Delle cose belle dell’orto

Noto con piacere che il regalo fattomi da qualche volatile o da chissà chi, è cresciuto e si sta arrampicando sulla parete. La vite americana nata spontaneamente lo scorso anno si aggrappa verticalmente alla parete spoglia e butta tante foglioline. È una delle cose belle dell’orto e della natura tout court quella di renderci la vita meno grigia e più verde. Fuori da ogni logica commerciale, ma nel significato etimologico del dono: qualcosa che dai ad un altro senza aspettarti qualcos’altro in cambio.

C’è poi un altro significato importante, che deve essere risemantizzato: quello del tempo. Non tutto subito, ma a suo tempo. Nella natura – ma così anche nella vita, e posso affermare che natura insegna (e scusatemi se vi suona come un gingle pubblicitario) – tutto ha il suo tempo. Abituati al what you see is what you get, dobbiamo invece accettare – e dunque risemantizzare – il concetto di tempo. Tutto subito è una bugia colossale che ci porta ad avere una visione distorta della realtà. Lento versus veloce sono due categorie semantiche a cui attribuiamo dei valori.

Oggi il lento si sta prendendo la rivincita sul veloce, ma io vi invito a non pensare in termini di puro antagonismo. Certo, a tutti piacerebbe piantare un albero e il giorno dopo vederne e poterne prendere i frutti già maturi, ma il Campo dei Miracoli esiste solo nel racconto di Collodi. E dunque, aiutiamo le cose, gli eventi, affinché avvengano, ma diamogli il tempo necessario.
Fine della predica.

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6 pensieri riguardo “Delle cose belle dell’orto

  1. è molto bella la foglia di vite che rinverdisce il muro e si allunga verso chi la guarda, come per stringergli la mano.
    è interessante il tema della natura, il dono, e il tempo.
    non tutto però in natura necessita di tanto tempo e anzi può essere rapido o rapidissimo, mai come in questa stagione.
    pomodori, zucchini, cetrioli, crescono che non riesco a stargli dietro.
    così anche i fiori estivi sbocciano e vivono un giorno.
    ci può uscire un altro post!

  2. @ Maddalena: grazie del tuo suggerimento – sei sempre piena di buone idee, ad esempio quella del girasole nano e del camino! – e ti dò ragione. Oggi mi sono accorto di un zucchino che è… diventato enorme, quasi come una mazza da baseball! Mentre noi dormiamo le colture crescono e… sorpresa! Ora chi lo mangia lo zucchino gigante?
    A presto,
    Davide

  3. @ liliana: a fette e poi si consuma in inverno! Ottima idea. Però dovrei documentarmi sui metodi di essicazione. Sai darmi qualche suggerimento Liliana?
    Ti ringrazio, Davide

  4. Vediamo se ricordo qualcosa… per l’essiccatore serve un flusso di aria, l’essiccatore più semplice è un tunnel metallico con le estremità chiuse da reti fini (per gli insetti) e una ventola. Secondo me il tunnel chiuso è meglio della camera aperta (con i vegetali esposti alla luce diretta), l’effetto serra fa sì che la temperatura salga molto. La ventola non deve essere molto potente, è sufficiente un piccolo ventilatore portatile (da mettere all’interno, altrimenti il flusso è disturbato dalla rete) cui magari venga collegata una cella fotovoltaica (da non mettere sopra il tunnel, altrimenti ruba calore). Attenzione anche a non bloccare il flusso d’aria nel tunnel con i contenitori che vi vengono messi!

  5. Zoropsis, mi stupisci ogni volta che mi invii un commento! Mi vengono dei rimpianti per non avere frequentato una Facoltà tecnica… ma cosa vuoi, non siamo tutti uguali.
    Ti ringrazio ancora moltissimo!
    Davide

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