Lo sfondo scrivania di Dicembre

Per questo mese ho voluto ispirarmi al significato profondo del Natale, evidenziato anche da un libro di Lévy-Strauss che ho alcune volte citato – mi riferisco a Babbo Natale giustiziato.
Il Natale, quello pagano, legato ai miti della terra, è il momento in cui la Natura muore… per ritornare a vivere.

Moriva la vegetazione e con lei moriva il tempo. Declinava la luce e estendeva i suoi confini il regno delle ombre. Era l’inverno, era dunque l’inferno. Era il tempo del ritorno dei morti, dei revenants, come dicono i francesi. Un ritorno tanto atteso quanto temuto. Atteso, perché è il mondo sotterraneo e senza luce, dove sono costretti i morti, che consente il germinare delle sementi; è il loro ritornare a vivere che rifonda la vita. (dall’Introduzione di Antonino Buttitta, in Lévy-Strauss, Babbo Natale giustiziato, Sellerio, Palermo 1995)

Ecco la mia scelta dei bulbi di iris (in verità c’è anche un bulbo di tulipano), che ho da poco sotterrati… torneranno a rivivere a giugno.
Ma per adesso rimangono nel mondo sotterraneo.
E la ghianda? Simpatia personale…

Scaricabile nei formati:
1990 x 1028 pixel;
1440 x 900 pixel;
1280 x 1024 pixel.

Buon dicembre.

Linnea Tours vola nel deserto americano

Oggi vorrei parlarvi di questo particolare Tour Operator che offre degli itinerari turistici in linea con il contenuto di questo blog, adatti a chi non ama il turismo mordi e fuggi, ma vuole soffermarsi sugli aspetti culturali e naturalistici del territorio che va a visitare.
Qui sotto potete leggere il comunicato per un viaggio negli Stati Uniti.

Linnea Tours propone dal 7 al 18 giugno 2012 un’imperdibile viaggio negli Stati Uniti, attraverso scenari mozzafiato, scoprendo specie botaniche e assaporando la cucina dei nativi americani.

Il tour operator milanese ha preparato un affascinante viaggio tra New Mexico e Arizona trascorrendo una vera esperienza di viaggio alla scoperta della vera essenza dei pueblo, di giardini e foreste pietrificate, agavi e cactus.
 
Il tour inizia a Santa Fe, New Mexico, tra mercati contadini, giardini vittoriani e nativi americani. Si prosegue in direzione Arizona, attraversando gli scenari percorsi a cavallo da Tex Willer nei racconti di Bonelli, facendo tappa nel mitico Grand Canyon e nell’Oak Creek Canyon. Arrivo a Tucson per ammirare i Saguari ed i giardini nel deserto, per poi concludere il viaggio a Phoenix tra le 20.000 piante del Papago Park.
 
 

Linnea Tours, operatore turistico di Milano, offre itinerari culturali alla ricerca dei Giardini antichi e moderni in Italia e all’estero, di altri siti di rilevanza naturalistica come orti botanici, vivai, foreste e parchi. Programmi di viaggio a calendario per tutti i mesi dell’anno, schemi di programmi personalizzabili per gruppi ed appassionati. Informazioni e costi sul nostro sito.

Amarillis

di Maddalena Barattini

Vi ricordate dell’amarillis dell’anno scorso?
Superba svettava sul piano di marmo della cucina, impauriti i giacinti si inginocchiavano ai suoi piedi.Guardate invece che cosa mi è nato quest’anno!

Il gambo è più corto di quello di un crocus.
Ha voluto fiorir subito, senza aspettare di crescere in altezza.
Si guarda curioso intorno, sorride, e sembra muoversi.
Scodinzola simpatico, come un cane bassotto..

Quando gli insetti dormono… si sveglia la fantasia

Più si avvicina l’inverno più è difficile ritrovare gli insetti dell’estate a passeggio nell’orto.
Han trovato più calda dimora, sotto la legna nella serra o sotto a qualche pietra nell’orto. Altri sottoterra si son fatti un comodo riparo alla fredda brina.

Ma ecco che mia moglie mi fa la sorpresa di una serie di bruchi all’uncinetto, tutti verdi con il rossetto, felici del loro aspetto e di essere i protagonisti del mercatino natalizio nella scuola elementare. Allora fermi un momento. Una foto per il mio blog! Subito inorgogliti e sorridenti si raggruppano in file ordinate, e posano compiaciuti all’occhio del mio Tamron.
Clic! La foto è fatta.

