La celosia

Ad uno di quei mercatini improvvisati davanti ad una chiesa, per raccogliere fondi, mio figlio vede tante piantine e tanti fiori colorati e me ne chiede se possiamo prenderne uno. Offerta libera. «Vai» gli dico. Si avvicina e sceglie un vasetto con un fiore di celosia, che prima di adesso non conoscevo. «Bella scelta» gli dico e ci avviamo verso casa.

Navigando in rete scopro che il suo nome sceintifico è Celosia Caracas, è originaria dei Paesi dell’America del Nord, dell’Africa e dell’Asia e comprende 60 specie. È conosciuta anche con i nomi di “cresta di gallo” e “amaranto piumoso” – appartiene alla famiglia delle Amaranthaceae.

È anche commestibile, leggo, ma cosa si mangia? I fiori o le foglie?
È piuttosto una pianta decorativa, con quel fiore appariscente rosso cremisi e può arrivare ad un’altezza di 12 centimetri – e il nome non lascia dubbi: dal greco keleos “ardente, fiammeggiante”. Attenzione al freddo, perché lo teme – non lasciarla in luoghi con temperature al di sotto di 15° C – mentre per l’innaffiatura non necessita di molta acqua – attenzione invece al contrario, perché un eccesso di acqua o un ristagno idrico può far marcire le radici.

Vediamo se crescerà.

celosia

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4 thoughts on “La celosia

  1. Qui a Roma, alcuni ragazzi pachistani vendono l’amaranto rosso che appartiene alla stessa famiglia del comune spinacio. Forse anche nel caso della celosia saranno commestibili le foglie.
    Prova a conservare il seme per il prossimo anno.
    Ciao
    Silvana

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