Ipotesi e progetti per l’orto

Nel periodo invernale l’orto lo guardo, ma lo curo poco:
Cosa dovrei farci? Non lo so.
E allora mi vengono in mente idee e progetti che non so se realizzerò, ma che intanto cerco di figurarmi.
Ecco il progetto che ho pensato per il mio orto, avendo a disposizione delle mattonelle quadrate di 50 cm di lato che dovrei riuscire a recuperare senza spendere un soldo (ne ho già recuperate sette).

L’idea, come potete vedere dallo schizzo qui sotto, è di dividere l’orto in quattro aree, ognuna delle quali dovrebbe rappresentare simbolicamente i quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco). Al centro altre quattro mattonelle, che rappresentano nuovamente i quattro elementi, ma potrebbero diventare un quinto o un altro fattore che devo definire meglio.
Vorrei riqualificare l’orto in orto-giardino, ma forse è il freddo che mi dà alla testa…

Poi ho deciso di piantare dell’aglio (se nasce qualcosa) e la lavanda – ottenuta per talea – se riesce il trapianto.
Le altre colture non le ho ancora scelte. Si vedrà in corso d’opera.

Mah… vedremo in primavera se queste mie idee fioriranno.

Foto mancata

Di sbagliare capita… di foto sbagliate ne ho fatte molte…
Ma questa è una foto mancata, come da titolo del post.

Avrei voluto fotografare il pettirosso che colora con i suoi saltelli il desolato orto invernale, ma è troppo veloce il volatile, e mi sfugge dall’inquadratura. Pazienza, ho pensato, e mi sono venute alla mente le parole di Ronald Barthes:

“Ciò che la Fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo solo una volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai ripetersi esistenzialmente”
(R. Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia, Einaudi, Torino 1980)

Magra consolazione…
Rimango con la mia HP 945 in mano senza nessuno scatto nella memoria digitale…
[sarà per un’altra volta il riuscire ad immortalare l’uccellino?]

Orto – manuale pratico (di Giuseppe Rama)

Un utile e prezioso manuale, ricco di fotografie, illustrazioni, consigli contro le malattie e i parassiti delle varie colture e un immancabile calendario lunare delle semine e dei lavori.
Ma quello che più mi è piaciuto nelle 191 pagine di questo libro sono le ricette di cucina: una o due pietanze per ognuna delle 60 piante trattate.

Lo consiglierei a chiunque si voglia avvicinare al lavoro della terra: foto, illustrazioni, una scrittura chiara e scorrevole contribuiscono a rendere la lettura piacevole e di facile apprendimento. Per ogni coltura viene indicata (anche attraverso l’uso di icone) la varietà, il clima e terreno, l’avvicendamento, la consociazione, la semina, la concimazione e le cure, la raccolta e le avversità.

Il testo offre suggerimenti per l’agricoltura naturale, con fertilizzanti e biodinamica. Ad ognuno la sua scelta.
Utile anche il capitolo sui metodi di conservazione delle colture.

Buona lettura

RAMA, GIUSEPPE, Orto. Le schede con le tecniche colturali, le malattie, i parassiti. Calendario lunare delle semine, Demetra, Verona 1999

La neve – bollettino anomalo

Questo blog, che parla dell’orto, sta diventando un bollettino della neve.
Sono le 7:20 del mattino e una pioggerella insistente sta cancellando il bel bianco che si era posato sull’orto.
L’immagine dell’orto e della città inbiancati è durata solo una serata e la magia dei fiocchi di neve è svanita.
Che peccato rinunciare a questa nuova scenografia…

Ore 8:03
Non piove più.
Ore 13:00
Ha ricominciato a piovere. Gocce sottili, invisibili, che consumano la neve un poco alla volta.
Ore 15:00
Ha smesso di piovere, ma la neve è scomparsa. Rimane qualche pennellata di bianco ai bordi del giardino e una manciata di neve nascosta nell’erica.

Ancora neve

Dopo la breve ma intensa nevicata di ieri, conclusasi con lo scioglimento della stessa verso l’ora di pranzo, questa mattina uno sfavillio di fiocchi ghiacciati ha cominciato a ticchettare sulle foglie del bagolaro. Via via i fiocchi di neve sono diventati sempre più soffici e silenziosi ed hanno imbiancato il bagolaro intero, i tetti delle case, l’orto.

La cosa che più mi piace quando nevica è il mutamento dell’ambiente, degli elementi naturali e delle strutture architettoniche con un magico effetto di “straniamento”. Quello che vedo quotidianamente adesso è diventato qualcosa di “diverso”, di altro. E non mutano solo le cose: muta anche la luce e i suoni circostanti.

La neve sembra nascondere le cose per svelarle in nuova luce.

Se domani, svegliandomi, trovo ancora la neve, faccio qualche foto all’orto – o alla neve che avrà nascosto l’orto.

Buonanotte a tutti.

L’orto delle fiabe (di Luigi Dal Cin)

Dico la verità: non credevo fosse un libro di favole, ma un libro di antropologia culturale. L’ho ordinato in biblioteca, in fretta, facendo affidamento al solo titolo.
Devo d’altro canto ammettere che è un bel libro, originale e fantasioso, adatto ovviamente ad un pubblico di bambini – ma anche ai grandi fa sempre piacere leggere delle fiabe.

Il libro è il seguente:
DAL CIN, LUIGI, L’orto delle fiabe, Happy Art Edizioni, 2001, illustrazioni di M. Cristina Lo Cascio

Al suo interno 8 fiabe ispirate da altrettante fiabe popolari (piemontesi, germaniche, francesi, toscane, siciliane, irlandesi e americane) in cui le piante dell’orto sono le protagoniste: la camomilla, il sambuco, la fava, il prezzemolo, il rosmarino, la zucca, la rapa e il trifoglio.
Buona lettura.