Dicembre: sfondo scrivania / December: wallpaper

[Dedicato a Maddalena]
Rieccomi a proporvi uno sfondo per la scrivania di dicembre – con calendario.
Ci ho pensato. Dicembre… ah sì, Natale, le feste, tutte le luci, i canti…
Ma orto e giardino sono più festosi a primavera, non certo in inverno… che sembrano morti.

Dunque vi propongo il mio albero di Natale: due pigne addobbate dei loro semi rossi. Una pigna marrone, al termine del suo sviluppo, che contiene in sé il seme della sua rinascita.
Perché, in fondo, cos’è Natale? Una festa che ha origini nel mondo pagano, dove la Natura che muore e risorge veniva celebrata attraverso riti e feste, con rituali – come lo scambio dei doni – molto simili ai nostri. In seguito la festa del Natale è stata Cristianizzata, e Gesù diventa il tramite tra vita e morte, cioè il principio della rigenerazione, perché è attraverso la sua morte che l’umanità può aspirare ad una Nuova vita.

Non insisto. Chi fosse interessato alle strutture mitiche, ai rapporti simbolici tra vivi e morti, o ancora al rapporto tra Natura e cultura può leggersi il breve ma intenso saggio (solo 77 pagine compresa l’introduzione di Antonino Buttitta) Babbo Natale giustiziato, di Claude Lévy-Strauss, Sellerio Editore. Chi invece non fosse interessato può comunque scaricarsi il mio sfondo scrivania di Dicembre…

Lo potete scaricare nei formati:
1600 x 1200 pixel e 1280 x 1024 pixel.

A presto,
Davide

Here’s the background for the desktop of your computer – with calendar.
I thought about it. December … Ah yes, Christmas, holidays, all the lights, the songs …
But vegetable garden are the most festive in the spring, not inwinter … that seem dead.

So I propose you my Christmas tree: two pine cones decorated with their red suits. A brown cone at the end of its development, which contains the seeds of its rebirth.

To download it click here:
1600 x 1200 pixel version – 1280 x 1024 pixel version
Regards,
Davide

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9 pensieri riguardo “Dicembre: sfondo scrivania / December: wallpaper

  1. oggi è nevicato, invece messa all’insù la pigna mi sembra che sia un casco di banane e peperoni.
    finalmentenè venerdì, e si starà un po’ a casa. speriamo che
    nevichi ancora e venga presto natale.
    vittorio
    kdkkflgjktlgwetklrejdtrkjkjhljrkrjkriglfklgkljkjrsbndrkgnsnfjbdncbfnjdfnfjhfjfjfjhfdffjkfrlrrk questa è la traduzione
    codice yoko
    Licia oggi non vuol rilasciare commenti

  2. grazie Davide! ieri ero senza parole! Sono molto contenta della dedica! allora so dire solo buon Natale!
    Oggi è una bellisima giornata di sole, nell’orto di bertino i cavoli splendono illuminati dalla brina e anche le foglie sono tutte bianche (che bella foto faresti). Adesso accendo il camino e penso. Mi domando se è la stagione giusta per piantare i piselli (sulla busta c’è scritto inverno). Ma nell’orto o in un vasetto riparato? Perchè dico, le piantine non geleranno? Proprio ora che di lumache non ce n’è l’ombra, solo qualche guscio vuoto. E poi dove saranno andate? Mi sento come il Giovane Holden quando si domandava dove fossere le anatre d’inverno, quando il lago era ghiacciato (se mi ricordo bene). dobbiamo fare una rubrica del blog “le domande di Maddalena”, va bè adesso mi sono allargata troppo, mi godo la dedica del mese di dicembre!

  3. vittorio per giancarlo:
    adesso che mi ci fai pensare la pigna sembra un uovo di pasqua!?yjyjytthyhtrtyhjhthhhtythhuyjhtvivfuigigkhjhhjhubgnnn la correzione è ieri o visto codice yoko.

