Il bagolaro (4)

Il bagolaro non necessita di potatura, tuttavia, se lo potate, cresce in fretta.
I nuovi rami si arrampicano verso il cielo, le foglie crescono fitte. È un buon albero per fare ombra. Io lo avevo potato a febbraio e in pochi mesi ha ripreso la sua antica chioma.

Dovrò potarlo nuovamente prima della stagione fredda, per il semplice fatto che non posso permettermi, per ragione di spazio, un albero di venticinque metri.

Quindi prima dell’iverno un bel taglio della chioma, anche per permettere al debole sole dicembrino di scaldare un pochino.

Il bagolaro (3)

Dei frutti del bagolaro, piccole drupe commestibili che a maturazione assumono il colore nero, sono ghiotti gli uccelli.

Da questo deriva un altro significato del nome “bagolaro”: di sera gli uccelli si appoggiano sui suoi rami e cinguettano, facendo chiasso – “fare bagolo” in veneto significa fare rumore, confusione.

Il bagolaro

Il termine scientifico è Celtis australis.
È un albero che cresce spontaneamente in Italia e il suo nome dialettale (bagolaro) sembra derivare dalla parola “bagola” che significa “manico”.

Il legno di quest’albero è apprezzato per essere tenace, elastico e di lunga durata e veniva utilizzato per realizzare manici per le fruste.

Una domanda [e una risposta]

Mi son chiesto:
Può un orto diventar poesia?

Visiva, tattile, olfattiva.

Certo che può
Mi rispondo novello narciso.

È una narrazione poetica il diventar pianta da piccolo seme
E il riunire sì tanti insetti tra il nettare dei fiori
è un incontro d’amore.

Ma a voi lascio, miei quattro lettori quattro,
la sentenza dello smentirmi o del lodarmi
e se proprio vi piace
del darmi del folle.

Eccovi lì, parassiti del finocchio!

Vi vedevo come tanti puntini neri.
Ora, con una foto macro, scopro che avete le ali, e avete anche il vostro fascino.
Però il finocchio potevate lasciarlo stare.
Ora chi vi manda via?
Che ne sarà dei semi che avevo intenzione di essiccare per farmi le tisane?