Se un sera di primavera…

di Maddalena Barattini

Questa sera, la canna dell’acqua in una mano, un gelatino nell’altra, ho annaffiato allegramente, fin che non ha fatto buio.
Sarà che le piantine di pomodori e di zucchini sono ogni giorno più grandi, sarà che ho intravisto il primo rosso lampone, sarà che adoro annaffiare, infangarmi i piedi e poi passarci su il getto d’acqua gelida, sarà che di lumache non ne ho viste più, sarà che raramente sono di umore nero… insomma che mi sono accorta di cantare.

Canto al suono delle campane della Madonna della Guardia, quella statua enorme dorata, che si vede dall’autostrada, quando si passà  da Tortona per andare a Milano, o a Genova. Il mio orto è proprio lì sotto, guardando la Madonna in basso a sinistra.
Quando ero piccola non c’erano le campane vere e mettevano un disco, quindi so tutte le parole, non solo quelle se sanno tutti “…bella tu sei qual sole, bianca più della luna…” ma anche quei punti alla fine che non sa nessuno “…dovè San Bernardino? Inginocchiato a te…”.
Ma le lumache avranno le orecchie? Mi domando se siano proprio queste allegre cantate a tenerle lontane.