La digitale purpurea… Pascoli e Barba blu

di Maddalena Barattini

Anche quest’anno è fiorita la digitale purpurea.
L’anno scorso la trovavo bellissima (fa rallentare il battito cardiaco e intossica chi la mangia, incanta gli occhi di chi la guarda) e paragonavo i fiori a piccole culle per gli gnomi, le macchioline alle impronte dei piccoli piedini.

Sarà che quando ho scattato la foto stava iniziando un temporale, sarà che quest’anno il fiore ha perso quella romantica sfumatura rosa, certo è che oggi ha un aspetto così poco accogliente.
La guardo, catturata dalle macchie rosso sangue, sento i tuoni in lontananza, l’odore della pioggia e il profumo velenoso dei fiori.

Sembra proprio la torre del lugubre castello di Barba blu, che uccideva tutte le sue mogli, perchè era cattivissimo.
Tutte tranne una, che si salvò, e da vecchina ricordava e ripeteva, sicura ormai con i piedi caldi davanti al camino:

«E di’: non lo ricordi
quell’orto chiuso? i rovi con le more?
i ginepri tra cui zirlano i tordi?
i bussi amari? quel segreto canto
misterioso, con quel fiore, fior di…?»
«morte: sì, cara».

Digitale purpurea

Sfondo scrivania di giugno 2012

Questo mese vi propongo un classico. Una rosa bianca.
Molto femminile, ma molto rilassante da vedere sulla scrivania del proprio computer.
La bellezza della rosa è sempre affascinante. Merito anche delle mie ultime letture – mi riferisco al libro curato da Mimma Pallavicini sulla cura delle rose – per giugno rose per tutti. È vero, il mese più adatto è maggio. Non fa niente – bello, rispondo a me stesso, capita spesso coltivando un orto. Parli con le piante… e con te stesso!
Spero comunque vi piaccia.

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I rischi del potare bene

Aiuto! Quest’anno la lavanda non l’ho mai vista così rigogliosa e straripante!
Cerco di trovare le ragione di così tanta felicità vegetativa. Il terreno particolarmente buono? Non ho messo concimi naturali, tanto meno di chimici. L’ho forse potata bene? Potrebbe essere. Altra causa logico-razionale mi è difficile immaginarla. Forse che la pianta, passando anche per lei gli anni, adesso è nella sua piena maturità e sfoggia una chioma sempre più prorompente?
Non lo so e non voglio crucciarmi troppo nel trovare un perché.

Sta di fatto che, ripeto, mai avevo visto la mia lavanda portare così il alto i suoi steli, e aumentarli di numero. Tanto che le povere piante di pomodoro che lì accanto ho messo a dimora, sembrano quasi intimorite a vedere la loro vicina di campo così spavalda e imponente, e mi sembra stentino a crescere.

Vada come vada – per i pomodoro e per la lavanda – non son certo afflitto da questa spropositata crescita, e penso – divertendomi in questo mio pensare – a quanti sacchettini potrò fare con i suoi fiori… già vedo il mio armadio – e non solo il mio – invaso dal dolce profumo che allontana tarli e tarme e chissà chi altro.

E in questo dolce e profumato fantasticare di fronte alla cresciuta lavanda, penso a quanto sia piccolo il mio orticello, e come mi piacerebbe estendere il suolo verde. Mi vedo immerso in una fitta vegetazione di zucche pomodoro cetrioli insalata e tanti tanti fiori, alti, bassi, piccoli e grandi, dai mille colori e dalle cento forme… meglio che mi dia un pizzicotto ed esca da questo inutile sognare. Così porgo l’ultimo sguardo alla folta chioma della lavanda e ritorno nelle mie stanza, fra “le sudate carte”.

Guida interattiva alle piante legnose del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Ecco una ulteriore App a chiave identificativa, questa volte dedicata alle piante legnose. Avete usato le guide che vi ho consigliato in vari post precedenti? Cosa ne pensate? Vi sono state utili in qualche modo?
In questa App sono state censite 210 specie.

