Proprietà

Ieri una signora mi ha chiesto:
«Hai animali a casa?»
«Sì – ho risposto – ho un gatto…»
«E lo tieni dentro a casa o in garage?»
«Fuori casa»
«Ha una cuccia?»
«No. Sta fuori. Poi viene sui gradini dell’entrata e si mette a dormire sopra lo zerbino o sopra ad una poltrona di vimini»
«Ma è tuo il gatto, vero?» mi ha poi chiesto, un poco confusa dalle mie risposte.
«No, non è mio. Però viene spesso a trovarmi al mattino, alla sera tardi e qualche volta di pomeriggio. Io gli dò una tazza di latte e lui la beve, ringrazia e fa le fusa. Quindi ho un gatto.»
«Ah… e non hai altri animali?»
«Sì, ho un riccio, rondini, passeri e merli d’estate, pettirossi d’inverno, e pensandoci anche un corvo che gracchia sopra le antenne della Tv delle case accanto alla mia. Poi ho anche molte lucertole»
«E dove tieni tutti gli uccelli, in gabbia?»
«No, se ne stanno fuori, sugli alberi. Poi fanno una cappatina nell’orto a beccare i vermi. Perché dovrei tenerli in gabbia? Vuoi mettere a vederli liberi a volare nel cielo, a cinguettare nascosti tra i rami del Ligustrum? E anche il riccio lo tengo fuori. Qualche rara volta, di notte, lo incontro.»
«Ma scusa, sono tuoi questi animali?»
«Non sono miei, ma ci sono, dunque un poco mi appartengono»

La morale di questa brevissima storia è che non capisco più il concetto di proprietà applicato agli animali. È mio e lo devo tenere in casa, oppure rinchiuso in una gabbia. Ma dov’è la bellezza di questa cosa? E la mia casa, non è che sta diventando la mia gabbia? Il mondo dovrebbe essere la mia casa. Questa inutile divisione tra esterno ed interno va pian piano abolita, o limitata.

È sicuramente un retaggio della cristianità controriformata: il corpo opposto allo spirito. Certo non sarei felice se estranei circolassero a casa mia come fosse la loro, ma ribadisco che il piccolo mondo che mi circonda – il quartiere, il centro, la città, la campagna – anche questo deve essere un po’ casa mia – e casa nostra.

Manca un po’ questo senso di appartenenza. Sarà lo spirito del capitalismo ad aver esteso la proprietà privata anche agli animali? Se non c’è questo senso di appartenenza dove va a finire il rispetto verso l’Altro?

Mah… considerazioni in una giornata di ottobre…