Rispolveriamo la tastiera

In questi giorni solari e burrascosi non ho potuto dedicare neanche un po’ di tempo all’orto, se non per andare a prendere i primi frutti.
E poco tempo ho dedicato anche a questo nuovo blog, esiliato a causa di un erroraccio del server. Dunque prendiamo la tastiera e facciamo discendere i pensieri e i discorsi. Facciamo un punto della situazione.

In orto
L’erba è cresciuta là dove non c’era il telo pacciamato. Una foresta: diventa sempre più difficile la ricerca dei cetrioli e non distingui più le piante: da dove partono e dove arrivano. Le cucurbitacee invadono tutti gli spazi che trovano, non risparmiano nessuna cultura o fiore. Si avvinghiano, gentilmente, con i loro tralci, ai pomodoro e alla lavanda ancora piccola, che non può sostenerli.

E poi sono arrivate loro. Loro chi?
Ma le zanzare tigre! Se la son goduta tutta quella pioggia e quel sole. Si son riprodotte a più non posso. Oggi sono stato punto diverse volte. Mi attaccavano frontalmente.
Ho resistito quindici minuti scarsi.
Poi son ritornato nelle mie camere.
Meglio rispolvere la tastiera.

Tabula rasa

Guardando questo pezzo di orto, svuotato dalle erbacce, dall’insalata non più mangiabile e dal prezzemolo fiorito, ho avuto la piacevole sensazione di un ordine e di un vuoto colmo di vuoto. Infine il marrone della terra, che mi riempie di colore.

Un piccolo giardino zen (molto personale e temporaneo).