Sacchetti di plastica? Portateli in banca / Plastic bags? Take them to the bank

Dal primo gennaio i sacchetti di plastica, quelli che ti danno al supermercato, non potranno più essere commercializzati – fino ad esaurimento scorte… quante scorte ci saranno?
I sacchetti di plastica saranno sostituiti da sacchetti biodegradabili, che presumibilmente costeranno di più oppure – do the right thing! – portatevi da casa una bella borsa di iuta.

Come riconoscere i sacchetti buoni e biodegradabili? Dal codice della norma europea EN31432 che sarà stampata da qualche parte sul nuovo sacchetto.

E i vecchi sacchetti di plastica? Io sto già contattando una banca in Svizzera per depositarne un po’. Tra qualche secolo varranno una fortuna!
🙂
Nella foto: il sacchetto di plastica del MOMA di New York.

Since January – in Europe – plastic bags, the ones that you give the supermarket, may no longer be marketed – while supplies last … how many stocks there are?
Plastic bags will be replaced by biodegradable bags, which supposedly will cost more – or do the right thing! – to bring home a beautiful jute bag.

How to recognize good and biodegradable bags? From the code of the European Standard EN31432, which will be printed somewhere on the new bag.

And the old plastic bags? I’m already contacting a bank in Switzerland to deposit it. In a few centuries will be worth a fortune!
🙂
In the picture: the MOMA plastic bag.

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2 pensieri riguardo “Sacchetti di plastica? Portateli in banca / Plastic bags? Take them to the bank

  1. Il problema è: ne capiamo l’importanza solo quando una cosa non c’è più… e quando dobbiamo pagare!!! Se l’avessimo capito prima non avremmo avuto questo “spreco di plastica” sparso per il pianeta!
    Ciao

  2. Sì è proprio così. Solo quando una cosa manca ne parliamo e ne capiamo l’importanza. Purtroppo a veicolare e costruire i valori è la società stessa, i grandi gruppi industriali ed economici. Se guardi le pubblicità degli anni ’60 in Italia tutti gli oggetti (o quasi) sono di plastica. È anche difficile capire il tempo nel quale si vive, e gli errori si scorgono bene a distanza di decenni. Mi consolo con il pensiero di Vico e i suoi corsi e ricorsi storici…
    A presto,
    Davide

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