Chiocciola apotropaica / Apotropaic snail

Tra i pericoli nell’orto le chiocciole sono uno dei più temibili.
Così lente, che non te ne accorgi. Lavorano di notte, quando tu dormi, le piante crescono e le chiocciole se le mangiano. Al mattino guardi l’insalata e vedi che mancano una, due, tre, quattro foglie… sono state le lumache.
Provi tutti i sistemi per allontanarle: cenere, veleno, birra… ma niente.
Allora provi con la magia.
Apotropaico deriva dal greco apotrepein, cioè “allontanare”.
Allontano le lumache con una lumaca finta, così come negli edifici settecenteschi, sopra all’arco dell’entrata, si usava mettere una testa di demone che aveva lo scopo di allontanare il demone stesso.
Quest’anno la “chiocciola apotropaica” l’ho messa direttamente in giardino, assieme ad altre tre. Lo so, non servirà a niente, ma è carina da vedere… 😉

Among the dangers in the garden, snails are one of the most fearsome.
So slow that you do not notice. They work at night when you sleep, the plants grow and snails will eat. When in the morning you look at the salad, you see that are missing one, two, three, four leaves … were the snails.
Try all the systems in order to remove: ash, poison, beer … but nothing.
Then try with magic.
The word “Apotropaic” derives from the greek, and meaning “remove”.
I push the snails with a slug fake, as in eighteenth-century buildings, the arch above the entrance, they used to put the head of a demon that was intended to ward off the demon itself.
This year I put the “apotropaic snail” directly in the garden, along with three others. I know, will not help, but it is nice to see …

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Magia dei bulbi / Magic of the bulbs

Eccoli spuntare dal terreno ancora umido per la piaggia di qualche giorno fa – un po’ d’acqua dal cielo ci voleva qui a Vicenza.
Puntualmente, all’avvicinarsi della primavera, i bulbi non hanno tradito le mie aspettative e nemmeno la loro natura. E così mi incanto per qualche minuto ad osservarli, lì tutti uniti e – mi pare – sempre più numerosi. Una piccola magia, così mi piace immaginarla, anche se è cosa del tutto naturale. E cosa c’è di più bello di un fiore? Altri fiori, semplice.

All’inizio i bulbi dei tulipani avevano un loro posto esclusivo. Poi, dimenticando che stavano dormendo lì sotto, con la vanga ne ho fatto affiorare alcuni. Che sbadato. Ma tanto meglio, ho deciso di spostare qualche bulbo per dare più colore al mio orto-giardino.

Here they sprout from the ground is still wet to the shore a few days ago – a bit ‘of water from the sky we wanted here in Vicenza.
Sure enough, at the approach of spring, the bulbs have not betrayed my expectations and even their nature. And so I spell for a few minutes to observe them, there all together and – I think – more and more. A little bit of magic, so I like to imagine, although it is quite natural. And what is more beautiful than a flower? Other flowers, simple.

The bulbs of tulips had a unique place. Then, forgetting that they were sleeping down there with the spade brought them to light. That careless. Better that way. I decided to move some bulbs to give more color to my vegetable garden.

tulipani

Piccoli lavori di marzo

Ora che il freddo è passato è il momento di pensare alla ripresa vegetativa delle nostre piante.
Pur essendo autonome, può essere una buona idea quella di dargli un aiuto. Come?
Ad esempio togliendo quelle foglie secche, utili in inverno perché costituiscono una sorta di coperta per le radici della pianta, ma inutili all’arrivo del sole e della nella stagione.

Ecco i due momenti dell’intervento.

Primule selvatiche

Non so se esista qualcosa di più bello delle primule selvatiche che sbocciano colorate e scintillanti lungo i fossati, mentre tutto intorno la natura è ancora inerte e monocroma: l’erba ancora secca e gialla, gli alberi senza foglie che alzano i rami al cielo.

Oggi 16 gradi, passeggiando verso le risorgive di Vivaro (Vicenza). Il paesaggio ancora assopito è stato svegliato dalle primule gialle, che un po’ qui un po’ là alzavano il loro sonoro canto; «la primavera è vicina» sembravano dire in coro tutti quei piccoli fiori.

Qualche rana gracidava e al mio avvicinarsi saltava a nascondersi sotto l’acqua.

Il mio orto su Country & Country

Ringrazio la rivista Country & Country (numero di Marzo 2012) che ha dedicato due pagine al mio piccolo orto. Così da reale il mio orto è diventato anche digitale – su questo blog – e adesso è passato alla forma cartacea sulla rivista.

Chissà che sia da stimolo a quanti hanno sempre voluto avere un orto ma non si sono ancora decisi a coltivarlo. Riusciranno le foto selezionate che popolano queste due pagine ad accendere la scintilla di futuri ortolani che, di fronte al verde intenso della zucchina, al rosso vivo del pomodoro e del ribes, sentiranno nascere un desiderio sempre più incontenibile di assaporare prodotti freschi e sani – e a km zero – della propria terra?
Speriamo di sì…

Ma a parte queste due pagine, mi sono letto l’intera rivista, che non conoscevo.
Molto bella e ben curata, offre numerosi spunti per abbellire e arredare la propria casa. È rivolta a interior designers, decoratrici, ricamatrici, e a tutte quelle persone che coltivano hobby creativi.
C’è anche spazio per l’orto e i fiori per il giardino, e un’interessante recensione di libri sul tema orto/giardinaggio/creatività.

Per maggiori informazioni sulla rivista e la casa editrice che la pubblica, questo è il link da seguire: Tattilo Editrice.
Buona lettura 😉