Eriche e ciclamini, eriche e ciclamini, eriche e…

di Maddalena Barattini

Nell’ultimo post sulla yucca vi parlavo degli ultimi fiori dell’autunno.
Certo che ho dimenticato due grandi classici di stagione. Dai fioristi non si trovano che quelli.
Eriche e ciclamini, cicalamini ed eriche. Alle volte in composizioni arricchite di ederina o cavoli ornamentali cosparsi di brillantini. Mah…

L’anno scorso però ci sono cascata e ho comprato diverse piante di erica, colori assortiti, dal viola al bianco, passando per il rosa.
Ma i gatti ci si coricavano sopra, e a niente sono serviti bastoncini di protezione, tipo quei sistemi contro i piccioni. I gatti riuscivano lo stesso a schiacciare le povere piante, fino a farle presto seccare.
Per altro mia zia Annina ha una interessante teoria: secondo lei l’erica la vendono già bella morta. Sarà vero?

erica

Son fioriti i crisantemi

Lontano dal giorno dei morti, sono fioriti i miei crisantemi. Di colore giallo alcuni, e dalle varie sfumature che vedete nella foto, altri. Se proprio vogliamo farli passare per “fiori dei morti”, sicuramente ne incarnano la resurrezione. Sono anzi così vivi questi bellissimi fiorellini che diverse colonie di afidi hanno ben pensato di accamparsi sul loro gambo e banchettare allegramente, protetti dalla tettoia naturale delle foglie.

crisantemo

Poesia del pettirosso

Il cavolo che mi guarda e sorride
perché anche se piccino vuol essere raccolto.
I tre porri crescono, ma per il resto l’orto è vuoto.
Solo le aromatiche fanno ancora festa,
aspettando giorni più freddi e mattini gelati.
Ancora la lavanda fa sbocciare fiori azzurri,
dal profumo irresistibile nell’aria pungente di novembre.
Ne avevo potato le cime,
ma sono ricresciute,
e svettano impavide e orgogliose.

Terra incolta, del pettirosso meta e speranza
di improbabili libagioni. Sola certezza di briciole di sopravvivenza.
Nel suo volo veloce e prudente
le mie parole cercano briciole di poesia.
Non trovo rime, né facili metafore,
ma solo il volo del pettirosso,
unica poesia che mi è possibile raccontare
in una mattina d’autunno.

L’orto in default

Lo vedo come in default il mio orto, con lo spread che sale, le ultime colture dell’estate lì a funghire, abbandonate dal loro ortolano che in questo fine di stagione è stato un poco pigro. Chissà come sono gli orti in Germania… me li immagino tutti ben ordinati, con delle piccole serre approntate alla perfezione per nuove colture che si alternano alle precedenti: tutto perfettamente programmato per costruire certezze probabili.

A vederlo così, in balia del caso e degli elementi naturali, il mio orto mi sembra lo specchio dell’Italia della crisi.
E allora bando alle chiacchiere e ai pensieri fatui. Preparo cesoie, rastrello vanga.
Tabula rasa diventerà. Inutile aspettare che quei pomodoro maturino, perché non matureranno. Coraggio, diamoci da fare!

Il sottobosco, i funghi, John Cage…

Quando trovo dei funghi non posso non pensare a John Cage. Anche solo per una frazione di secondo una nota musicale, un silenzio, un rumore, passa per la mia mente… e se ne va.
Trovare un fungo è come trovare un suono.

Io, di funghi, non sono proprio esperto, e quelli che di solito trovo sono tossici o addirittura velenosi. Ma sono anche belli e colorati. Una volta, con degli amici, abbiamo acquistato la licenza e siamo andati nei boschi di Asiago a cercare funghi. Non ne ho trovato neanche uno di commestibile, ma camminare nei boschi mi piace tantissimo. Ascolto suoni e sento odori, più che cercare funghi.

Brevi consigli di ascolto. John Cage:
A room (1943) per piano;
In a Landscape (1948) per piano;
Seven Haiku (1952) per piano;
Duet for voice & prepared piano
Waiting (1952) per piano.

Buon ascolto e, se andate a funghi, raccogliete anche quelli che io non riesco a trovare. 🙂