L’aglio e la rosa

di Maddalena Barattini

“Ho interrato uno spicchio d’aglio ai piedi delle rose, sotto il letame e la cenere. Dovrebbe allontanare gli afidi. Restano sulla terra scura, le pellicine bianche dell’aglio, lungo tutta la strada che ho fatto. Si vedono bene anche ora che inizia a fare buio. Mi sento pollicino.”

Scrivevo così il 24 di Febbraio.

Poi dagli spicchi dell’aglio sono spuntate le piantine, una per ogni rosa. Le ho lasciate.
Ora l’aglio ha superato la rosa in altezza, ed è fiorito.
La rosa è certo bella, profumata, senza un afido, di un colore rosa convinto.
L’aglio però, così slanciato, ha sulla cima questa bella geometria, e certo non gli è da meno. 
Le due piante se ne stanno vicine, ma non si guardano. Si parleranno di notte, quando nessuno le vede?

La vita è piena di sorprese / Life is full of surprises

Ma potrei dire che è la vita stessa ad essere una sorpresa.
Proprio non ci speravo che potessero nascere, e anzi pensavo di ripore quella terra infeconda nell’orto, così come l’avevo messa nel vaso. E invece eccoli lì: le “creste di gallo” donatemi da Erika. Tanti futuri fiori. Da un giorno all’altro, senza che me ne accorgessi, hanno formato una piccolo gruppo. Evviva! 😉

But I would say that is life itself to be a surprise.
Just hoping that there might be born, and even thought I reported that land barren garden, as I had put into the pot. But there they were: the “cockscomb”. Many future flowers. From day to day, without my noticing it, formed a small group. Hurrah! 😉

creste di gallo

Ranuncolo

Foto di Maddalena Barattini Testo di Hortus

Con un nome così potrebbe essere un fiore da regalare ad un ranocchio, o un fiore che cresce negli stagni. Nessuna somiglianza tra il fiore e l’anfibio, ma tra le radici del fiore e l’anfibio sì. Ecco perché si chiama ranuncolo. Chiederò a Maddalena di fotografare la radice 😉

Ma a parte l’etimologia, questa pianta rustica, annuale e perenne, dal ricco fiore arancione porta gioia e allegria. Nella mia personale interpretazione legata al suo colore, me lo immagino come un fiore di passaggio tra i frutti verdi e quelli maturi, annunciandomi le primizie della stagione (fragole, lamponi, ribes rossi) del mio orto.
Evviva il ranuncolo, e grazie Maddalena per la tua foto.

Ribes rosso

Dal verde al rosso.
Maturazione di un’idea. E di piccoli frutti.
L’orto finalmente si colora.
A guardarlo, oggi, ho avuto un flashback. L’ho rivisto nella mia mente così com’era quest’inverno. Vuoto, spoglio, desolato, dormiente.
Ora che comincia il rigoglio vegetale è tutta una musica di forme e di colori. Sono sbocciati gli iris, ormai già appassiti. Son sfioriti i tulipani, ma stan crescendo le spade dei gladioli. I piccoli fiori del timo, bianchi, suonano come tante campanelle. Farfalle e api danzano. Io osservo attento e, come al solito, scatto qualche foto.
Buon risveglio a tutti.

È la primavera?

Non so… se è il periodo… se è il primo sole… se sono le giornate di pioggia che si alternano al cielo azzurro… o le piantine dell’orto che continuano a crescere, ogni giorno.
Sta di fatto che il rigoglio vegetale si accompagna ad un continuo scrivere post, anche non pubblicati. Sarà una malattia? Di certo, ad incontrarmi con l’orto, anche per pochi minuti di sera, o di mattina presto, vedo una nuova foglia, un nuovo fiore, un nuovo lampone che cresce e mi vien da pensare e poi giù a scrivere due tre quattro righe, buttate già di getto, un po’ come se seminassi e gettassi tanti semini nella terra. E mi chiedo: è un atto dovuto, è un piacere tutto mio, o posso contagiare – in bene – qualcun altro? Perché io alla teoria del “coltivare il proprio orto” intesa come coltivare i propri interessi in un ambito strettamente personale, per sfuggire dai problemi della società, non ci credo. Il mio non è un hortus conclusus, chiuso nelle mura domestiche, nel mio monastero di uomo post-post-contemporaneo. No signori/e, io vivo la società, la città, il quartiere, la crisi, le idiozie della pubblicità. Esco in bicicletta, pedalo e respiro lo smog dei veicoli a motore, vedo le scritte sui muri, le affissioni 6×3, il prezzo della benzina che aumenta (anche quello dello zucchero, ho notato l’altro giorno), parlo con le persone, mi confronto, le critico. E il mio non è uno di quegli orti conclusi, all’esterno del quale c’è il nulla inteso come negazione della realtà. Il mio vuole essere un hortus inconclusus, aperto a chi vuole seguire una strada più sana e salutare per vivere, per recuperare piccoli piaceri che è un peccato negarci. Se pubblico in media un post al giorno non lo faccio per mio puro diletto, ma per farvi partecipi di piccole cose che sarebbe un peccato dimenticare, escludere a priori dai nostri valori: io voglio fare politica dell’orto. Politica… Per estensione “Comportamento improntato ad accortezza e ad astuzia, in vista di un più facile raggiungimento dei propri fini.”
Dal gr. politik (tékhn) ‘arte di governare’, der. di políts ‘cittadino’ (Dizionario Devoto-Oli)

Ecco, ho anche ri-scritto il manifesto di questo blog.
(Non so… se è il periodo… se è il primo sole… se sono le giornate di pioggia che si alternano al cielo azzurro… o le piantine dell’orto che continuano a crescere, ogni giorno… ecc.)

