Trovati nel cestino

Non pensavo di trovare nella spazzatura (spam) del mio account wordpress, frasi così ricche di significato. Ma chi fa spam, usa queste frasi affinché gli si approvi il commento per poi riempirti il sito di commenti inopportuni. Questa frase viene da un sito che, dalla piccola anteprima che ho visto, sembra vendere oro, o qualcosa del genere – c’era anche uno di quei grafici con le linee che salgono al cielo ad indicare il ricco guadagno.
Era finita nel cestino. E là è rimasto il mittente. Ma la frase l’ho recuperata.
È anche adatta ad un clima natalizio. Ve la riporto qui sotto.

C’è però un presupposto di base affinché questo “circolo virtuoso” funzioni: l’atteggiamento e la consapevolezza con le quali si agisce. Nel Buddismo il significato del termine “compassione” (jihi) è molto preciso: “eliminare la sofferenza e dare gioia”. Ciò non vuol dire agire con pietismo, o pensare al proprio tornaconto, bensì desiderare con il cuore di contribuire alla serenità delle altre persone. Ciò significa “aprire “ la propria vita, “uscire dal proprio orticello”, unire gli scopi personali con quelli altrui. Come e quando? Gli strumenti a disposizione sono molti, così come le situazioni in cui poterli utilizzare: in famiglia, nel lavoro, nell’organizzazione buddista, tra gli amici, nelle azioni di volontariato. Insomma, praticamente 24 ore al giorno! L’espressione della propria umanità la si rintraccia anche (e soprattutto) nelle relazioni personali che si hanno: si manifesta nelle piccole attenzioni quotidiane, nei sorrisi che, stanchi morti, si riescono a regalare a chi ci sta vicino, nella disponibilità ad ascoltare qualcuno senza per forza dover ribattere. Se mancano queste piccole cose, tutti i bellissimi discorsi sul Buddismo e sulla pace nel mondo rimangono solo affermazioni formali e sterili.

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