L’agricoltura – di Catone il Censore

Il libro che voglio consigliarvi è un classico della letteratura latina: il De agri cultura.

Un testo tecnico, dove si parla delle costruzioni di macchinari per la produzione di vino e olio, dei materiali edili per la villa, dei contratti da stipulare per appaltare i lavori agricoli, di formule religiose legate alle attività agricole, delle ricette per dolci e farinate, di tradizioni medicinali greche e, ovviamente, di agricoltura.

Dunque un trattato ad uso del proprietario terriero romano, scritto intorno al 140-149 a.C. e composto da 162 consigli pratici (Come fare i solchi, Medicamento per i buoi, Preparerai così il sale bianco, Se vorrai avere mosto tutto l’anno, Doveri della massaia, In che modo si semini l’asparago, Rimedio contro le escoriazioni, se andrai per strada, etc.).

Ecco l’edizione a cui faccio riferimento:

CANALI, LUCA – LELLI, EMANUELE (a cura), Catone il Censore, L’agricoltura, Mondadori, Milano 2000, pagg. 253, € 8,40.

Per adesso ne ho letto brevi tratti saltando di palo in frasca dalle prime alle ultime pagine, a quelle centrali, ma il fascino e l’interesse che mi ha già suscitato è stato notevole. Ritornare indietro nel tempo e immaginarmi questo Catone che scrive il suo trattato è proprio divertente – oltre che istruttivo.

Spero, durante la lettura, di aver modo di postare degli altri commenti su questo libro.

Mi si lasci, prima di chiudere, ancora alcune righe per dipingere un brevissimo ritratto di quest’uomo e del suo tempo.

Marco Porcio Catone nasce nel 234 a.C. a Tusculum, vicino a Roma, da una famiglia di origini plebee. In seguito diventa soldato, tribunus militum in Sicilia, nel 204 a.C. è questore, nel 195 a.C. è console e nel 184 a.C. censore.

Catone vive in un periodo della storia dell’impero Romano nella quale i trionfi in guerra portano nell’impero, oltre ai tesori e agli schiavi, anche le culture, le filosofie e le tradizioni provenienti dalla Grecia e dall’Asia. A livello economico assumono importanza i traffici economici e finanziari, a scapito dell’economia agricola.

Catone si fa portavoce di una cultura conservatrice, moralista, nazionalista, che si oppone ai cambiamenti in corso, agli Scipioni e al loro “umanesimo illuminista”.

In questo senso il “De agri cultura” è implicitamente portatore di un valore legato al sistema economico dei medio-grandi proprietari terrieri.

“Sembrerebbe talvolta più lucroso dedicarsi ai commerci marittimi, se non fosse così rischioso, e ugualmente prestare denaro a interesse, se fosse onesto. […] E allorquando lodavano [i nostri avi] un uomo buono, così lo lodavano: un buon agricoltore, un buon coltivatore. […] è dagli agricoltori che nascono gli uomini più forti e i soldati più valorosi […]”
(Ibidem, pag.17).

Il topo

Un lurido, schifoso ratto… ma esistono anche loro.
Si nascondeva dietro l’erba cipollina.
Penso: ma i gatti che gironzolano per il mio orto e dormono sotto al caminetto vicino al bagolaro non fanno più il loro lavoro? Troppo viziati da qualche signora che ogni mattina gli porta latte fresco e scarti della cena?

Ritorno al topo.
Mammifero ripugnante ma allo stesso tempo affascinante. Per come riesce a vivere e a sopravvivere. New York è piena di topi. Mi viene in mente il film di Murnau “Nosferatu” e quello rifatto da Herzog, dove dalla nave scendono i topi e portano la peste.

Se non fosse per questa loro caratteristica di trasmettere malattie contagiose i topi sarebbero degli animali simpatici.

Il topo più simpatico – data la sua funzione apotropaica – è Micky Mouse. Allontanare il male e il malvagio con la sua stessa rappresentazione. Come le facce strane – fateci caso – che decorano gli archi, le balaustre, i muri di molti edifici nobiliari settecenteschi.
E potrei continuare: penso agli autoritratti di Arnold Schoenberg.

