Guida alle piante medicinali, di Paola Lanzara

Nel lontano 1978 viene pubblicato dalla Mondadori questo libro che ho trovato in un vecchio scatolone in soffitta. L’avrà comperato mio nonno? Mia mamma? Non lo so. È ancora nuovo, nè una sottolineatura, nè una nota, solo una foto di Villa d’Este a Tivoli, messa dentro al libro tra pagina 168 e 169 dove vengono descritti la carota, il coriandolo, l’aneto e il prezzemolo.

Ma a parte i miei personali ricordi questo libro ve lo consiglio. Se lo trovate, leggetelo. Dopo una parte sulla storia dell’erboristeria e dei consigli pratici sulla preparazione di tisane, infusi, etc. si passa alle schede delle piante medicinali, tutte con la loro bella illustrazione colorata, che leggerlo è un piacere dei sensi, e ti vien voglia di provarle queste piante, e impari ad amarle più di prima.

Mi piacciono i libri di erboristeria perché sono la giusta lode al tempo ritrovato, al tempo che scorre lento, o che scorre e basta, senza chiedersi se è lento o è veloce. Invece ogni volta che ascolto alla radio una pubblicità di una qualche pillola che in breve tempo (all’istante!) ti fa passare il dolore, ti rimette in forma, ti ridà energia – e poi in mezzo secondo una voce ti dice “[…] contattare il medico se il sintomo persiste può avere sintomi indesiderati anche gravi […]” etc. etc. – dicevo che quando ascolto queste cose penso al tempo sprecato nella società di oggi… deliri personali.

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10 pensieri riguardo “Guida alle piante medicinali, di Paola Lanzara

  1. ho comprato questo libro tanto tempo fa.Allora costava (22.000 lire nel 1988) Poi l’ho imprestato ad una mia amica la quale nn me lo ha più restituito ed è diventato suo. Lo vorrei ricomprare ma ovviamente nn è purtroppo più in vendita. A me, serviva oltre che per conoscere le varie piante anche come disegni che io copio e riporto sulla ceramica. Se volessi disfartene, bè fammelo sapere. ciao

  2. Ciao Elly,
    questo è proprio un bel libro: utile nel consultarlo e bello nel vedere le raffigurazioni delle piante… non credo di disfarmene.
    Ma se sei interessata a trovarne uno, puoi provare a metterti in contatto con “caccia al libro” una interessante ed utile rubrica di Radio Tre.
    Questo è l’indirizzo:
    http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/caccia.cfm
    Buona caccia…
    😉

  3. Cara Elly,
    io posseggo quel libro di cui narri la sua storia.
    Rispondi a questa mia Email così potremo concordare l’invio.
    Cordialità.

  4. Mi sono avvicinato al giardinaggio da tanto. Sono un ragazzo di 25 anni.
    Ma mi piacerebbe capire come fare visto che mi sto apprestando a trapiantare in vasi diversi da quelli della serra o interrare le piante officinali, per evitare che ogni anno le si debba ricomprare o seminare?
    Sono poco esperto. So che una pianta spesso ha una vita. Non tutte durano all’infinito. Anzi. So anche dell’esistenza dei concimi vari e dei loro effetti di boosting o di prolungamento della vita delle piante.

    Chiedo a tutti:
    che cosa scegliere se si vogliono avere delle piante di Timo, Maggiorana, Origano, Basilico, Prezzemolo, Melissa etc etc sempre pronte li?

    Come ricavare dei semi quindi se bisogna riseminarne alcune?
    Noto che alcune rinascono anche se si azzerano al suolo e paiono seccarsi all’arrivo del freddo, poi rinascono rigogliose (è il caso del “limoncello”, che ho nell’orto, o della Salvia. Ma in genere molte piante si seccano e non ricrescono.

    E’ necessario farsi una serra in una zona “a sud” (assolata quindi). E ricreare un ambiente in stile portoghese ovvero dove le piante non crepano d’inverno?
    Capisco ci sono tante variabili, tra cui anche il terreno, la forza della pianta stessa, altri accorgimenti che sono riferibili a chi le coltiva, esperienza, cultura, abilità…

    Come potersi fare un orto officinale principalmente, con le piante di cui sopra ho scritto, margherite come il pyretrum e tante altre cose in un giardino nel “freddo e umido” Nord Est?

    Consigliate di interrare le piante che ho comprato o metterle in dei vasetti poco piu grandi di quelli di plastica?

    Grazie.

