L’orto e la filodiffusione

Non c’è un nesso apparente.
Ma con queste giornate di pioggia – e il Bacchiglione che si alza, allerta le genti di città, si ribassa – e l’orto tutto freddo e umido, con le ultime colture da togliere, ma non ho voglia… mi sono impigrito in queste ultime settimane, e poi ho anche da fare mille cose… ho ri-scoperto la filodiffusione.
Avete presente?

“[…] la radio diffusa attraverso una rete di telecomunicazioni il cui ultimo tratto, quello che raggiunge l’utente, utilizza il doppino telefonico con cui sono cablati gli edifici serviti dalla telefonia fissa.” (Wikipedia, voce filodiffusione)

E soprattutto: ve la ricordate?
Io sì, anche se non l’ho mai avuta in casa. Però sono stato da amici di amici dei miei genitori, quando ero piccolo, e mi dicevano: «Adesso ti faccio ascoltare un po’ di filodiffusione». E mi spiegavano che veniva dal telefono. Loro avevano acquistato un “aggeggino” (un ricevitore speciale) per sentire la musica.
E io ascoltavo. E apprezzavo molto che si ascoltasse solo la musica, e non c’era nessuno che interveniva per venderti della polpa di pomodoro, dentifricio o assorbenti. Solo la voce molto pacata e raffinata che ti diceva cosa avevi ascoltato. Che gioia.

Poi della filodiffusione, nella mia vita, più nessuna traccia. Ma l’apprezzavo anche senza averla – andarmi a comprare aggeggini per ascoltare la filodiffusione mai passato per la testa, troppo impegnativo. Si può avere dal computer, ma il mio Mac è un po’ datato, ho provato a scaricare qualcosa, ma era solo per PC, e ho lasciato perdere. E oggi, con il Bacchiglione che è rientrato nei livelli di sicurezza (il Bacchiglione è quel fiume che attraversa Vicenza e da un paio d’anni a questa parte provoca inondazioni ogni volta che piove per qualche ora! Look here please, if you don’t believe), dicevo, oggi, con la pioggia che tamburella sui vetri ho scoperto che nella TV c’è la filodiffusione. Bastava schiacciare un tasto del telecomando e andare un po’ avanti e indietro con i canali. Yahoo! Anzi, Google! Anzi, no, volevo dire Evviva!
Adesso anch’io ho la filodiffusione ed è piacevole ascoltarla in queste serate piovose di fine novembre. Ho ascoltato il Concerto per chitarra e orchestra in La maggiore di Mauro Giuliani.
Chissà che mi dia uno scossone per risistemare l’orto – anche se è dicembre il mese preferito per i lavoretti prima del freddo gennaio.
Intanto ho scritto questo post, che era da tanto che non scrivevo sul blog. Cinque giorni? Forse una settimana…

Vi metto qui sotto una stupenda immagine dei tempi che furono presa dal sito www.radiomarconi.com, Guardatela quest’immagine. Due persone e due oggetti. Le persone: una donna matura, forse la madre della ragazza sulla destra. E due oggetti: una radio e il ricevitore della filodiffusione (sulla destra come la ragazza. Come a dire i grandi ascoltano la radio e le ragazzine la filodiffusione? Mah…).

Altre notizie sulla filodiffusione: www.filodiffusione.rai.it

A presto
… vi lascio con l’invito di ascoltare la filodiffusione 😉

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One thought on “L’orto e la filodiffusione

  1. Anni fa era uno status symbol e mi capitava di ascoltare musica attraverso la filodiffusione solo quando andavo dal medico o dal dentista. Il volume era sempre tenuto molto basso (ah, che volgarità ascoltare musica ad alto volume!!!!), ed entrando nella sala d’attesa, sembrava di stare in una nuvola.

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