CIA Veneto: Flavio Furlani riconfermato presidente regionale

Legnaro (Padova), 10 febbraio 2014

«Non ci possiamo permettere di mancare l’appuntamento con Expo 2015. Serve per il Veneto recuperare il ritardo e adottare un approccio globale e unitario, più coraggioso e lungimirante. Abbiamo davanti un’occasione fondamentale per il nostro comparto e l’intero nostro territorio: quella di costruire insieme, finalmente, un “sistema Veneto” permanente, una “filiera veneta”. Da promuovere non solo nella fase di avvicinamento e poi di presenza all’esposizione, ma anche – e soprattutto – dopo». A sollecitare il dibattito intorno all‘Expo è il presidente di Cia Veneto FLAVIO FURLANI, oggi riconfermato alla guida di una delle maggiori organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo regionale, in occasione della sesta assemblea elettiva di CIA Veneto, svoltasi alla Corte Benedettina di Legnaro, a Padova.

Tra i temi toccati dal presidente nella sua relazione, quelli della crisi, che tante aziende ha messo in ginocchio anche nella nostra regione, e della mancanza di politiche strategiche a sostegno del settore. E ancora, la necessità di salvaguardare la filiera agroalimentare e di tutelare il reddito degli agricoltori, la difficoltà sempre crescente di accesso al credito (rispetto al quale Cia si propone come “certificatore” del merito creditizio delle proprie imprese), l’impellenza di un piano di difesa per il territorio che ancora una volta, in questi giorni di piogge intense e devastanti, ha messo in evidenza tutta la sua vulnerabilità. Infine, il presidente ha invocato con forza la necessità di saper cogliere insieme le prossime importanti opportunità, come regione e come Paese: «Dalla nuova politica agraria comunitaria (Pac) al Piano di sviluppo rurale regionale (Psr) – raccomanda Furlani -, serve un progetto di sviluppo rispetto al quale poi delineare le politiche d’azione: un conto sono le risorse, altro le misure».

E, in conclusione, rivolgendosi agli attori istituzionali ed economici presenti, diretto è stato appunto il riferimento di Furlani alla grande occasione rappresentata per il Veneto dall’Esposizione universale 2015, che, da maggio a ottobre a Milano, sarà dedicata al tema “Nutrire il Pianeta, energia per la vita” e vedrà centrale il ruolo dell’agricoltura e dell’agroalimentare: «Dobbiamo andare oltre l’Expo come “vetrina” e fare in modo che il suo visitatore diventi ambasciatore del Veneto nel suo insieme, come “sistema”, valorizzando i diversi settori (agroalimentare, agriturismo e turismo enogastronomico, cultura, artigianato, industria), dunque non come una somma di eccellenze ma come un unicum d’eccellenza».

Al suo appello a lavorare insieme, da subito, a un percorso verso l’Expo, ma che prosegua oltre l’Expo, convinta la risposta degli interlocutori.
A partire da Giampaolo Pedron, direttore di Confindustria Veneto, che rispetto al bisogno di una piattaforma comune di intenti e di interventi a sostegno dell’intera “filiera Veneto”, sottolinea: «È indispensabile andare oltre la frammentazione. Il “nuovo Veneto” ha tre asset fondamentali su cui puntare. Innanzitutto la grande capacità di produrre beni e servizi; poi le materie prime eccezionali che, purtroppo, non sappiamo sfruttare: come il territorio – di cui l’agricoltura è custode e valorizzatrice -, i paesaggi, l’arte e la cultura; infine, il nostro essere la grande piattaforma logistica dell’Europa che guarda a est. Partendo da questi tre fattori possiamo e dobbiamo affrontare, con la dovuta innovazione di pensiero, la fase che ci sta davanti. Non facciamo come il venditore ambulante – conclude -, che allestisce al meglio il proprio banchetto senza alcuna attenzione alla visione complessiva!».

Messaggio che vale anche per l’Expo, naturalmente. Mentre è attesa l’approvazione, proprio in questi giorni, della delibera regionale che segna la prima impronta del Veneto sulla strada verso l’Esposizione universale, Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, assicura: «Il Veneto si presenterà all’Expo come sistema di aziende ed eccellenze. Per raggiungere questo obiettivo la Regione ha avviato due iniziative importanti: la prima riguarda un’operazione di incoming che porterà nella nostra regione 300 tra operatori del settore e giornalisti da Russia, Stati Uniti e altre aree, mentre la seconda punterà ad ampliare e consolidare i rapporti con il mercato cinese, in collaborazione con la Fondazione Italia-Cina, per una durata complessiva di tre anni. In questo scenario l’Expo 2015 rappresenta un’ottima occasione per dimostrare che il Veneto è capace di fare sistema, integrando cultura, tradizione e qualità agroalimentari del territorio».

Presente al congresso della Cia anche Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo: «Il tema racchiude in sé una visione del settore agricolo completa e di grande prospettiva – evidenzia facendo riferimento al titolo dell’assemblea -. Oggi il mondo chiede più cibo, e l’agricoltura deve rispondere in maniera adeguata a questa domanda in un’ottica che garantisca allo stesso tempo sostenibilità sociale, ambientale ed economica. A Expo 2015 dobbiamo arrivare con la consapevolezza che il tema dell’alimentazione sarà, nei prossimi anni, determinante – aggiunge -, e che quella sarà l’occasione per iniziare a immaginare l’agricoltura del futuro. In questo scenario, anche i nostri agricoltori e le loro imprese giocheranno un ruolo decisivo se saranno capaci di organizzarsi per essere più forti e competitivi in un mercato in costante evoluzione e sempre più globale».

Nella foto sotto: il presidente regionale di CIA Veneto Flavio Furlani

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