Relax

Se uno pensa al relax, solitamente non gli viene in mente sua suocera – semmai è proprio il contrario.
Io, invece, dalla suocera, non avendo di meglio da fare, mi dedico all’ozio e al relax.
Vecchia sdraio in plastica, telo da spiaggia che tengo sempre in macchina per ogni evenienza, fogli e penna. Scrivo, guardo, chiudo gli occhi, ascolto.

Vista: filari di vite trevisana, con uva bianca e nera; alberi di mele, mele cotogne, albicocche, pere, erba di prato, qualche ape o sirfide che si adagia sui fiori, il cane che si sdraia vicino a me.

Ascolto: voci dei vicini, ogni tanto; rumori di trattori, ogni tanto; qualche macchina che passa lungo la strada, ogni tanto; uccelini; il canto del gallo; api e mosche che mi sfrecciano vicino; lo stormir delle fronde; le colombelle che tubano; i bambini che giocano; il cane che abbaia.

Chiudo gli occhi: quello stato “magico”, tra la veglia e il sonno, quando il Super-Io si affloscia e lascia passare nella coscienza i contenuti dell’Es.

Visione: Freud, con la sua barba bianca e il suo sigaro sempre in bocca, mi offre una seduta psicoanalitica gratuita. Rispondo che non ne ho bisogno, ché sto facendo autoanalisi. Allora conversiamo un poco sule neuropsicosi di difesa e sul caso del piccolo Hans.