L’uccello notturno / The night bird

Riprendo in mano un vecchio libro della mia infanzia: Uccelli d’Italia, a cura di Luigi Cagnolaro, con 61 tavole a colori tratte da The Birds of Great Britain e The Birds of Europe di John Gould, Aldo Martello e Giunti Editore, 1975.

Altri tempi. La collana si intitolava I Miracoli della Natura, e in seconda di copertina, la Banca Popolare di Vicenza, in occasione della giornata mondiale del risparmio (31 ottobre), dedicava il libercolo allo scolaro previdente aggiungendo, in corsivo:
Il ragazzo abituato al risparmio possiede le premesse indispensabili per diventare un uomo indipendente.

Davvero altri tempi, oggi si preferisce pagare in 24 comode rate a tasso zero per un oggetto non è indispensabile, ma è un bene di consumo emozionale. Piuttosto che risparmiare è meglio spendere, anche se non si hanno soldi.

Ma non voglio divagare troppo. Ritorno al motivo che mi ha portato a riprendere in mano Uccelli d’Italia. Prima di Natale ha nevicato e, poiché la neve e bella e qui in città non è molto frequente, mi sono messo a guardare i fiocchi cadere dal cielo dalla veranda di casa. Improvvisamente si appoggia sulla fioriera esterna, vicino al vetro della veranda, un uccellino strano e paffuto. Rimane immobile, non si accorge di me. Lo miro e ammiro. È qualche specie di rapace notturno, non molto alto, con un testone grande grande e due occhioni sornioni. Appena il tempo di guardarlo neglio occhi e il bel rapace se ne vola via, infastidito dalla mia persona.

Ieri mi è capitato di rivederlo nuovamente. Sempre in prossimità della veranda, ma questa volta appoggiato sul pilastro del cancello d’entrata. Questa volta il nostro incontro di sguardi dura qualche secondo in più. Ci guardiamo. Lui è molto bello, piumaggio scuro, non ricordo se avesse cornetti sul capo, troppo breve il nostro incontro.

Dunque sfoglio il libricino degli uccelli, ma non mi sembra di riconoscerlo. Potrebbe essere un assiolo? Per la sua mole modesta forse sì, ma poi leggo che l’assiolo “[…] in Italia è estivo e nidificante, un tempo comune, ora in diminuzione cadendo vittima indirettamente degli insetticidi.” (Ivi, pag. 88). Quindi non è un assiolo, anche se la sua caratteristica voce, “[…] una sorta di «chiù»”, credo di averla sentita varie volte in tarda ora, d’estate.

Chissà se lo rivedrò ancora…

I resume reading an old book of my childhood: Birds of Italy, edited by Luigi Cagnolaro, with 61 color plates from The Birds of Great Britain and The Birds of Europe by John Gould, Aldo Martello and Giunti Editore, 1975.
Other times. The series was titled The Miracles of Nature, and in the inside cover, the Banca Popolare di Vicenza, on the occasion of World Day of Savings (October 31), dedicated the small book to the schoolboy provident adding, in italics:
The boy used the savings have the conditions to become an independent man.

Indeed the past, today you pay in 24 installments zero for an object is not indispensable, but it is a consumer emotional. Rather than saving it is better to spend, even if you do not have money.

But I do not want to digress too much. Back to the reason that brought me to read again the small book Birds of Italy. Before Christmas it snowed, and since the snow and beautiful and here in the city is not very frequent, I went to watch the flakes falling from the sky from the porch of the house. Suddenly it relies on external flowerpot near the glass of the porch, a strange bird and chubby. It remains motionless, does not even know me. I look and admire him. It is some kind of prey at night, not very high, with a great big head and two crafty eyes. Just the time to look into the beautiful eyes and rapacious it flies away, annoyed by me.

Yesterday I happened to review it again. Always near the porch, but this time leaning on the pillar of the entrance gate. This time, our eyes meeting lasts a few seconds more. We look. He is very beautiful, dark plumage, I do not remember if he had croissants on the head, too short our meeting.

So browse the book of birds, but does not seem to acknowledge it. It could be an Assiolo? Because of its small mole perhaps yes, but then I read that the Assiolo “[…] it is summer in Italy and breeding, once common, now in decline falling victim indirectly insecticides. “(Ibid, p. 88.). So it is not a Assiolo, although its characteristic voice, “[…] a sort of ‘chiù’ “, I think I have heard several times late in the summer.

When I will see it again?

uccelli italia

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