  4. @ Giancarlo
    Un poco sì, è un morire che preclude ad una resurrezione.
    Nelle società arcaiche il confine tra vita e morte non era così netto come nella nostra civiltà attuale società. Il tempo non era scandito da orologi ma dal succedersi delle stagioni (vedi nota 1), e l’inverno era il periodo della morte della vegetazione, che però sarebbe risorta a primavera, perché i semi, piantati nella terra (e cioè nel mondo dei morti), sarebbero rispuntati. Secondo Ippocrate sono gli spiriti dei defunti a far crescere i semi e a dare vita alle piante, credenze e rituali che ritroviamo in molte altre civiltà, anche se sotto forme e secondo riti diversi – ora, queste strutture ideologiche persistono ma rifunzionalizzandosi. In molte società lo stesso albero di Natale “[…] figurava nelle nozze come nei funerali” (Cfr. Eliade, 1957, pagg. 364-365). Ma a quale prezzo? Secondo quale sacrificio i morti portano a nuova vita?
    Beh, hai presente i dolcetti che in alcune strutture sociali vengono consumati per le occasioni funebri? O quelli che vengono consumati per le festività? Chi li mangia con gusto? I bambini. Essi sono simbolicamente il punto di raccordo tra il mondo dei morti e quello dei vivi, perché i bambini non sono ancora del tutto adulti. E perché gli adulti incoraggiano i bambini a credere a ciò a cui gli adulti non credono – mi riferisco a Babbo Natale, ovviamente? I bambini, per diventare adulti, devono in un certo senso morire: muore il bambino per far spazio alla vita adulta – e non dimentichiamoci che in molte società tradizionali ai bambini viene dato il nome di un antenato. Essi sono il simbolo della continuità.
    Per lo stesso motivo – rifunzionalizzando questa struttura logica – il dio cristiano, attraverso suo figlio, muore per riportare la vita, ma con un significato più alto e invertendo i valori. Perché la morte non è più un fatto negativo, ma positivo perché conduce ad una vita migliore.
    Abbastanza chiaro? … 😉

    Nota 1: il termine chronos deriva da kraino che significa “compiere”, ma anche maturare. Del resto Kronos, padre di Zeus era un arcaico dio dell’agricoltura. E a provare lo stretto legame tra lo scandirsi del tempo e il succedersi delle stagioni è la stessa valenza del termine stesso, che viene utilizzato sia per lo scorrere del tempo, che per le condizioni meteorologiche.

  5. @ maddalena
    Grazie a te dei tuoi commenti sempre simpatici e spontanei.
    Io i piselli li semino in marzo. Ti consiglierei, se vuoi seminarli, di farlo in semenzaio, ma di aspettare febbraio, che poi crescano e maturino con il primo sole caldo.
    Dovete spiegarmi anche il codice yoko. 😕
    E poi questa pigna sta uscendo dai “limiti dell’interpretazione” (vedi omonimo saggio di Eco), erò mi piace molto pensare alla pigna polisemica. In fondo, anche lei è un’opera d’arte.
    😉
    A presto,
    Davide

  6. ok vittorio ti spiega codice yoko quando tu ci dirai dove si nascondono le lumache d’inverno!
    2 il semenzaio è un vaso?

  7. @ Maddalena
    Le lumache si nascondono in luoghi riparati, sotto qualche cavità o anche nel fango. Così se ne stanno addormentate fino a primavera. Le chiocciole, oltre a ripararsi dal gelo, chiudono anche l’apertura della loro “casetta” con una membrana. Sono sicuro che ne avete trovate qualcuna così intabarrata per l’inverno. Il semenzaio può anche essere un vaso, anche se è preferibile una cassetta (tipo quella della frutta) così ci stanno più semi e poi è più semplice dividere le pianticelle appena nate per interrarle in vasi o a dimora nell’orto.
    A presto – aspetto il codice 😉
    Davide

  8. E’ il titolo del mio cartone preferito che non vedo da un anno.
    Questo cartone parla di Urrich, Ailita, Yumi, Odd, Jeremy, che si fanno trasportare nel mondo virtuale grazie a una macchina e combattono i robot di xana e Ailita deve entrare nelle torri e digitare il codice e cosi vanno in indietro nel tempo.
    Il codice è 59656. Su un telefono cellulare, questi numeri formano la parola Lyoko.
    Di lumache e chiocciole non ce n’è. Mistero.

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