Utilizzando questa guida […] chiunque potrà divertirsi raccogliendo una specie sconosciuta e seguire il percorso proposto dalla chiave rispondendo alle domande.
L’Ente Parco ha anche predisposto 2 percorsi didattici in cui si può ‘giocare al botanico’ identificando schede realizzate con veri campioni d’erbario, uno per ciascuna specie legnosa presente nel Parco.

Ulteriori informazioni nel sito internet del progetto Dryades.

Il primo lampone

La fotografia coglie l’attimo. Ed io ho colto anche il primo lampone. 🙂
Buono e dolce.

Avere un arbusto di lampone in giardino, o in orto come nel mio caso, è un’ottima scelta. Di anno in anno cresce, non necessita di particolari cure se non una buona potatura, crea un bel muro verde, e soprattutto fruttifica!

Il Rubus idaeus appartiene alla famiglia delle Rosacee e i suoi frutti sono ricchi di tannino e vitamina C.

Infine, è sempre bello da fotografare!

Il silenzio della sera

Non è facile ascoltare il silenzio della sera in un orto di città, ma concentrandomi ci riesco. Sentire la musica – non chiamatela rumore! – della natura in quel magico momento che è prima del crepuscolo. I merli che cantano rincorrendosi in volo, il suono delle ali dell’ultima ape che si dondola sui fiori della borraggine.
Anche i raggi del sole, che si spegne dietro un poco poetico tetto di un condominio, sembrano suonare una dolce melodia di colore.

Ecco, tra il canto di un merlo e quello di un altro uccello che non so riconoscere, sento il silenzio del mio orto, e un tranquillo senso di quiete mi pervade.
Provate ad ascoltarli questi brevi silenzi tra due suoni. Sono meravigliosi. Indicibili.
Pensate, per fare un paragone che mi piace, alla musica. Ai silenzi di John Cage. E, andando a ritroso nel tempo, ai silenzi nella Verklarte Nacht di Arnold Shoenberg, o a quelli della Nona Sinfonia di Beethoven. Ecco, questi silenzi non sono assenza di musica, ma sono musica. Il silenzio non è vuoto, assenza, è presenza e pienezza.

Provate – se ne avete voglia – questa esperienza. Forse già la conoscete. Catturare questi brevi istanti di silenzio è un’esperienza che ci ri-unisce alla natura. Dite che sto farneticando, farfugliando cose buffe, arrampicandomi sugli specchi? Non credo.
È che non siamo abituati a cogliere queste sensazioni, questi silenzi.

Penso ad una storia breve – e se è pensabile, è anche possibile. Un uomo o una donna che fugge dalla città per cercare un silenzio magico. Prima va in campagna, ma c’è un trattore che fa rumore, poi un motorino che passa, poi ancora dei grilli che sfregano le loro ali. Allora l’uomo o la donna si dirige in montagna, in riva ad un lago. Ma ecco un aereo che rompe l’incanto, poi dei ragazzini che ridono e scherzano. Allora l’uomo o la donna che sia si spinge più in alto sulla montagna. Ma ci sono le mucche che brucano e scuotono i loro campanacci. Anche il vento che soffia forte disturba la quiete totale. Alla fine, quest’uomo o donna che sia, sente il silenzio interrotto dal battito del proprio cuore, e decide di ritornare in città, sconfitto e infelice di non essere riuscito a trovare il silenzio.

Così, per finire bene la storia, il personaggio – maschile o femminile che sia – si siede sulla sedia preferita e chiude gli occhi, deluso del suo inutile darsi da fare. Proprio in quel momento non sente più nessun rumore esterno e per un attimo – ma chissà quanto è durato quell’attimo – ascolta il silenzio riempirlo fin nel suo essere più profondo. E si sente rigenerato e completamente appagato di questa intensa esperienza.

Aggiungo una postilla morale: molto spesso cerchiamo all’esterno quello che già abbiamo dentro di noi. Solo che cercarlo all’esterno sembra essere più facile e appagante. In realtà non è affatto così.

