Delle cose belle dell’orto

Noto con piacere che il regalo fattomi da qualche volatile o da chissà chi, è cresciuto e si sta arrampicando sulla parete. La vite americana nata spontaneamente lo scorso anno si aggrappa verticalmente alla parete spoglia e butta tante foglioline. È una delle cose belle dell’orto e della natura tout court quella di renderci la vita meno grigia e più verde. Fuori da ogni logica commerciale, ma nel significato etimologico del dono: qualcosa che dai ad un altro senza aspettarti qualcos’altro in cambio.

C’è poi un altro significato importante, che deve essere risemantizzato: quello del tempo. Non tutto subito, ma a suo tempo. Nella natura – ma così anche nella vita, e posso affermare che natura insegna (e scusatemi se vi suona come un gingle pubblicitario) – tutto ha il suo tempo. Abituati al what you see is what you get, dobbiamo invece accettare – e dunque risemantizzare – il concetto di tempo. Tutto subito è una bugia colossale che ci porta ad avere una visione distorta della realtà. Lento versus veloce sono due categorie semantiche a cui attribuiamo dei valori.

Oggi il lento si sta prendendo la rivincita sul veloce, ma io vi invito a non pensare in termini di puro antagonismo. Certo, a tutti piacerebbe piantare un albero e il giorno dopo vederne e poterne prendere i frutti già maturi, ma il Campo dei Miracoli esiste solo nel racconto di Collodi. E dunque, aiutiamo le cose, gli eventi, affinché avvengano, ma diamogli il tempo necessario.
Fine della predica.

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