Chi si è mangiato le foglie di lampone?

Qualche bruco affamato? Una cavalletta vorace?

Non lo so. Non sono riuscito a trovare niente tra le sue foglie.
Ma dev’esser stato un eccellente banchetto vista la foglia ridotta a groviera.

Mah…
Osserverò gli sviluppi della situazione. Per fortuna mangiano solo le foglie basse.
Quelle in alto, che stan crescendo, sono intatte.

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Ritorna la pioggia

Questo pomeriggio, tutto buio d’intorno per l’ora solare, ho sentito il profumo della pioggia invadermi le narici, arrivare al cervello, rispolverare ricordi che non ricordo.

Una sensazione piacevole per un istante mi ha avvolto. Difficile de-scriverla.

Così sono tornato al pensiero logico-razionale:
“Finalmente ritorna la pioggia” e
“metto i secchi ché avevo quasi terminato le scorte di acqua piovana”.

La pinguicola

Oggi vi presento un’altra mia pianta carnivora.

Si chiama pinguicola e, a differenza della dionea e delle drosere, ha un aspetto “meno carnivoro”, consentitemi l’espressione.

Le sue foglie sono verdi, ma con un po’ di sole si abbronzano e diventano di tonalità rosa-rosso.

Vista da lontano sembrerebbe, come ho detto, una pianta dall’aspetto innocuo – quasi una pianta grassa -, ma avvicinandosi si possono vedere sulle foglie tante palline bianche di colla vischiosa. È grazie ad esse che la pinguicola riesce a catturare gli insetti e a digerirli.

Attualmente tutte le mie piante carnivore – ad eccezione della Dionea nata per talea – vivono in piccoli vasetti del diametro di otto centimetri.

Qui sotto il particolare più ravvicinato dell’ingannevole foglia della pinguicola, dove si possono vedere più chiaramente le goccioline di colla vischiosa.

Carpino non è!

Ringrazio subito equipaje per l’aiuto nel dare nomi ai regali nati nel mio orto.
Ecco il particolare della foglia del carpino o forse dell’olmo. Ma carpino non è, ché avrebbe perso le foglie in autunno, e non sarebbero nemmeno verdi. Allora forse è un olmo?
Mah… aspetto che cresca.

Regali nell’orto (4)

È già bella grande. Proprio non mi ero accorto della sua crescita.
Chissà avrà gettato il seme dal quale è nata. Un tordo? Un merlo? Un usignolo? Una rondine?

Non lo so. Non so nemmeno come si chiami questa pianta dalle foglie pungenti… ma è un regalo ben accetto.

Regali nell’orto (3)

Questo forse è un carpino, forse un olmo.
Consulto Riconoscere gli alberi di Roger Philips, ma non riesco a individuare con certezza il nome della pianta che è cresciuta spontaneamente nell’orto.
Dovrò aspettare che cresca.

E intanto lo metto in vaso. Non posso permettermi piante troppo grandi nell’orto.

Le uova del lumacone

Accanto al mio orticello, oltre la fila di iris, ho un piccolo giardino.
È cresciuta un po’ d’erbaccia, ed ecco che mi appresto a toglierla. Mi infilo i guanti, metto accanto a me il secchio del verde e comincio.

Ma dopo le prime due ciocche di verde erba ecco scopro delle piccole palline bianche. Tante tante, tutte assieme. Allora scruto con gli occhi sotto i fili d’erba e trovo prima uno poi il secondo lumacone rosso.

E mi sovvien il ricordo, qualche sera prima, di averne viste almeno una decina di questi grossi lumaconi strisciare silenziosi sull’erbetta del giardino.
E dunque deduco: son le uova del lumacone.

E le lascio là, che si schiudano, nel verde silenzioso.

Che peccato estirparli!

Visti da vicino sono bellissimi, ma quando cominciano a proliferare e allungano il loro trifoglio nell’orto – ma anche tra i sassi e tra le crepe del marmo -, allora ci si potrebbe pentire di non averli tolti a tempo dovuto.

Peccato dover togliere questi fiorellini gialli…

Ripresa (18 ottobre 2008)
No, credo che non li toglierò. Il trifoglio è ottimo per il sovescio.
Pensando a quello che posso non fare (Fukuoka docet) li lascerò nell’orto…