Gli attrezzi del mio orto: il raspino

di Maddalena Barattini

Mia madre non mi capisce. Mi critica sempre.
Passa sgommando sulla sua macchinetta, se sono lì nell’orto a trafficare, abbassa il finestrino e urla: «Ma vai in casa che hai una casa a far da mangiare ai bambini!»
oppure:
«Lascia stare la gramigna che tiene insieme la terra!»
ancora:
«Lascia stare la gramigna che fa un bel verde e disfa il presepe piuttosto!»

È vero è quasi Pasqua e il presepio nel pozzo è ancora lì, ma solo perchè non trovo più la chiave della grata. Per quanto riguarda la gramigna invece ho la ragione tutta dalla mia parte, giusto?
La gramigna non è proprio verdissima. E poi siamo in pianura, la terra si tiene insieme anche da sola!

Io mi siedo e tolgo la gramigna con le mani o con un attrezzino con cinque punte, o con la vanga.

Poi brucio tutto nella stufa la sera, e sono contenta così.

8 pensieri riguardo “Gli attrezzi del mio orto: il raspino

  1. A Pasqua non hai ancora disfatto il Presepe???
    Hai dei tempi che neanche uno statale……!!!

  2. Si però le statuine le ho tolte, infilando il braccio nella grata.
    Invece restano lì, le montagne, il cielo stellato, le casette e la capanna.
    Qualche volta ci trovo dentro i gatti.
    Ovviamente con la mia fervida immaginazione, penso che ormai il paesello sia abitato dai topolini….dev’essere per quello che ci va il gatto
    Per Davide: sono uno statale!

  3. sshhhh non diciamolo in giro che il mio finto abete di Natale (che ormai ha 30 anni) è ancora là in un angolo, ehm pronto per il prossimo Natale 2012 !!e che le vetrofanie con i fiocchi di neve sono ancora sulle finestre …che mi ci sono affezionata ehm…ormai gli uccellini vengono a guardarle stupiti…posso mica toglier loro il cinema , noo!!!??? ;DD
    forse a Pasqua mi decido a disfare…
    saluti solidali
    valverde

  4. grazie della solidarietà valverde!
    e un bacio all’amarillis genovese, che fa sempre il tifo per me!

  5. Non oso inserirmi tra i poeti dell’orto, ma anche noi abbiamo un orticello che Alberto cura con amore e dedizione, io critico e protesto sempre: ha piantao il cavolo nero troppo tardi ..e infatti ora ha fogliette tenere e non grosse e bitorzolute, ha piantato le fave troppo presto.. e ora però hanno decine di magnifici fiori che produrranno una bella festa con gli amici con salame e pecorino

  6. Mai interferire troppo con i giardinieri, sono loro i padroni dell’orto, e nessun’altro. 😉
    A parte gli scherzi, anche dagli errori possono nascere belle cose, come i vostri magnifici fiori.
    A presto,
    Davide

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