Guida alle piante medicinali, di Paola Lanzara

Nel lontano 1978 viene pubblicato dalla Mondadori questo libro che ho trovato in un vecchio scatolone in soffitta. L’avrà comperato mio nonno? Mia mamma? Non lo so. È ancora nuovo, nè una sottolineatura, nè una nota, solo una foto di Villa d’Este a Tivoli, messa dentro al libro tra pagina 168 e 169 dove vengono descritti la carota, il coriandolo, l’aneto e il prezzemolo.

Ma a parte i miei personali ricordi questo libro ve lo consiglio. Se lo trovate, leggetelo. Dopo una parte sulla storia dell’erboristeria e dei consigli pratici sulla preparazione di tisane, infusi, etc. si passa alle schede delle piante medicinali, tutte con la loro bella illustrazione colorata, che leggerlo è un piacere dei sensi, e ti vien voglia di provarle queste piante, e impari ad amarle più di prima.

Mi piacciono i libri di erboristeria perché sono la giusta lode al tempo ritrovato, al tempo che scorre lento, o che scorre e basta, senza chiedersi se è lento o è veloce. Invece ogni volta che ascolto alla radio una pubblicità di una qualche pillola che in breve tempo (all’istante!) ti fa passare il dolore, ti rimette in forma, ti ridà energia – e poi in mezzo secondo una voce ti dice “[…] contattare il medico se il sintomo persiste può avere sintomi indesiderati anche gravi […]” etc. etc. – dicevo che quando ascolto queste cose penso al tempo sprecato nella società di oggi… deliri personali.

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