Piove

Due giorni di pioggia – oggi e domani.
… Forse tre.

Cosa faccio? Guardo la pioggia fuori dalla finestra o guardo le gocce di pioggia sulla finestra?
Dal punto di vista artistico e fotografico sono più suggestive le gocce di pioggia sulla finestra…

Crisantemi / Chrysanthemums

Colorano le giornate grigie e piovose questi bellissimi fiori ingiustamente relegati ai cimiteri solo perché sbocciano in coincidenza con la commemorazione dei defunti. Ma se li mettono al cimitero è anche perché sono piante annuali che resistono al freddo, regalandoci tanti colori allegri, ma mai chiassosi.

Il significato del nome – derivante dal greco khrysos “oro” e antemon “fiore” – è “fiore d’oro”, e in Corea e in Giappone vengono usati per matrimoni, compleanni e tante felici feste. Nessun significato funesto dunque, anche se lo tenete in casa, non farà altro che rallegrare l’ambiente e regalarvi momenti di bellezza e piacere. Questione di associazioni culturali, significati che attribuiamo agli oggetti (significanti). In Giappone, se ancora non vi ho convinti a regalarvi un crisantemo, il fiore ha il significato di “vita” e “felicità”. Del resto, come si può attribuire un significato funesto ad un fiore così bello?

Color the gray, rainy days, these beautiful flowers unjustly relegated to the cemeteries because only bloom to coincide with the commemoration of the dead. But if you put them to the cemetery is also because they are annual plants that are resistant to cold, giving us so many cheerful colors, but never loud.

The meaning of the name – derived from the greek khrysos “gold” and antemon “flower” – is “Golden Flower”, and in Korea and Japan are used for weddings, birthdays and many happy holidays. Fatal So no meaning, even if you keep at home, will only brighten the environment and give you moments of beauty and pleasure. Issue of cultural associations and meanings that we attach to objects (signifiers). In Japan, if you still do not believe I have to give you a chrysanthemum, the flower has the meaning of “life” and “happiness”. Moreover, as may be assigned a meaning to a fatal flower so beautiful?

Novembre: sfondo scrivania + calendario / November: wallpaper + calendar

Ripeto l’esperienza di ottobre. Anche per novembre un nuovo sfondo per la scrivania del computer che funge anche da calendario.
E quale immagine potevo utilizzare come sfondo? Gli objet trouvé delle mie passeggiate.
Spero vi piaccia.

Potete scaricarlo nei formati 1280×1024 e 1600×1200 pixel.
😉

I repeat the experience of October. Also in November a new wallpaper for your desktop computer that also serves as a calendar.
And what image could be used as wallpaper? The objet trouvé of my walks.
I hope you enjoy it.

You can download it in sizes: 1280×1024 and 1600×1200 pixels.

Ciclamini / Cyclamen

Passeggiando tra i colori d’autunno, tra i prati rossi di foglie cadute, capita, ogni tanto, una colorata sorpresa. Una macchia, isolata e solitaria, di quattro o cinque ciclamini, cresciuti sotto i piedi di un albero, tra l’ombra del sottobosco, protetti da grandi alberi.

Il canto dei ciclamini, nell’autunno silente, mette gioia alle mie passeggiate. Incontrarli è come incontrare una persona di cui avevo perduto il contatto.
Ciao, come stai?
Era da tanto tempo che non ci vedevamo, e sono davvero lieto di averti incontrato di nuovo.

Per questo cammino sulle basse colline di Vicenza. Incontri di questo tipo sono sempre graditi.

Walking through the colors of autumn, the meadows red fallen leaves, it happens every so often, a colorful surprise. A speck, isolated and lonely, four or five cyclamen, grown under the feet of a tree, between the shadow of the forest, protected by tall trees.

The song of cyclamen, silent autumn puts joy in my walks. Meeting them is like meeting a person of whom I had lost contact.
Hello, how are you?
It was a long time since we had not seen, and I’m really glad to see you again.

For this journey on the low hills of Vicenza. Meetings of this kind are always welcome.

Inquinare spazzando… ?

Da qualche anno a questa parte – da una decina, per la verità, o forse di più? – si aggirano per le strade del mio quartiere e della mia città dei personaggi che portano in mano un marchingegno a motore, rumoroso, che da una parte fa uscire biossido di carbonio, dall’altra aria. E con quest’aria – povero Zefiro imprigionato – spostano le foglie cadute dagli alberi un po’ di qua e un po’ di là. Il vento poi – Zefiro liberato – le risposta.

