La raccolta dell’acqua piovana

Nel terzo millennio, in Occidente, potrebbe sembrare un inutile sforzo, forse anche un atteggiamento bizzarro, addirittura una obsoleta forma di pensiero, eppure… io raccolgo l’acqua piovana.
Una volta raccolta la imbottiglio e la utilizzo per le piante dell’orto (in estate) e per i fiori d’interno (in inverno).

I romani, più di due millenni fa, raccoglievano l’acqua piovana – che scendeva dal tetto attraverso il compluvium – nell’impluvium, un bacino al centro dell’atrio delle case.
Io non sono così all’avanguardia e mi limito a raccogliere l’acqua in secchi, bacinelle, annaffiatoi.

6 pensieri riguardo “La raccolta dell’acqua piovana

  1. Scommettiamo che tra qualche tempo lo faranno tutti?
    Anch’io ho il problema della mancanza d’acqua per bagnare l’orto (a usare la potabile non ci penso nemmeno): ho cercato sulla rete e scoperto che da qualsiasi tetto si possono raccogliere centinaia di litri d’acqua senza sforzo ed a costi accessibili. Dedicherò presto un post sul tema nel mio blog.

  2. Attendo il post sul tuo blog, non mi dispiacerebbe ritornare indietro di qualche millennio all’epoca romana: le vecchie idee possono essere comunque delle idee nuove, e il buon senso e l’intelligenza vanno oltre le mode e i confini temporali.

  3. In casa mia per annaffiare il “giardino” (un caos di piante indescrivibile) usiamo riciclare l’acqua della cucina. Il metodo è semplicissimo: se ha i un lavabo a due vasche, in una ci metti una bacinella di plastica a misura dove farai finire acua non saponata ((lavaggio verdure, caffettiera, mani, etc.). Poi vuoti la bacinella in un annaffiatoio o altro recicipiente da tenere chiuso (azzanzare ed altro). Se ne recupera molta di acq

  4. Sì, anch’io adotto questi sistemi, soprattutto in estate. Tieni presente che per le piante l’acqua piovana è comunque migliore (inquinamento a parte) di quella del rubinetto.

  5. Anche io pensavo, l’estate passata, di organizzarmi per raccogliere l’acqua piovana, ma in un modo un po’ più “industriale”.
    L’idea era di cercare una vecchia cisterna da 3000 o 4000 litri in disuso (tipo quelle delle micro-autobotti dei pompieri), farmela portare in un angolo dell’orto e costruire una piccola opera in muratura al fine di fissarla (novello Leonardo!!!).

    In un secondo momento, avendo la fortuna di avere Mario come amico, avrei fatto costruire, con una sottile lamina di acciaio inox, un… “imbuto” rettangolare, da applicare proprio sopra, dove c’è la bocca di riempimento.
    A quel punto il gioco è fatto, e senza nemmeno spendere un perù… “Facile”, direte voi…

    Poi il lavoro, il poco tempo, mi hanno costretto a rimandare l’idea ai primi mesi del 2008.

    Qualcuno di voi ha pensato ad altro?

    Ciao

  6. I consorzi agrari vendono contenitori da 1000 litri pallettizzati a costi accettabili (dai 50 ai 70€, prezzi di Settembre 07) che si possono anche collegare in batteria. Bisogna coprirli con qualcosa di scuro in estate se esposti al sole. Adesso che li conosco, ne vedo molti negli orti altrui, oltrechè sui cantieri.
    Penso che li proverò.

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