Chiocciole apotropaiche

Dedicato a Maddalena

Che queste chiocciole finte possano allontanare, o quanto meno far diminuire, tutte le chiocciole che Maddalena trova nel suo giardino e nel suo orto, che si arrampicano e si aggrappano a fiori, frutta e verdura…
Chissà se funziona…
?
Con simpatia,
Davide

Apotropaico: dal gr. apotrópaios, der. di apotrép ‘allontano’.
Nota: guardatevi qualche palazzo sei-settecentesco. Noterete, sopra le arcate, delle strane facce, dalle inconsuete epressioni mimiche… servivano per allontanare gli spiriti maligni.

Le voci dei giardini – concorso fotografico

Vi segnalo questo concorso fotografico organizzato da Giardinaggio Insieme.
Tre sono le sezioni a cui si può partecipare:
1) “foto di gruppo” (scorci e descrizione di più piante insieme, in giardino, terrazzo o orto)
2) “ritratto” (soggettiva e descrizione di una pianta o un singolo fiore)
3) “paesaggio naturale” (foto di luoghi inesplorati o poco conosciuti, ambienti dove la natura primeggia).
Le immagini e le descrizioni potranno essere caricate dal 21 aprile al 15 luglio 2011.
La giuria sarà composta dalla Redazione di Giardinaggio, da Kodak, da un fotografo e da uno scrittore.

E i premi?
Per ogni sezione sono previsti premi dal 1° al 10° classificato.
Primo premio
Una fotocamera Easyshare Max – Kodak
Secondo premio
Una pocket videocamera Playsport – Kodak
Dal 3° al 10° classificato
Un Photo Album
Premio speciale della Redazione
Una cornice digitale Pulse 10’’ – Kodak
Buona partecipazione.
Per maggiori informazioni visitate il sito.

Asimmetrie

Una mosca rossa non l’avevo mai vista nel mio orto.
Cosa ci fa aggrappata alla lavanda? E l’altra mosca? Una sua amica?
O è la stessa ma deve crescere? O sono due diverse e si tengono a una certa distanza?
L’asimmetria crea dubbi…
Ma se non ci fossero i dubbi ci sarebbero le certezze?
A volte mi sento molto asimmetrico.

P.S. = scusate per la foto dove il soggetto non è perfettamente a fuoco, ma avevo brevi attimi per scattare – poi sono volate via – e mi sembrava comunque interessante da pubblicare… non fosse altro che per l’asimmetria 😉

Ancora lumache… ma non solo…

di Maddalena Barattini

Dopo la pioggia, l’orto si è riempito di lumache. Un esercito.
Su ogni piantina di pomodoro, di melanzana, di iris…c’era una lumachina, che si cibava famelica.
È una lotta impari. Certo io sono più veloce, ma loro sono tantissime. Fortunatamente ancora non hanno la bomba atomica, se no ero finita.
Le ho raccolte, un barattolo non basta più, in una cesta di plastica, e liberate fuori città, periferia industriale di Tortona, capannoni, acacie, papaveri, biacospini, rovi…dove forse le lumachine si rifaranno una vita, o verranno mangiate dagli uccelli o dai ricci. Nel fosso formavano un ammasso enorme, Licia ha detto: “si abbracciano”.
Poi nell’orto, non ne ho visto più.

La sera annaffiando ho visto invece la prima lucciola, e mi sono emozionata… poi ho pensato: sarà mica una lumaca che fa segnali morse alle sorelle? Sono rientrata in casa veloce, con i piedi infangati…

Dicentra Spectabilis – Cuor di Maria

di Maddalena Barattini

Ho trovato la Dicentra Spectabilis al supermercato, una radicetta (rizoma?) storta tra segatura e terriccio secco.
Il nome Cuor di Maria, e la foto, sembravano curiosi.

L’ho piantata in un vasetto di coccio e quasi subito è spuntata.
Da un rametto han fatto capolino dei puntini rosa, che poi si son trasformati in cuoricini, appesi al ramo, come ex voto appunto, o palline di natale, o lanternine, se si vuole. Certo non sembran fiori, niente petali nè stami gialli, e così via.
Pare sia resistente al freddo, ma vada riparata dal gelo.
Dopo un anno in vaso, si può interrare in giardino, in zona semi ombreggiata.
Quando ho letto che le lumache ne vanno ghiotte, ho deciso che resterà nel suo vaso per sempre, vicino ai garofanini e ai piselli odorosi!

Nota informativa (a cura di Hortus): la Dicentra è una papaveracea.
“Genere di perenne coltivate per gli eleganti mazzi di fiori penduli. Rustiche. Prosperano in ombra parziale, con terreno ricco di humus, umido ma ben drenato. Si moltiplicano per divisione alla fine dell’inverno, durante la fase di riposo, alcune specie anche per seme in autunno” (The Royal Horticultural Society, Encyclopedia of Gargening, Vol. IV, Ed. Speciale per Gruppo Editoriale L’Espresso, Roma 2008, pag. 457)