E adesso una foto. Scrivendo questo lungo post – accidenti! davvero lungo, spero di non avervi troppo annoiato – dicevo, scrivendo questo lungo post ad un tratto ho pensato: che foto ci metto? Nessuna. Difficile, impossibile, esprimere il silenzio, non ci provo nemmeno. Ma adesso mi è venuto in mente uno scatto che ho fatto a Cortellazzo (Jesolo), e che questo silenzio – non il silenzio ma un silenzio – un poco lo esprime. E dunque aggiungo la foto. Buoni silenzi…

Mi è molto simpatico il pisello odoroso

di Maddalena Barattini

Finalmente ci sono riuscita!
Questo è proprio il primo fiore, ed è bellissimo, proprio come me l’ero immaginato!
Leggero, profumato, simpatico.
Non mi era mai riuscito di vederlo fiorire, e neppure di vederlo crescere più di pochi centimetri.

Ho seminato centinaia di semi, e anche comprato qualche piantina al vivaio, ma niente.
Eppure non credo sia una coltivazione tanto difficile, tipo il famoso innesto dell’anguria sulla zucca.
Tant’è che dopo anni di tantativi, questo è il primo successo.
E se devo dirla tutta, non ricordo di aver piantato in quel punto nessuna piantina, nessun seme, e per questo sono ancora più contenta.
Chissà da dove viene?
Forse viene dagli anni passati, forse me l’ha portato un uccellino.

Se volete avere notizie su questa pianta, non chiedetele a me, ma leggete il bellissimo articolo di Lidia su Compagnia del giardinaggio.

Cameriere c’è un insetto nel mio piatto!

di Maddalena Barattini

La mia bambina con le bambole non gioca mai.
Gioca con i Gormiti di suo fratello, ma in un modo diverso, si potrbbe dire più femminile.
Li accudisce amovrevolmente, li lava con il bagnoschiuma profumato, coglie fiori per loro, fili d’erba per il popolo della foresta, soffioni per il popolo dell’aria.
Cucina per tutti pranzetti prelibati: insalatine d’erba, bistecche al sangue con i petali di rosa.

La marghrita della foto sapete cosa è diventata?
Un uovo in padella.
A guardarla con gli occhi di un bambino, effettivamente…

Tour al profumo di rosa in Franciacorta

A Castello Quistini durante il mese di Maggio una straordinaria fioritura con oltre 1500 varietà di rose antiche, moderne e inglesi.
 
Per l’intero mese di Maggio, il mese delle rose, si potranno ammirare migliaia di varietà di rose fiorite a Castello Quistini, visitabile fino a fine Luglio. Lo spettacolo del fiore più amato si ripete ogni anno ma stupisce sempre come se fosse la prima fioritura, ma mai come quest’anno i colori e i profumi invadono l’intero spazio, reso famoso dai bellissimi giardini realizzati dalla famiglia Mazza, e dall’imponente palazzo risalente al 1500.
 
Il percorso, reso unico dall’affascinante abbinamento tra storia e botanica, leggende e misteri, è un intenso viaggio in natura ed è visitabile tutte le Domeniche e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 fino fine Luglio.
 
È difficile immaginare un mondo senza rose. È senz’altro il fiore più amato e romantico che si possa trovare in giardino e a Castello Quistini si possono vedere, ammirare e acquistare varietà splendide come “Mme Alfred Carrière” (nella foto in basso a destra), una magnifica rosa rampicante dai grandi fiori profumati color bianco seta leggermente sfumati di rosa, adatta per ricoprire un gazebo.
Lady Hillingdon”, altra bellissima rampicante dal colore giallo oro antico e dai fiori ricadenti dal profumo fruttato.
Gertrude Jekyll” (nella foto in basso a sinistra), rosa a cespuglio dal colore rosa intenso e tra le più profumate che ha fatto riscoprire agli inglesi la vera essenza di rosa.
Tra centinaia di aiuole di rose presenti tra i giardini spicca il labirinto di rose, che intende rappresentare la storia della rosa, dalle antiche fino alle moderne.
 
La prima distinzione tra rose antiche e moderne risale al 1700, periodo in cui nacquero i primi ibridi di rosa tea, che segnano l’inizio del procedimento di ibridazione e la nascita di tutte le specie create successivamente. La rosa tea dà infatti alle rose la particolare forma. Le rose antiche sono caratterizzate dal colore pastello e dal forte profumo.
 
