Sfondo scrivania di Maggio 2012

Passeggiando per la campagna mi capita di trovare cose assolutamente inutili dal punto di vista pratico, ma ricche di poesia e significati “altri”. Così per lo sfondo scrivania di Maggio ho deciso di celebrare uno di questi oggetti: un nido abbandonato, che ho trovato appoggiato al suolo, probabilmente caduto da un albero dopo un acquazzone.

La bellezza della costruzione dei nidi dei volatili e degli insetti affascinano da sempre l’essere umano. Pensate alla tela del ragno, così perfetta e simmetrica, al bozzolo del baco da seta o a quello dei bruchi… Guardate anche questo nido. Ha una sua bellezza e un suo particolare fascino.

Gli uccellini, imparato a volare, se ne sono andati via, e hanno lasciato il nido abbandonato. Ne costruiranno un altro, una volta trovata una compagna. Questo sfondo per il vostro computer rappresenta, pur nella sua immobile staticità, il continuo divenire dalla vita, che procede con un immobile movimento, verso un altrove che è il domani. Che sia un buon auspicio per i giorni a venire…

Lo sfondo scrivania di Maggio è scaricabile nei seguenti formati:
1920 x 1024 pixel
1440 x 900 pixel
1280 x 1024 pixel

Primavera: il ritorno degli insetti (parte seconda)

Che cosa nascerà da questo bruco peloso? Una farfalla, una falena, o un piccolo commercialista?
Le mie basi di entomologia sono davvero scarse, ma escludo la terza ipotesi.

Il futuro Lepidottero se ne sta fermo sul muretto, solo di tanto in tanto agita la testa rossiccia.

Auguri – gli dico – buon bozzolo!

La calla

di Maddalena Barattini

Questa è la calla che sta sul pianerottolo di mia mamma.
Si affaccia alla finestra, e ti guarda arrivare al cancello.
Sembra allungare il collo, come ET, per vedere bene chi sei.
Mi stupisco sempre che non sia lei a rispondere al citofono.
Lo stelo è lunghissimo, le proporzioni perfette.
Il colore è un bianco morbido.
Fa girar la testa guardarla, nell’unico occhio.

calla

Primi piccoli timidi raccolti

I ravanelli che avevo seminato e messo a dimora son cresciuti, e pronti per essere conditi nell’insalata. Sono belli rossi e grossi, alcuni come “eplosi” aprendosi a metà, ma sempre gustosi.

Anche l’insalata è ormai pronta. Ne prendo qualche foglia, tra quelle più grandi. La rucola nasce spontanea da qualche anno a questa parte, e della borraggine… non mi stupirei se cominciasse a crescere anche sui muri!
Il porro è pronto. Piantato quest’inverno.

«Questa sera frittata con il porro» propone mi moglie che si dondola comodamente sull’amaca brasiliana.
Accetto.
Questa sera frittata.

Primavera: il ritorno degli insetti (parte prima)

Nascono i germogli e le nuove foglie, sbocciano i primi fiorellini nell’orto, gli uccelli volano nel cielo gioiosi.

E pian piano da sotto le foglie di alberi e rovi fan capolino tanti insetti, a noi ortolani più o meno simpatici ma sempre utili. Cominciamo questo viaggio dalla finta ape? La finta ape? Certo.
Le mosche sono antipatiche a tutti e qualcuno si è già chiesto che ruolo possano avere nel Creato, così questa mosca, per non essere oggetto di scherzi, illazioni pseudo filosofiche o ancora peggio di racchettate o trappole mortali, ha deciso di passare inosservata travestendosi da ape, e se ne sta calma e pacifica su di una foglia come se niente fosse.

«Beata lei» dicono con un po’ di invidia mista ad odio i mosconi più grossi e più brutti che le volano freneticamente accanto.

Lillà (+ glicine)

di Maddalena Barattini

Aprile è il mese più crudele, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia di primavera.

