La moda dell’orto

Di positivo c’è che nasce un interesse verso l’orto e le colture. Di negativo – forse – che è una moda. E la moda – le mode? – per loro stessa definizione, non possono durare a lungo. Anzi, devono durare poco. Una stagione, forse mezza. Poi via, un’altra moda.

Ma quella dell’orto è una moda o una tendenza? Un nuovo stile di vita? Anche le tendenze passano… ma come può qualcosa di vecchio come l’orto – da quando Dio scacciò Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre (un giardino!) e gli disse: tu dovrai lavorare la terra con sudore e fatica – essere qualcosa di nuovo?

Trovo sempre più spesso in internet articoli, citazioni, foto, sulla moda dell’orto. Inaugurata da Michelle Obama – possibile che in America siano sempre più avanti? – è penetrata anche nel Vecchio Mondo. Dove c’era già. Solo che non ce ne accorgevamo. Fare del vecchio il nuovo. Ecco cos’è – anche – la moda.

Così oggi si parla di giardini e di orti verticali – perché in orizzontale probabilmente non c’è più spazio – di permacultura, di agricoltura biologica, di autosufficenza alimentare ed energetica, di riciclo. Ben vengano questi temi che ci invitano a riflettere sul significato di parole come “progresso”, “crescita”, “sostenibilità”, “futuro”. Ma dell’orto non fatene una moda passeggera. Ad ogni stagione ci regala una nuova collezione. Sempre uguale e sempre diversa. Piuttosto intendete la moda come un orto. Colori vivaci in estate, colori pastello per l’autunno, chiaro e scuro per l’inverno, disegni eccentrici per la primavera.

P.S. = era da qualche mese che rimuginavo, riscrivevo, mi documentavo, su questo post della moda dell’orto, o dell’orto di moda, o della moda nell’orto. Poi mi sono sentito come il gatto che cerca di mordersi la coda. E così vi lascio questi brevi, corti, troppo sintetici pensieri. Che siano almeno – questo il mio modesto augurio – di stimolo per una ricerca più esaustiva.