La metamorfosi della pigna

Quando si dice che “la Natura è viva” non si prende in considerazione che, forse, nel regno della Natura, non valgono le nostre dicotomie e i nostri sistemi di valori. Nero versus bianco, morte versus vita. Credo che quest’ultima differenziazione semplifichi oltremodo quello che è il corso degli eventi naturali, cercando di associare alla Natura i nostri universi di valori.

Ora, riguardando queste pigne di magnolia – che non sono proprio le preferite di Maddalena, che le chiama “vecchie signore vanitose con gli orecchini di corallo” – staccate dall’albero qualche settimana fa, mi accorgo che pur private della linfa vitale, mutano e, tutt’altro che morte, si prodigano alla ricerca della vita. I semi stanno uscendo dalla pigne – povere signore, tra poco senza i loro orecchini. Processo che si vede bene nella pigna marrone, ma anche in quelle ancora verdi.
La Natura, dunque, non riconosce un confine così netto tra vita e morte. Piuttosto è un movimento e un processo di continuità.

… e non ho le parole per definire questo percorso – tra parentesi, il linguaggio struttura la realtà, ma a volte la realtà va oltre alle parole e ci lascia a bocca aperta, meravigliati, in un sentimento che conosciamo solo quando lo viviamo, ma che difficilmente riusciamo a descrivere e a trasmettere con il linguaggio parlato. E allora cerco altri mezzi per trasmettervi le mie emozioni. Ci provo con il linguaggio fotografico…

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10 pensieri riguardo “La metamorfosi della pigna

  1. davvero belle le foto, e quello che scrivi! difficile fare un commento.

    Adesso che la rivedo, come mi dispiace di aver parlato male di quella pigna! La guardo oggi nella foto, mi sembra che si sia offesa, non ti pare mi faccia la lingua?

  2. Eh sì Maddalena, si è offesa. Ma poi mi ha detto che ti perdona e anzi che ha per te un dono per dicembre, se lo vorrai accettare.
    😉
    A presto,
    Davide

  3. Una volta ho piantato un seme di magnolia e ho ottenuto una bella piantina che però, purtroppo, non ha resistito nel tempo. Forse non l’ho curata a dovere.
    Le tue considerazioni le ho riportate alla nostra esperienza umana. Mi chiedo cosa ci riserverà la forza della vita nella trasformazione che inevitabilmente accadrà.
    La magnolia, comunque tornerà ad essere una magnolia? E noi torneremo ad essere uomini?
    Il seme della magnolia poteva diventare un albero, poteva alimentare un uccello o semplicemente,diventare nutrimento per la terra e noi? Quale trasformazione ci riserverà il caso?
    Bel dilemma, di prima mattina!
    A presto e buona giornata…piove ancora? Io aspetto il bel tempo per terminare la raccolta delle olive
    Silvana

  4. certo che lo accetto! sono molto emozionata, non ho mai ricevuto un dono da una pigna di magnolia! vedi a giudicare dalle apparenze!

  5. una cosa morta non profumerebbe come il seme rosso della magnolia inciso con l’unghia, hai provato?!
    ciao Davide, dai post precedenti parrebbe che bazzichiamo gli stessi sentieri, forte!
    un saluto balsamico, cat

  6. Ciao Cat, è vero i nostri sentieri sono simili, anche se a chilometri di distanza. 😉
    Proverò a incidere il seme e a sentirne il profumo.
    A presto,
    Davide

  7. Vittorio: domani mi sveglierò con la neve? si!! speriamo.
    ho imparato le addizioni con il cambio.
    questa pigna a me sembra una pannocchia con delle ciliegine.

    Licia: tra quattro giorni è Natale, me l’ha detto la maestra, nessuno può convincermi del contrario.

    Maddalena: un pomeriggio dal gommista, ho le ruote da neve e i piedi freddi.

  8. @ Vittorio: chissà se nevicherà, forse anche qui in città… e la pannocchia con le sue ciliegine in un albero si trasformerà. Di Natale? Non lo so, io non posso dir di no. In quattro giorni dovrà crescere a più non posso per far felice Licia. Maddalena si accontenterà lo stesso a scaldarsi davanti al caminetto.
    😉
    A presto,
    Davide

  9. @ Vittorio (again): ma lo sai che qui a Vicenza sta nevicando! Fiocchi grossi grossi che scendono veloci come stelle cadenti. Sono sicuro che anche da te sta nevicando e già immagino il tuo grande sorriso a vedere il mantello bianco che si posa sui prati e sui tetti.
    A presto,
    Davide

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