Estasi di spine

Forse i fiori delle cactacee sono i fiori più importanti tra tutti gli altri. Dico “forse” perché la mia scala di valori ha poco da spartire con il regno vegetale, essendo più orientata ai modelli della società dove vivo: lavoro, soldi, salute… dimenticando che esiste la bellezza, l’altruismo, la misericordia. La logica del sacrificio ci spinge all’odio e alla vendetta, ma questo è un altro discorso. Ritorniamo invece al cactus, perché i suoi fiori sono così importanti da essere protetti da spine, tanto da sembrare dei rubini lì gelosamente custoditi. Intoccabili.

Girano attorno al cactus come una corona, ma la natura non necessita di sacrificio e da quel labirinto di spine non esce sangue, ma fiori. Appunto.

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4 pensieri riguardo “Estasi di spine

  1. uau!
    Però non ci credo che nella tua scala di valori ti dimentichi della bellezza, dell’altruismo, della misericordia.
    La cosa incredibile è che di tanta bellezza che ci circonda a volte non ci accorgiamo, eppure è lì per noi, chissà perchè, come un dono.
    uau! che bel post!

  2. Forse i fiori del cactus sono solo un po’ scrupolosi. Hanno bisogno di stare in pace e lavorare sodo protetti dalle spine… finché per pochissimo tempo si schiudono e regalano a tutti indistintamente la loro bellezza. 😀

  3. Sono d’accordo con Maddalena e anche io credo che per te la bellezza, che non è solo quella apparente, sia importante.
    Credo però che la natura necessiti del sacrificio altrimenti come spiegare la predazione e l’estremo sacrificio che è la morte?
    Anche noi che amiamo i fiori e le piante siamo costretti, per vivere, a nutrirci di essi. Si può scegliere di essere vegetariani ma non si può rinunciare a sacrificare le piante.
    Beh, iniziamo bene la giornata!
    A presto e, comunque, la foto è proprio bella così come le tue considerazioni relative.
    A presto,
    Silvana

  4. @ Maddalena: cerco sì di non dimenticarmi la bellezza, ma certe volte è difficile… o forse è più facile pensare ad altro (pigrizia).
    @ Giovanni: in effetti è così. Se non avessero quelle spine è probabile che noi non avremmo le cactacee, ricche d’acqua in territori dove l’acqua scarseggia – o non ce n’è proprio.
    @ Silvana: grazie del tuo commento. Mi fa ulteriormente riflettere sulla parola sacrificio: ma sai io vengo da una famiglia e da una regione dove il “sacrificio” (inteso come lavoro, rinuncia) è sempre stato pane quotidiano. Le tue osservazioni sono comunque vere e ti ringrazio molto.
    A presto,
    Davide

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