Di una cosa non ho paura

E precisamente delle lumacone rosse. Apparentemente tranquille e inoffensive, possono invece mangiarvi metà del vostro raccolto. Io ho raggiunto un patto con loro. Gli offro un cavolo all’anno, che se lo divorino pure. Io non le disturberò, nè mi preoccuperò di mettergli veleni o trappole micidiali.

Così le lumacone rosse gironzolano nel mio orto con calma riflessiva. Si arrampicano sul composter. Vi entrano, in cerca di dolci banchetti.

Guardo le lumacone rossa senza paura. Valuto il loro corpo molliccio, misuro la loro lunghezza, considero i loro movimenti come un codice indecifrabile di silenziosa saggezza. Mi piace il loro colore. Rosso come il sangue, il colore della porpora dei cardinali, il rosso delle lumacone rosse. Ma non ho paura. Mi fa più paura chi, nel contesto asiatico, porterà gli EkoCool nei villaggi più remoti…

6 thoughts on “Di una cosa non ho paura

  1. Sono convinta che gli animali che frequentano i nostro orti e giardini sappiano esattamente con chi hanno a che fare (cioè noi) e si regolano di conseguenza. Questo tipo di accordo io l’ho fatto con le formiche del mio giardino della casa al mare (forse già l’ho detto in qualche altro commento?). Io gli regalo le molliche di pane che rimangono sulla tovaglia e loro, tutte prese a fare bottino, non entrano mai in casa.
    Se facessimo questo tipo di accordo anche con i cani randagi, forse questi, non essendo più affamati e spaventati, sarebbero, di conseguenza, meno aggressivi .
    Buona notte
    Silvana

  2. Il tuo post sull'”eco Cool” me lo ero perso, mea culpa
    Secondo me un esercito di lumache mangia-cavoli fa meno danno del greenwashing di certe aziende.
    Secondo Milton Friedman, premio Nobel per l’economia, dal momento che la responsabilità sociale delle imprese consiste nell’aumentare i profitti, ogni azione nella direzione dell’impegno sociale deve essere finalizzata in questa direzione. Ergo, per un’azienda seria, “fare del bene” al prossimo ha senso solo se poi alla fine c’è un tornaconto.
    Anche le lumache “aumentano i loro profitti” divorando cavoli, ma perlomeno non ti fanno credere che lo stanno facendo per il tuo bene, diffondendo informazioni false.
    Mi dispiace che il WWF si sia prestato a questa squallida manovra.

  3. @ Silvana: credo tu abbia ragione, ci vuole misericordia, non odio.
    @ Gian Marco: grazie per la citazione a Friedman. Io me li sogno di notte questi che vanno a rompere le scatole anche nei villaggi più remoti!
    A presto,
    Davide

  4. è la cosa più bella: non avere paura ed essere capaci di agire con misericordia e non con odio.
    Sarebbe anche bello poter stare tranquilli, almeno in un villaggio remoto…

  5. @ Maddalena: hai ragione! La cosa fa anche sorridere, se si pensa ad un personaggio che cerca un posto tranquillo… e quando lo trova, in un villaggio remoto, ecco che arrivano con l’EkoCool! Associazione mentale: mi viene in mente un racconto di Ceronetti, dove c’è un signore che cerca un negozio chiuso! E non lo trova! Oppure penso al bellissimo “Il Golosone” che comincia così: “Ogni anno, a Natale, c’è quel crudele smarrimento, che cosa, ai parenti, ai conoscenti ora all’ospizio, portare.” È appunto “Il Golosone”, “notissimo prodotto dolciario industriale che costa poco”… e che quando te ne liberi sei contento, ma che nessuno vuole e lo passa a qualcun altro… va bene, mi fermo. Per sfuggire alla paura dell’Ekocool mi leggo Ceronetti.
    A presto,
    Davide

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