Solitamente sono le grandi foglie dei platani ad essere rimosse, perché i marciapiedi devono essere puliti – decoro urbano, e penso, di striscio all’artista Maurizio Cattelan. I platani – quei nostri grandi alberi ai bordi delle strade, dove ogni tanto trovi un mazzo di fiori a ricordare chi tristemente lì si è schiantato con l’auto o la moto – lasciano cadere molte foglie. Gli operatori con i marchingegni ad aria ne fanno tanti mucchi. Poi arriva un camioncino che le raccoglie e le porta via. Marciapiedi e strisce di prato rimangono vuoti e senza foglie, e la base dei tronchi degli alberi rimangono senza coperte. Almeno in città. In campagna e sulle prime colline le foglie rimangono dove cadono. Troppo complesso ed oneroso spostarle. Almeno lì.

Ma non si potrebbe ritornare alla vecchia e cara scopa di saggina?
No, risponde un mio amico che ha lavorato nel settore. Col marchingegno a motore risparmi un sacco di tempo. Sarà così, ma che rumore quel trabiccolo, che puzza di gas di scarico! Tutto per il decoro urbano! Ma chi la mette poi la coperta alla base dei fusti degli alberi? Per loro un inverno all’addiaccio…

Una coperta di foglie

Autunno. Cadono le foglie. Dal mio ligustrum, un sempreverde, ne piovono sempre. estate, autunno, inverno, primavera. Certamente di più in autunno e in inverno. Cadono davanti al camino, sopra alla piccola area di cemento.

E così, ogni tre-quattro giorni, che a volte diventano nove-dieci, mi munisco di scopa e le sposto da un’altra parte. Dove? Nell’orto lì vicino. Faccio una bella e colorata coperta di foglie.

Quando poi arriva l’inverno, prendo un po’ delle foglie di ligustrum per fare delle piccole coperte da mettere sotto alla salvia e alle altre aromatiche, sotto al lampone, al ribes rosso, alle more e a tutte quelle piante che in inverno rimangono in orto e in giardino.

Un po’ di caldo anche per loro, una coperta naturale per le loro radici.

Anch’io, del resto, nel mio letto ho messo il piumino…

Objet trouvé

La tecnica dell’objet trouvé fu inaugurata dall’artista francese Marcel Duchamp. Un qualsiasi oggetto, trovato dall’artista in luoghi naturali (sulle sponde di un fiume, su un sentiero di montagna) o in luoghi sociali (lungo la strada, vicino ad un cassonetto…) viene eletto ad opera d’arte.

Così – senza modestia – ho deciso di esporre questi oggetti naturali trovati sulle colline di Vicenza, convinto che non serva la volontà di un artista per eleggerli ad opere d’arte, ma che basti il buon senso di ognuno per capire che
1) è l’artista che prende spunto dagli oggetti naturali per fare le sue opere d’arte – e di design;
2) la cultura – e l’Arte tout court – è un sistema di valori eletto da ogni società – dunque valori diversi per società diverse;
3) accorgersi della bellezza delle più piccole cose della Natura significa riconoscere, apprezzare, rispettare, ogni singolo aspetto della vita, senza bisogno di esporle in un Museo:
4) il mondo che ci circonda può essere considerato un grande museo all’aperto – il biglietto che paghiamo per entrarvi è il valore che diamo a tutte queste cose.

Le ortensie rosse / The red hydrangea

De gustibus et coloribus non est disputandum.
Io le ortensie le preferisco in autunno, quando le foglie e i fiori rinsecchiti sono diventati rossi. Non metto in dubbio la bellezza del verde delle grandi foglie in estate, ma i colori autunnali, la luce soffice del sole che li accarezza, il colpo d’occhio della pianta rossa che risalta contro la parete bianca, mi mette gioia e serenità. Non è un rosso acceso di un fuoco che brucia, ma un rosso delicato, una tonalità non strillata, una voce sommessa e tranquilla.

I colori d’autunno sono pacati nella loro eleganza.
Poi a novembre taglierò sicuramente gli steli dell’ortensia, ma intanto voglio godermi i suoi colori.

De gustibus et coloribus non est disputandum.
I prefer the hydrangeas in the fall, when the dried leaves and flowers are now red. I do not doubt the beauty of the large green leaves in summer, but the autumn colors, the soft light of the sun caresses them, the glance of the plant that red stands out against the white wall, it puts me joy and serenity. It is bright red of a fire burning, but a delicate red, a hue not screaming, a voice soft and calm.

The fall colors are subdued in their elegance.
Then in November certainly cut off the stems the hydrangea, but meanwhile I want to enjoy its colors.

