Vangare è faticoso

So di dire una banalità, ma esperirla è un’altra cosa.
Il sudore sulla fronte, i moscerini che mi attaccano, il peso della zolla di terra che devo rigirare.

Tra le cianfrusaglie che prima erano celate dalla malerba rispunta questa statua che può di diritto rappresentare il senso della mia fatica. E in quest’espressione un po’ grottesca, un po’ buffa e forse autoironica vi leggo un ossimoro: una riposante fatica.

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La lumaca rossa si è svegliata

Dopo qualche minuto che avevo aperto il composter e subito l’invasione dei moscerini mi sono ritirato per elaborare una strategia d’azione vincente e ho pensato di riandare dalla mia amica lumaca rossa a vedere se almeno lei stava meglio.

Ma mi accorgo che non c’è più dove prima c’era. E dov’è andata così di fretta?
Mi guardo in giro e non la vedo sulla terra. Poi noto un rosso sul bianco del camminamento. Era lei. Se n’era andata e non sembrava nemmeno volersi fermare.
Certo che il suo colore è davvero singolare.

lumacone rosso

Il compost

Per preparare l’orto al suo riposo invernale ho utilizzato il compost che mi sono preparato durante l’estate.
Ho aperto il composter e ho iniziato a rifornirmi di materiale. Subito un pullulare di creature allarmate sotto i colpi del badile.
Millepiedi, scarafagg, ragni, vermi, insetti di cui ignoro il nome e tanti moscerini che mi attaccavano da ogni dove.

Il ragno nero

Sollevando un pezzo di legno ho curiosato alla ricerca di qualche ospite, e mi ritrovo a tu per tu con un ragno tutto nero addormentato. Non si è mosso dal suo letto quando ho spostato il legno e l’ho riposto in un altro punto del mio orto.

Una lumaca un po’ assonnata

Ma sotto il telo qualche insetto ci campava.
Alcuni, rapidi, se la sono svignata in fretta, altri con più calma han dovuto convenire che qualcosa era cambiato.

Così una lumaca, un po’ assonnata, dal suo guscio è lentamente uscita, si è guardata intorno e ha scelto la sua strada tra la terra spoglia. Si è diretta verso il verde del praticello adiacente l’orto.

Via il telo nero

Ormai nudo di colture rimaneva solo il telo nero contro le malerbe.
Ero curioso di vedere cosa c’era sotto, e con mia piccola ma intensa soddisfazione ho potuto constatare che non era cresciuta erba.
La terra era compatta ma soffice. Risaltava il contrasto con i bordi infestati di verde.

Decisione tra le nuvole

Dopo la pioggia e il freddo di ieri stamani il cielo era azzurro maculato di nuvole bianche che nella prima mattinata se ne sono andate e hanno lasciato il campo libero al sole.
Una calda giornata: 25 gradi centigradi.
Speravo in questa domenica di bel tempo, e guardando queste nuvole ho preso la mia decisione di risistemare l’orto.

Così poco prima di mezzogiorno i miei lavori si sono conclusi.