Finito di leggere il libro di Pizzetti (Robinson in città)

Nella sostanza un libro triste, nostalgico, pervaso da un senso di solitudine e dalla paura di invecchiare.

Ma è anche un bel libro, per la sincerità dell’autore, per alcuni brani di pura poesia, per le riflessioni sul sentimento e sul rapporto tra persone e cose.

Del resto sono convinto che Pizzetti si possa apprezzare in pieno per il suo vero lavoro.
Come egli scrive a pag. 140:
“Scrivere non mi ha mai dato grandi soddisfazioni o il senso di piacere intenso come fare un giardino […]”.

Due giorni al mare

Rientro da un fine settimana passato al mare, ad ascoltare il frangersi delle onde e ad osservare quella linea (immaginaria) dove il mare si incontra con il cielo. Ho fatto anche il bagno.
Un po’ di vento e pochissime nuvole.

Arrivato a casa ho guardato il mio orto, quasi un saluto: «Ciao, sono arrivato. Come stai?».
È buio e noto solamente la zucca che si è aggrovigliata al cetriolo, poi ha camminato tra il pomodoro ed ha invaso la terra del mio vicino.

Ma quello che più mi ha fatto piacere al mio rientro è stato il commento di Silvana al post del bagolaro.
È stata quasi un’altra vacanza: immergersi in un ricordo che ho provato a visualizzare, un tempo antico nuovamente ricordato e portato a nuova vita. Grazie Silvana.

Spariscono le piante

Un po’ alla volta, inesorabilmente, perché così è il naturale corso, le piante del mio orto escono di scena, come in una commedia buffa. Mi piace pensare che anche loro possano divertirsi nella loro performance.
Rimane solo il telo bero.

Poi calerà anche il sipario.

La radice del pomodoro

Quando l’ho sradicata ha fatto un po’ di resistenza.
Sembrava volersi aggrappare ancora al terreno. Ma il pomodoro era secco.
Quelle radici sembravano tante mani magre e lunghe.
Ho sentito un grido: «LAsciami qui, ché ridiventi terreno».
Ho fatto finta di niente.

Ridiventerai terra, te lo prometto.

Le zucche di settembre

Credevo che settembre portasse nel mio orto la fine del raccolto.
In parte è stato così, ma le zucche hanno continuato a camminare tra i pomodoro, le melanzane e i cetrioli.
Hanno addirittura invaso il terreno incolto del mio vicino di casa, mimetizzate nella folta erba che è cresciuta.

Alcune zucche si sono fatte e sono marcite (per la pioggia o per il poco solo non so), ma una in particolare sembra voler continuare a maturare, in barba all’autunno ormai alle porte. Si è arrampicata sulla pianta dei cetrioli dove ha trovato la forza per crescere.
Adesso sono curioso di vedere quanto aumenterà le sue dimensioni e se arriverà al traguardo della maturazione.

Oggi non ha piovuto

Invece pensavo il contrario.
Che avrebbe dovuto piovere, viste le nuvole grigie di ieri sera.
All’opposto è stata una giornata piena di sole, un po’ calda (26 gradi), rivitalizzata da una bava fresca che ha soffiato via l’umidità.

Una di quelle giornate che sembrano preludere all’autunno, ricordartelo per vie traverse: le foglie che sussurrano sugli alberi, le poche nuvole che giocano a nascondere per brevi momenti il sole, il profumo dell’erba tagliata di recente, le formiche che in fila portano le provviste nel formicaio.

Mi piacciono i momenti di passaggio, preludono ad un cambiamento, ad una risistemazione delle cose.

Robinson in città (2)

A pag. 53 leggo “Se rileggo quanto ho scritto, sono tutti pensieri tristi”.

Ma dopo questa considerazione, e forse perché inizia la primavera, i pensieri di Pizzetti si schiariscono e si fanno più solari.

Sono arrivato a pag. 84.

Molto interessante “Catania. Gioco. Carte. Il mondo digitale”; “Le mie lingue”; “La luce di Firenze”.