La talea della Dionea Muscipula

Vi sembrerò bizzarro, se non ingenuo, ma la cosa che più mi ha entusiasmato nell’orto di quest’estate è stata la talea – riuscita! – della Dionea Muscipula.

Lo so, è una piccolezza se confrontata con il Large hadron collider, l’acceleratore di particelle da 6 miliardi di euro che, al Cern di Ginevra, dovrebbe aiutarci a capire come è cominciato l’universo – ma Otto Rosler teme che l’esperimento che avverrà il 10 settembre potrebbe creare un mini buco nero e noi finire tutti inghiottiti in esso (notizia da La Repubblica).

Io mi accontento di essere riuscito a ricreare una seconda Dionea Muscipula, nonostante molti conoscenti, vedendo lo sfagno immobile e silenzioso e la piccola bocca usata per la talea passare da un colore verde a tonalità sempre più scure, fino a seccarsi del tutto e a perdere denti e bocca, dicevano canzonandomi:
«Buttala via. Piantaci delle margherite. Non vedi che lì è tutto morto?!»

Ma io non mi sono arreso, e nemmeno la futura Dionea.
Così un giorno, dalla terra bagnata ho visto spuntare un punto verde, come una capocchia di spillo. E poi, via via, pian pianino, ecco fargli compagnia anche le future boccucce.

Sono ancora piccole, intendiamoci, misureranno qualche millimetro, ma presto cresceranno e chissà che per la prossima primavera anche questa pianta carnivora catturi le sue prede.

Evviva, la talea è riuscita.

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