Sulla potatura [I]

Se avete letto l’introduzione a questo blog vi sarete accorti che nell’affrontare i temi di orto e giardino io intenda partire dalle cose semplici, perché è da queste che si arriva alla complessità.
Come anche ci ricorda Page Russel ne L’educazione del giardiniere:

Qualsiasi inizio può andar bene – una pianticella in un vaso di dieci centimetri può diventare una pianta di fagiolo su cui ci possiamo arrampicare per aprire un cancello ed entrare in un’altra dimensione di questo mondo.

Adesso è arrivato il momento di affrontare un tema complesso: la potatura.
Cercherò comunque di presentarvelo nel modo più semplice possibile, passo dopo passo.
Nell’economia del giardino la potatura è un importante argomento: una potatura mal eseguita può compromettere non solo la fruttificazione o la fioritura, ma la stessa salute e conservazione della pianta.
Cominciamo con ordine. Perché dovremo potare una pianta? In fondo, il regno vegetale è su questo pianeta da molto più tempo di noi esseri umani, e fino adesso se l’è cavata benissimo – il pericolo, in realtà, siamo noi. So anche che qualche lettrice di questo blog di potatura non ne vuole proprio sapere 😉 ma andiamo avanti comunque.
La potatura è un’operazione culturale che ci permette di modificare una pianta in senso estetico (forma) e funzionale (produzione di fiori e frutti). Una buona potatura significa più fiori, più frutti, maggiore senso estetico – ma qui ricordo che Gustibus non est disputandum, e certi alberi non potati stanno bene come sono.

Se dunque potare può essere cosa buona e giusta, la prima domanda che si pone è: con che cosa potare? Risposta: con gli attrezzi adatti, e sul mercato avete l’imbarazzo della scelta. Tra gli attrezzi basilari:
– forbici;
– cesoia;
– seghetto.
Poi a seconda delle proprie esigenze si sceglie l’attrezzo adatto: una cesoia per siepi, una motosega, uno svettatore telescopico, un coltello a falcetto, etc.
Non dimenticate la scala.

Ma quello che spesso si dimentica – e non è cosa da poco – è che tutti questi attrezzi, a lavoro ultimato, devono essere puliti, e se è il caso oliati e affilati. Con lame non ben affilate rischiate di slabbrare un ramo – il taglio invece deve essere netto. Così come con una sega sporca si rischia di portare muffe e parassiti da un albero ad un altro. Basta uno straccio, dell’alcool o della candeggina diluita con acqua per evitare questi evitabili inconvenienti.
Riepilogo sintetico per punti:
• importanza della potatura per la crescita della pianta;
• attrezzi adatti alle esigenze, puliti ed affilati.

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9 thoughts on “Sulla potatura [I]

  1. …e va bene! Finalmente mi deciderò a cercare di superare l’avversione per la potatura grazie ai tuoi chiari e sintetici consigli.
    Evidentemente io e il taglio delle fronde non andiamo d’accordo: da due anni possiedo degli alberi di ulivo che avrebbero bisogno di una potatura drastica e avevo contattato tre potatori ( e dico 3!) che mi hanno dato BUCA!
    Quest’anno dovrò, per forza, provvedere. Certo, non inizierò a potare partendo dagli ulivi ma mi cimenterò con il melograno e con qualche piccolo pero o melo…..
    Comunque, se poti tu, che hai un immenso rispetto per tutto ciò che è naturale, posso farlo anch’io!
    A presto e grazie per la prima lezione
    Silvana

  2. Ciao Silvana, ma sì, prova a potare anche tu, fai finta che la pianta ti stia chiedendo: «mi tagli un po’ i capelli?». Alla fine anche lei ti sarà riconoscente! 😉
    A presto,
    Davide

  3. Scoperta di questo blog con gioia!!! Sulla potatura mi associo un po a Silvana ma credo che una leggera pulitura alle piante sia a volte necessaria, anche io ho alcuni ulivi centenari che andranno sicuramente potati al più presto il problema e che qui, vivo in Salento, potano gli ulivi a “barboncino” e non c’è verso di averli potati in modo naturale come chiedo io!!! Sui tempi della potatura io preferisco potare all’inizio della primavera dopo esperienze di grande freddo dopo la potatura autunnale e di conseguenza problemi con alcune piante. Complimenti ancora ci sentiremo spesso saluti LILIANA

  4. Ciao Liliana e grazie del commento. Se mi indichi bene il tuo blog/sito mi fa piacere anche a me farti visita, in rete si scoprono sempre cose nuove e interessanti. Non ho mai la necessità di potare ulivi – proverò a documentarmi – ma una patatura “a barboncino” non l’avevo mai sentita – almeno per gli ulivi, fosse per una siepe di bosso posso capirlo. A presto e grazie ancora della visita,
    Davide

  5. @Liliana: NO! La potatura a “barboncino”, NO! Già i barboncini mi fanno pena, con quei pom-pom sulla testa e sullle zampe, figurati gli ulivi secolari del Salento!
    Ma a parte gli scherzi, quando d’estate vado a Otranto, non ho l’impressione che gli ulivi abbiano l’aspetto dei barboncini….forse questa tecnica di potatura è usata per quegli ulivi che, sradicati dal loro campo, vengono poi trapiantati nei giardini delle ville.
    Se ho capito bene, il taglio “a barboncino”, consiste nel lasciare alla fine di ogni ramo, una palla di foglie…..quasi a voler ricordare gli alberi delle stampe giapponesi.
    A Natale, verrà ad abitare con noi un bell’esemplare di Bulldog inglese… che non avrà bisogno della tosatura!
    Silvana

  6. Ciao, si il taglio a barboncino è come dice Silvana e quando vieni a Otranto se guardi bene vedrai tanti grandi barboncini ma è una mia definizione non tecnica, qui raccolgono da terra e fanno un olio orribile, noi raccogliamo a mano ed il nostro olio è superbo a detta anche degli esperti non solo da noi, l’uliveto nuovo,sempre di ulivi di almeno 70 anni, lo potiamo noi a rotazione come fanno nel barese a salice aperto in mezzo così è più facile raccogliere, ma davanti alla casa ci sono ulivi pluricentenari che è impossibile ormai ,data la mole, potare a mano ci vorrà un cestello ma ci vorrà anche una persona che li poterà come dico io speriamo!!!
    Non ho blog ma un sito del negozio solo per immagine
    Le Antiche Cose Di Liliana se vi può incuriosire
    Ciao a tutti Liliana

  7. Si sono io che sbaglio, sono una vecchia gallina che non ha proprio una gran dimestichezza con le moderne diavolerie cercate
    antiquariatocutrofiano.wordpress.com
    saluti liliana

  8. @ liliana: sbagliando s’impara. E adesso posso visitare il tuo blog! 😉
    A presto,
    Davide

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