L’ultima zucca

Pende da un palo di ferro dove ho avvolto il gambo, se ne sta lì solitaria e taciturna. Non è commestibile, e forse si chiede perché è capitata in un orto di colture buone e prelibate. Qual’è la sua funzione? Il senso del suo esistere? – se non può essere mangiata?
Nel passato, soprattutto nella nostra cultura occidentale, la zucca è stata canzonata. “Sei uno sciocco” può essere reso con lo stesso senso con la frase “Sei uno zuccone”.

Ma è proprio in questa sua assenza di utilità nell’orto dei prodotti commestibili che si svela un senso altro, inafferrabile, che sfugge alle nostre logiche di causa ed effetto, alla dicotomia utile versus inutile. E che si ricollega nella nostra tradizione cristiana all’inizio del Creato. Se esiste, se c’è nel Mondo, deve pur avere una qualche utilità. Ed è proprio nell’effimero, nella bellezza priva di utilità che si dipana il suo significato “altro”. Perché la bellezza – tolta ogni utilità pragmatica – serve per alzarci da terra e toccare le nuvole. Trovare la bellezza nelle cose semplici, come può essere una zucca, è più difficile che vederla nelle cose vistose – così vistose che a volte diventano di cattivo gusto.

Cara zucca, io potrò anche essere uno zuccone, ma tu nel mio orto stai pure tranquilla e cresci quanto vuoi, che per me rappresenti la bellezza nascosta nella semplicità, e se non ti mangerò non preoccuparti e non farti inutili colpe, ché diventerai un caro soprammobile o la protagonista di uno dei miei tanti still-life.

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4 thoughts on “L’ultima zucca

  1. Questa zucchetta è veramente bella.
    Forse sulla sua superficie, variegata come la malachite, qualche formica esploratrice avrà camminato in tondo cercando di risolvere il problema della misurazione dello spazio curvo o ci avrà fatto sopra”scivolarella” semplicemente per farsi due risate!
    Nel nostro limite umano, di alcune cose, vediamo solo l’utilità.
    Ho una domanda da porti: l’Uomo è utile?
    A presto
    Silvana

  2. @ Silvana: ciao Silvana, vorrei essere quella frmichina che esplora la zucca, e crede che quella sia l’unica zucca del mondo! Ma come potrei rispondere alla tua domanda? L’uomo (e la donna) cercano nella loro esistenza una qualche utilità, e si dimenticano di vivere, perché alla ricerca di una utilità. Quando la trovano credono di essere utili, si sentono meglio, bene, e vorrebbero che tutti gli altri uomini e donne fossero come loro utili, perché si sono convinti che quello è il senso della vita, e chi non lo condivide va contro di loro…
    A presto,
    Davide

  3. Sarò noiosa ma ri-cito il mio amato Heidegger:

    “Solo l’uomo, fra tutti gli essenti, può conoscere, chiamato dalla voce dell’Essere, la meraviglia delle meraviglie: che qualcosa “è”.”

    I bambini sono più vicini a questa magica origine (stupore). Io mi accorgo che col passare degli anni, tutta presa dalla quotidiana lotta per l’esistenza-sopravvivenza (utilità) troppo spesso me ne dimentico.

  4. @ Tiziana: non sei per niente noiso, in questo orto-giardino la filosofia è sempre ben accettata. Ti ringrazio per il contributo e per il tuo consiglio per non dmenticare lo stupore di quando eravamo bambini. 😉
    A presto,
    Davide

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