Silenzi di dicembre (pensieri sparsi nell’orto)

La primavera ha un fascino indiscutibile e magico, ma il tardo autunno – tra due settimane circa sarà inverno – lo amo particolarmente perché con esso arriva il silenzio.

Chiudendo gli occhi ascolto la sua voce sempre più sommessa e impercettibile.
Dal “fortissimo” della stagione estiva – le voci delle foglie, dei frutti, dei tanti volatili e degli insetti – al “forte” dell’inizio dell’autunno, quando il vento soffia e muove le fronde e le lievi piogge tamburellano sui vetri, in una discesa di intensità sonora che porta al “piano” delle foglie che cadono al suolo ad autunno inoltrato, fino al “pianissimo” dell’inverno, quando il silenzio riempie l’aria, e basta questo a fare di ogni giorno un bel giorno.

Il gatto silenzioso cammina sull’orto alla ricerca di cibo; il pettirosso che vola e saltella in sordina.

Ogni tanto un corvo che gracchia, buca il silenzio, e risprofonda nel suo vellutato volare.

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