    Trovo questo blog molto chiaro ed interessante, e i riferimenti ad altri blog etc molto completi. Ciao

    Marco

  5. Ciao Marco, e grazie dei complimenti. Mi piace sapere che c’è una persona in più che si avvicina all’orto – e per estensione alla Natura, al rispetto e all’interesse verso forme di vita marginali, e per questo molto importanti. Comunque andiamo alle tue domande e provo a rispondere.
    Io abito a Vicenza e le mie piante officinali e aromatiche si passano l’inverno al freddo senza nessun problema. Se è molto freddo puoi inventarti un piccolo riparo, bastano alcune assicelle di legno e un telo di plastica trasparente per riparale dalle gelate intense. Sulla terra una pacciamatura per riparare le radici. Hai ragione tu quando dici che i fattori da prendere in considerazione sono molti. Innanzitutto il terreno. Prova a concimarlo con stallatico, non gli farà certo male. Controlla se è un terreno sabbioso, argilloso, sassoso, o di medio impasto e agisci di conseguenza, cioè aggiungi terra di struttura opposta – se è argilloso aggiungi sabbia e il contrario.
    Poi la posizione. Per molte piante – penso ad esempio all’origano – una buona esposizione al sole è importante… e dà i suoi frutti. Le piante che hai comperato io le interrerei subito – sarebbe meglio in primavera, ma vedrai che tutto andrà bene. Se vuoi puoi scaricarti un PDF che ho pubblicato su Issuu (sul blog in basso a destra c’è l’icona). Troverai qualche utile consiglio su terreno e pacciamatura.
    Spero di esserti stato d’aiuto. A presto,
    Davide

  6. Sei stato molto gentile e i suggerimenti utili!
    Il terreno qui è argilloso, mi trovo presso Pordenone. Qui è tutta una zona dove sembra di essere sopra il greto di un fiume.
    Dopo alcuni centimetri o anche metri si trovano subito pietre su pietre sempre più grosse. Ovviamente a noi interessa la superficie o comunque il mezzo metro di profondità.
    La superficie penso che posso dire è argillosa. Mio padre curava questa zona e comprava ricordo la torba.
    Possiedo diversi tipi oppure conoscenza minima per fare pacciamature, posso farla con del bark o comunque scarico subito il pdf di cui parli, ne ho trovati quattro li dove mi hai mandato.

    Credo che comunque ci sarebbero delle correzioni da fare al terreno.
    Troppo argilloso.

    torba quindi? Anche il prodotto dellla compostiera va bene?
    La sabbia del mare ? vedrò …

    Ancora grazie. e scusa tutta questa invadenza!

  7. @ Marco: argillosa = ristagni d’acqua. Aggiungi sabbia (di fiume, non occorre che vai al mare a prenderla). Se dovesse essere necessario elimina un po’ di sassi e aggiungi terra. Il pdf in questione dovrebbe essere “Terreni fertili”. Nessun disturbo. 😉 Ciao,
    Davide

  8. Perfetto, grazie, si ho della sabbia di fiume a casa che mi avanza. Pensavo, visto che è molto compatta, che peggiorasse la situazione rendendo la situazione ancora più argillosa. Ok allora mi decido ad usarla in questo 3×4 m. orticello a cui sto per dare vita.
    Parecchie api e farfalle si sono fatte vive, le piantine di basilico, maggiorana e origano, melissa, timo, si vede chiaramente non sopportano più troppo bene questi vasetti neri… Speriamo crescano un po’ prima di ottobre e intanto mi preparo ad allestire i sistemi per ripararle (le coperte lanose bianche), gli archetti in ferro, paletti, pacciamatura (fatta, non so come, lo capirò dopo: immagino del bark o anche l’ammendante preso dalla compostiera posso aiutare a tenere calde le radici, se mantenuto di un certo spessore) [?]
    Ok… apro terreni fertili, grazie,
    Ho scoperto ieri che scrivi libri. Componi, crei. E’ molto bello e credo importante creare e avere il coraggio e la responsabilità di fare ciò. Fare cose che rimangono. Certo ci vuole un po’ di organizzazione lavoro, controllo…

    Grazie per i consigli, magari se ritrovo il setaccio che usava mio padrepotrei riuscire nel lavoro meglio.

    m.

  9. Ciao Marco e grazie del commento. Ti consiglio di interrare le tue officinali e aromatiche, sul terreno si svilupperanno meglio.
    Ciao,
    Davide

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