Sto divagando troppo. Dunque mi fermo

La lavanda (Lavandula latifolia)

A cosa servono i vicini di casa?
A lasciarti prendere alcuni rami di lavanda, così io posso riprodurla per talea.
Ho preparato due vasetti e l’ho piantata.
Se resiste tutto l’inverno e attecchisce, questa primavera la trapianto accanto all’alloro.

Desideravo da tempo avere questa pianta aromatica nel mio orticello:
di una argentea bellezza, profumatissima, elegante nella sua semplicità.

4 novembre: incontro con A.R.CO.P.A.

Riporto di seguito una segnalazione del Sig. Giampiero che trovo molto interessante e spero possa essere di stimolo ad almeno tre dei miei quattro lettori quattro.

Si informa che in data 04/11/07, a partire dalle ore 11.00, presso il Centro Visite Area Protetta Monteferrato di Schignano si terrà un incontro pubblico con l’ ARCOPA (Associazione Ricerca e Conservazione Piante Alimentari).

Si avrà la possibilità di conoscere da vicino l’attività di questa associazione e le varietà vegetali coltivate dai soci. In particolare alle ore 15.00 si terrà una conferenza in cui saranno presentate in dettaglio alcune piante alimentari insolite (Polymnia sonchifolia, Daucus carota ssp. major cv. “Pastinocello”, …) al termine della quale i presenti potranno fare domande su coltivazione, ricerca, conservazione, usi alimentari, ecc. anche relativamente a specie non trattate nella conferenza.

Eventuale materiale vegetale (semi, talee, piante) portato dal pubblico e relativo a varietà interessante per gli scopi dell’A.R.CO.P.A. (raro, diffuso solo localmente, esotico, nuovo, non utilizzato pur essendo spontaneo) sarà molto gradito, sopratutto se ci saranno fornite informazioni quali luogo di provenienza, nome, coltivazione, uso alimentare, etc.

Per ulteriori informazioni:
www.arcopa.org

La faccia

Nella terra vangata, oltre alla malerba, è spuntata una faccia di una improbabile divinità.
L’avevo sepolta questa primavera, ma è resuscitata per chiedermi un perché di tanto cattivo gesto.
Come un ricordo che non vuole essere dimenticato rimarrà lì, nel campo, per tutto l’inverno.
Poi, forse, a primavera gli troverò una nuova dimora.

La raccolta dell’acqua piovana

Nel terzo millennio, in Occidente, potrebbe sembrare un inutile sforzo, forse anche un atteggiamento bizzarro, addirittura una obsoleta forma di pensiero, eppure… io raccolgo l’acqua piovana.
Una volta raccolta la imbottiglio e la utilizzo per le piante dell’orto (in estate) e per i fiori d’interno (in inverno).

I romani, più di due millenni fa, raccoglievano l’acqua piovana – che scendeva dal tetto attraverso il compluvium – nell’impluvium, un bacino al centro dell’atrio delle case.
Io non sono così all’avanguardia e mi limito a raccogliere l’acqua in secchi, bacinelle, annaffiatoi.

Il bel prezzemolo

Sembra il titolo di un’opera lirica. Questo mi fa immaginare il prezzemolo, che ieri ho visto in gran forma.
Di un verde intenso, scintillante.
Sarà forse che è l’ultimo rimasto nell’orto vangato e per questo si sente importante, padrone del campo, unico primo attore? O forse è l’autunno che gli dà questa gioia?

Zucca al forno

È un sistema semplice per preparare la zucca.
La si mette in forno e la si lascia a cuocere.

Una volta cotta la si tira fuori, con un coltello la si incide sopra in maniera da ottenere un foro.
La si può “scavare” e mangiare con un cucchiaio, ma ancora meglio, la si può arricchire all’interno con qualcosa d’altro – ad esempio gamberetti.

La si serve in tavola come se la zucca fosse la pentola, ed ognuno con il cucchiaio prende la sua parte.