Crisantemo rosso

Puntuale sta sbocciando per il giorno dei morti, ma è tutt’altro che fiore da cimitero o un fiore che “fa cimitero”.
Tenetelo a casa vostra, raggiante come il sole, ornate le vostre tavole imbandite o fatelo risplendere sopra i mobili.
Abbandonate le banalità del “pensare comune”.

Lo so, è più facile aggrapparsi al “pensare comune”… si fa meno fatica. Parentesi: in fondo, si può avere il terrore di sentirsi liberi – mi rammarico quando vedo giovani e meno giovani tatuati. Il tatuaggio era la triste e lugubre arte dei condannati a morte e dei reclusi. Oggi il tatuaggio è fenomeno di massa: forse perché viviamo sempre più in una forma di carcerazione stabile e sempre meno mutabile? Come non dare torto a Ceronetti quando, nella forma leggera dell’aforisma, domanda: «Il nostro unico Dio è il Soffrire?» (Ceronetti, Insetti senza frontiere, Adelphi, Milano 2009).
Parentesi nella parentesi: è normale avere di questi pensieri nel giorno dei morti?

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4 thoughts on “Crisantemo rosso

  1. Ho aspettato qualche ora per decidere se commentare o meno il tuo post. Il timore di risultare noiosa è grande ma i temi da te proposti lo sono altrettanto…..
    Non so se è normale avere questi pensieri il giorno dei morti ma , quando si presentano, sono un buon oggetto di meditazione.
    Già, la sofferenza, che ci accompagna dalla nascita e che è anche il mezzo attraverso il quale impariamo a vivere e a sopravvivere.
    Non so se il soffrire è il nostro Dio e comunque per me, se un Dio esiste, ha elaborato proprio un sistema perverso.
    Per mitigare la sofferenza del vivere, possiamo però godere della bellezza di ciò che circonda e, in questo caso, di questi splendidi fiori rossi.
    Per quanto riguarda i tatuaggi, sono pienamente d’accordo con te e vedere persone tatuate non più giovani, mi fa impressione.
    Altro tema interessante da te proposto ( Davide, ci sei andato giù pesante questa volta!) è la liberta di pensiero… staccarsi dal gregge comporta sofferenza, fatica e solitudine e non tutti hanno la forza necessaria per vivere da “marziani” ma gli altri, quelli che non hanno paura di osare, possono però, volare. Ti pare poco?
    A presto
    Silvana

  2. @ Silvana: intanto grazie del commento e della tua decisione. In effetti, sono andato giù pensante questa volta! Ma ogni tanto ci vuole. È vero che l’attività orticola viene usata anche in psicoterapia, che una persona guarda l’orto, il verde, il colore e il profumo dei fiori e si rilassa… ma qulche volta ci si può chiedere qualcosa di più, cercando di entrare nei propri pensieri. Orto e giardino sono luoghi di distrazione… ma anche di riflessione.
    Buona notte,
    Davide

  3. pensare comune, vestire comune, essere comune, certo, ci vuole meno corraggio, meno fatica, …. siamo in pochi a non far caso alla “fatica”. non mi faccio spaventare dalla solitudine sociale, dal terrore di sentirmi libera, ma bisogna far un poco di strada, soli, “strani”, incominciando … a mettere i crisantemi in tavola! ciao p. (losmogotes)

  4. @ p. (losmogotes): grazie del tuo commento che giunge a proposito… e forse siamo meno soli di quel che pensiamo di essere. Basta dirlo, e una voce diventa un coro 😉
    A presto,
    Davide

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