Appuntamento quindi a Castello Quistini a Rovato, in provincia di Brescia, per un tour intitolato “tra rose, storia e leggenda”. 

Apertura:
tutte le Domeniche e festivi con orario 10.00/12.00 e 15.00/18.00 fino a fine Luglio.
Per informazioni:
www.castello quistini.comwww.facebook.com/castelloquistini.

Orti di mare

ORTI DI MARE si propone di diventare un evento di grande rilievo e interesse per tutti gli appassionati e operatori del verde che non a caso vede la luce in un territorio di grande ricchezza ambientale-paesaggistica come la Costa degli Etruschi.
ORTI DI MARE deve il suo nome a questo bellissimo ambito della Toscana e dell’Italia, dove il verde della vegetazione si stempera nell’azzurro di un mare ricco di storia e di cultura.

Un territorio dove tutto è all’insegna della semplicità: la costa ricca di Parchi Naturali, i numerosi borghi medievali, la macchia mediterranea, le distese di olivi e di vigne.
Sarà proprio il tema della semplicità e della spontaneità ad animare questa prima edizione di ORTI DI MARE il cui programma di incontri sarà incentrato sui Fiori spontanei, che per la loro sostenibilità e valenza estetica si propongono come avanguardia del gardening odierno.
ORTI DI MARE, primo evento orto-floristico della Costa degli Etruschi, nasce per rispondere ad una domanda di verde in crescita tra gli appassionati, gli abitanti, i frequentatori e i tantissimi turisti che popolano questo tratto di Toscana che va da Cecina a Grosseto, da Bolgheri a Volterra fino all’Argentario. Un ambito che si segnala non solo per la sua centralità geografica, ma anche per l’assenza di manifestazioni di questo tipo di cui invece si sente oggi più che mai il bisogno.

La nostra offerta:

L’evento ORTI DI MARE si svolgerà nella splendida cornice medievale del Castello di Casalappi nel cuore dell’Alta Maremma nei giorni 2 e 3 giugno 2012.

Il costo della partecipazione è di 180 euro per le due giornate della manifestazione. Il prezzo si intende comprensivo dell’allacciamento alla rete elettrica e idrica.

Per chi lo desiderasse c’è possibilità di alloggio in un elegante agriturismo a 30 euro a persona con possibilità di ottenere condizioni più vantaggiose qualora il numero delle persone per stanza sia due o maggiore.

Il castello offre un ampio parcheggio per i visitatori, una zona convegno per gli incontri tematici e gli spettacoli e una bellissima zona ristorazione nelle antiche scuderie.

Per garantire un’adeguata copertura dell’offerta senza svalutare le potenzialità commerciali dei nostri espositori cercheremo di non creare sovrapposizioni nell’offerta.

Ampia copertura sui mezzi di informazione grazie al lavoro di un apposito ufficio stampa che promuoverà la manifestazione tra le testate di settore e generaliste.

Siamo certi che possa essere interessato a questo appuntamento che vuole candidarsi, per qualità dell’offerta e dei temi affrontati, a diventare un classico delle rassegne verdi italiane.

Per contattarci 333 7959488 Titti Guidi

L’organizzatrice di ORTI DI MARE:
TITTI GUIDI
Agronoma. Appassionata collezionista di più di mille varietà di rose antiche, classiche, inglesi e moderne. E’ consulente per la realizzazione di giardini, in particolare per allestimenti che uniscono rose a piante mediterranee.

Il Luogo:
Il Castello di Casalappi, via di Casalappi 60 Venturina di Campiglia Marittima, si trova nell’Alta Maremma e in particolare nel comprensorio della Val di Cornia che comprende i Comuni di Sassetta, Suvereto, Campiglia Marittima, Piombino e San Vincenzo. 
A nord della Val di Cornia si  trovano i comuni  di Castagneto Carducci e Cecina mentre a sud troviamo la città di Follonica. La costa è dominata dal promontorio di Piombino che ospita meraviglie come il Golfo di Baratti, il Parco di Rimigliano e il Golfo di Follonica. Di fronte alla costa troviamo infine la bellissima Isola d’Elba che anche se non fa parte della Val di Cornia ne costituisce la naturale continuità.