici da esterno e un’accogliente area ristoro immersa nel verde dove si potranno gustare piatti realizzati anche con fiori ed erbe. Nel corso delle due giornate saranno in programma incontri a tema gratuiti per il pubblico tenuti da esperti vivaisti e laboratori didattici per bambini con l’obiettivo di trasmettere una corretta conoscenza e cultura del verde alle nuove generazioni.
Giardinaria è un evento organizzato da Associazione Florovivaisti Bresciani, che conta tra i suoi associati oltre 150 imprese florovivaistiche e di costruzione e manutenzione del verde, e da Castello Quistini, dimora storica aperta al pubblico con al suo interno un giardino botanico di rose antiche, moderne e inglesi. Giardinaria sarà in programma Sabato 23 e Domenica 24 Maggio dalle 10,00 alle 20,00 a Rovato, in provincia di Brescia. Visita il sito web della manifestazione http://www.giardinaria.it e la pagina facebook a questo link: www.facebook.com/giardinaria.

Ingresso
Ingresso intero: 5,00€
Ingresso ridotto: 3,00€ (bambini 10-16 anni)
Ingresso gratuito: (bambini 0-10 anni)
I cani sono benvenuti

Giardinaria 2015

Il giardino di guerriglia

Un anno di allegre battaglie fra la donna e il verde

Esce in libreria a settembre per Mondadori Electa il nuovo libro di Stefania Bertola, un diario di avventure e battaglie affrontate quotidianamente nel suo giardino. Un taccuino cronologico spiritoso e sottile caratterizzato da monologhi ironici e dialoghi surreali con la natura.

Si apre con l’estate il quaderno dedicato al giardino ‘trascurato’ dell’autrice, sul quale sono annotati i piccoli interventi occasionali e poco strutturati di una vera e propria guerillla, con un obiettivo ostinato:
cercare di mantenerlo in vita.

La narrazione procede come una passeggiata nel verde mentre Stefania Bertola passa in rassegna i suoi ‘avari’ alberi da frutto, i fiori (rose, ortensie, peonie, filadelfo…) e le piante di cui, ora loda il fogliame, ora la caducità. Immancabili in ogni stagione poi le erbe aromatiche tutte pronte all’appello: salvia, rosmarino, cerfoglio, timo… financo menta e melissa che tendono, come è noto, a monopolizzare rapidamente lo spazio circostante.

Affiorano nel contempo pensieri di natura diversa, divagazioni mentali e semiserie che si affiancano ad aneddoti, consigli di cucina, rimandi alla letteratura o immagini artistiche: gli iris di un quadro di Dante Gabriele Rossetti, i papaveri in un dipinto di Waterhouse hanno innescato il desiderio ardente di fiori preraffaelliti, un’aspettativa che ogni anno, per motivi incomprensibili, viene puntualmente disattesa. ‘Vai in giro, vedi chilometri quadrati di papaveri. Da me, neanche due. Ma insito.’ Chiosa l’autrice.
In autunno apre il capitolo della stagione la grande quantità di foglie secche che volano ovunque, in specie quelle del faggio, insieme alle fatiche del trasloco dei pesantissimi vasi di terracotta per contrastare gli effetti del microclima da giardino… Per giungere all’inverno quando sembrano ormai innumerevoli le cose imperdonabili alla Natura e l’autrice si augura che il Lunario di Casa e di Campagna reciti così: ‘Durante il mese di gennaio vi consigliamo di guardare il giardino dalla finestra, restando a casa’ e leggere un libro alzando lo sguardo a quel piccolo mondo, di tanto in tanto.

La primavera conclude il ciclo delle stagioni ma segna anche un nuovo inizio. È il momento della fioritura per eccellenza, nel quale la bellezza del giardino va goduta con tempi diversi da fiore a fiore: lo splendore di un bulbo di tulipano dura solo un paio di settimane in tutto un anno e va osservato con molta più calma e devozione delle ‘rifiorenti’ rose.

È la fase più vivida del giardino: le Rosa del Vampiro, l’iceberg, gli alberi da frutto più o meno carichi , i fiorellini e le piantine cresciute spontaneamente, gli ospiti per un picnic (grandi, bambini, cani e gatti)…. Il diario si ‘interrompe’ qui, una anno dopo, con la consapevolezza dell’autrice e anche del lettore che non terminano invece le ‘allegre battaglie’ tra il verde e la donna.

STEFANIA BERTOLA è scrittrice, traduttrice e sceneggiatrice. Prima di affermarsi come divertente autrice televisiva, ha lavorato in radio: per Radio2 ha scritto il programma Titanic(a) con Luciana Littizzetto, e ha scritto e condotto il programma Clic. Come sceneggiatrice ha lavorato alle serie I Cesaroni ed Elisa di Rivombrosa.
Ha pubblicato Luna di Luxor (Longanesi, 1989), Se mi lasci fa male (Sperling & Kupfer, 1997), A neve ferma (Salani, 2006), La soavissima discordia dell’amore (Salani, 2009), la raccolta di racconti Il primo miracolo di George Harrison (Einaudi, 2010), Ragazze mancine (Einaudi, 2013); ha lavorato con Michele Di Mauro alla stesura di vari testi teatrali.
Fra le sue numerose attività Stefania Bertola collabora con varie riviste e con il quotidiano “La Stampa”, tiene laboratori e corsi per la Scuola Holden e il Circolo dei Lettori di Torino.

Giardino di guerriglia

Intemperanze del tempo

O forse anche I tempi cambiano e cambia il tempo… magari lo tengo per un titolo di un prossimo post.

Sta di fatto che quest’anno la neve in città la vedrò solo con il binocolo, forse… orientandomi verso le cime di Asiago.
E l’unica neve è quella finta – ma molto carina – che scende dalle pagine di questo blog, grazie ad uno speciale plug-in di WordPress!

Eh sì. Temperature alte, sembra di essere ad ottobre, non a dicembre.
Lascio da parte le molte possibili congetture riguardo il clima, mi consolo che gran parte delle piante carnivore sono ancora in serra, e dentro casa ne ho portate solo due… e stanno sudando dal caldo! 😉
Toh, non metto neanche una foto. In barba al tempo.

Faccio un po’ di a capo, così il post sembra più lungo.

[…]

Ciclamini sul balcone

Nella stagione autunnale e invernale i ciclamini sono tra i fiori più comuni che possiamo vedere sui balconi. La caratteristica dei ciclamini? Che fioriscono per tutto l’inverno. E vi posso garantire che – causa l’estate piovosa – i miei ciclamini, tenuti all’ombra e annaffiati con un poco d’acqua al giorno (ma proprio poca, mi raccomando, solo per tenere la terra umida), sono fioriti anche questa estate.

Qualche consiglio per farli crescere – e fiorire – al meglio:
1. evitate di posizionarli in zone troppo ventose o esposti ai raggi diretti del sole
2. le temperature che il ciclamino più ama vanno dai 10 ai 18 gradi
3. tenete il terreno umido, non fradicio d’acqua, o potrebbero marcire le radici. Una buona soluzione è quella di annaffiare i ciclamini nel sottovaso, così saranno loro a trattenere l’acqua di cui necessitano
4. togliete sempre foglie e fiori secchi

Anche se nel linguaggio dei fiori il ciclamino significa “diffidenza” – in ragione della piccola quantità di veleno presente nelle sue radici – non fatevi trarre in inganno e influenzare negativamente. Il ciclamino è un fiore bellissimo e facile da coltivare, che con i suoi colori, dal rosso al bianco con tante sfumature, ci allieterà per tutte le giornate d’inverno.

ciclamini