Ricordate la poesia di Thomas Eliot?
Aprile forse non sarà il mese più crudele, ma sicuramente è il mese dei lillà.
Ha i fiori più profumati e belle foglie a foma di cuore.
Però non è fotogenico per niente.
O forse è così bello che nessuna foto mi sembra, gli faccia giustizia.
O forse sono io che come fotografa valgo poco e niente.

Così allego una foto del glicine, che mi sembra sia venuta benone, e me la cavo.
Vale?

glicine

Ho immaginato…

di Maddalena Barattini

L’inverno è stato lungo, e io ho guardato l’orto dalla finestra, senza mai entrarci.
Ho visto le foglie ammucchiarsi, la neve cadere.

E ho immaginato… la vita addormentata, che aspettava la primavera.

L’orto mi mancava, perchè anche in inverno ci razzolavo spesso.

Ma io mancavo all’orto?

Un giorno cercavo un libro nella libreria del corridoio, e ho trovato questa chiocciola.
Sicuramente è venuta a vedere come stavo, a farmi un po’ di compagnia.
Così se io non uscivo, un pezzettino d’orto è entrato in casa, per starmi vicino.

La t-shirt carotesca dell’ORTI-STA stampata con inchiostro di carota

Nei campi bio di AltriLuoghi “cresce” tra i filari di carote la t-shirt Orti-sta de L’Orto di Michelle. Blog dedicato ai lati inaspettati e fascinosi dell’orto.

Il cotone si fa biologico, lo stilista orti-sta, i semi si impastano nella carta riciclata fatta a mano e il cartellino si pianta direttamente in vaso o nel terreno. La carota diventa succo e si trasforma in inchiostro, la vecchia maglietta in etichetta. E’ la t-shirt dell’orto per l’orto. Dalla moda all’orto e viceversa. Prodotta e distribuita da AltriLuoghi per L’orto di Michelle, 100% made in Italy.

I due ortisti delle t-shirt, uomo e donna,(illustrazioni di Francesca Ballarini) hanno in testa tante idee come un gomitolo di foglie da riordinare e lucidare, da cui magari ne uscirà una maglietta bio o una carota croccante. Perché l’artista dell’orto, stilista della terra e radici, ha sempre qualche seme prezioso da far sbocciare inaspettato.

Le T-shirt donna e uomo Orti-sta stampate con inchiostro di carota sono in finissimo jersey non tinto e non sbiancato.

L’esclusivo inchiostro è stato formulato con un’elevata percentuale di leganti vegetali per un’esperienza straordinariamente naturale e tutta Made in Italy. Non teme i lavaggi in acqua fredda o tiepida nel ciclo delicato.

Tutte le T-shirt in 100% cotone biologico, hanno il cartellino completamente organico contenente semi di carota da piantare direttamente in vaso!

Per info e foto fai clic qui.

Fiorire / Sfiorire

E poi, ancora, ri-fiorire.
Il nostro linguaggio struttura e crea la nostra realtà.
Essere nel fiore degli anni. Diventare vecchi, sfiorire. Una bellezza appassita.
Ma dopo il fiore, viene il seme. E dal seme ancora vita, germogli, foglie e di nuovo fiori.

Guardo il semplice e modesto tarassaco. Sfiorito. Diventato soffione. Ha già perduto quasi tutti i suoi semi. È bello. Se lo guardi bene è bello anche se sfiorito. È nel pieno della sua attività, e lascia cadere i suoi semi per dar vita ad altre piante di tarassaco. Mai fermarsi alle apparenze e illudersi che il nostro linguaggio possa essere l’unico interprete di una realtà assoluta. Sto cercando il tempo dell’essenza.
È esoterismo, filosofia o fisica teorica?

Senza la teorizzazione della relatività einsteniana non avremmo il GPS, perché non avremmo capito perché gli orologi dei satelliti sono più veloci di quelli sulla Terra. Il tempo è allora un concetto simbolico, come tanti altri che allo stesso modo strutturano la nostra realtà quotidiana. Lo scorrere del tempo dipende dal movimento degli osservatori.

E se il tempo non esistesse? Almeno come lo intendiamo noi? Allora cos’è questo tarassaco che lascia cadere i suoi semi sulla terra?