Proprietà

Ieri una signora mi ha chiesto:
«Hai animali a casa?»
«Sì – ho risposto – ho un gatto…»
«E lo tieni dentro a casa o in garage?»
«Fuori casa»
«Ha una cuccia?»
«No. Sta fuori. Poi viene sui gradini dell’entrata e si mette a dormire sopra lo zerbino o sopra ad una poltrona di vimini»
«Ma è tuo il gatto, vero?» mi ha poi chiesto, un poco confusa dalle mie risposte.
«No, non è mio. Però viene spesso a trovarmi al mattino, alla sera tardi e qualche volta di pomeriggio. Io gli dò una tazza di latte e lui la beve, ringrazia e fa le fusa. Quindi ho un gatto.»
«Ah… e non hai altri animali?»
«Sì, ho un riccio, rondini, passeri e merli d’estate, pettirossi d’inverno, e pensandoci anche un corvo che gracchia sopra le antenne della Tv delle case accanto alla mia. Poi ho anche molte lucertole»
«E dove tieni tutti gli uccelli, in gabbia?»
«No, se ne stanno fuori, sugli alberi. Poi fanno una cappatina nell’orto a beccare i vermi. Perché dovrei tenerli in gabbia? Vuoi mettere a vederli liberi a volare nel cielo, a cinguettare nascosti tra i rami del Ligustrum? E anche il riccio lo tengo fuori. Qualche rara volta, di notte, lo incontro.»
«Ma scusa, sono tuoi questi animali?»
«Non sono miei, ma ci sono, dunque un poco mi appartengono»

La morale di questa brevissima storia è che non capisco più il concetto di proprietà applicato agli animali. È mio e lo devo tenere in casa, oppure rinchiuso in una gabbia. Ma dov’è la bellezza di questa cosa? E la mia casa, non è che sta diventando la mia gabbia? Il mondo dovrebbe essere la mia casa. Questa inutile divisione tra esterno ed interno va pian piano abolita, o limitata.

È sicuramente un retaggio della cristianità controriformata: il corpo opposto allo spirito. Certo non sarei felice se estranei circolassero a casa mia come fosse la loro, ma ribadisco che il piccolo mondo che mi circonda – il quartiere, il centro, la città, la campagna – anche questo deve essere un po’ casa mia – e casa nostra.

Manca un po’ questo senso di appartenenza. Sarà lo spirito del capitalismo ad aver esteso la proprietà privata anche agli animali? Se non c’è questo senso di appartenenza dove va a finire il rispetto verso l’Altro?

Mah… considerazioni in una giornata di ottobre…

Novembre #1

È già Novembre? Non è che corri un po’ troppo Davide?
Non credo, e comunque, perché aspettare visto che è già pronto?
Pronto cosa?
Un pdf che potete scaricarvi liberamente dove cerco di dare dei consigli su come preparare l’orto per la prossima estate. Questa idea mi è venuta da un commento di Maddalena del primo settembre 2009, in cui mi chiedeva dei consigli per l’orto d’autunno. Spero che questa richiesta venga soddisfatta da questo mio breve scritto – tra l’altro pieno di belle foto.
Non aspettatevi però un manuale, sono solo diciotto pagine.
Che altro dirvi? Scaricatelo.

Lo potete trovare anche nel sito di Issuu, dove lo potete sfogliare come una rivista. Il link è questo.

Mi saprete dire se l’iniziativa vi è piaciuta, se l’avete ritenuta interessante ed utile e se potrò riproporla per altri mesi dell’anno – mesi importanti per la riuscita di un buon orto.

Buona lettura.

It’s already November? It’s not that run a bit ‘too David?
I do not think, and anyway, why wait as it is ready?

You can freely download a PDF where I try to give advice on how to prepare the garden for next summer. This idea came from a comment by Maddalena of September 1, 2009, asking me advice for the garden in autumn. I hope this request is from this short paper – among other things, full of beautiful photos.
But do not expect a manual, is only eighteen pages.
What else to say? Download it. Can also be found at the site of Issuu, where you can browse like a real magazine. The link is this.

Do you like thise initiative?
Do you consider “November” interesting and useful or not?
Can I present it again for other months of the year?

Good reading.

Colori d’autunno / Colors of autumn

Ecco i primi segni dell’autunno: i colori delle foglie che dalle tonalità verdi passano a tonalità rosse.
E i fiori che appassiscono. E da rossi diventano bianchi.

Naturalmente ci sono altri segni. Il sole che tramonta sempre prima, la temperatura che si abbassa, il silenzio della sera, perché le rondini se ne sono andate via.
L’autunno è una stagione bella come la primavera. Solo di segno opposto.

Here are the first signs of autumn: the colors of the leaves go from green to shades of red shades.
And the flowers wither. It turns from red to white.

Of course there are other signs. The sun setting earlier and earlier, the temperature drops, the silence of the night because the swallows are gone away.
Autumn is a beautiful as the spring season. Just the opposite.