Imparare a volare

Non deve essere facile per il piccolo merlo.
Non è facile per nessuno.
Ma poi, superata la paura, ci si butta. E si volteggia nell’aria.
Liberi, e felici per esserci riusciti.

Il piccolo merlo se ne sta immobile su uno dei rami più grossi del Ligustrum.
È lo stesso merlo salvato dagli artigli del gatto? Lo stesso merlo che ha frugato tra la torba umida delle mie pinguicole?
Non ha molta importanza. Perché adesso è lì, protetto dalla fitta chioma del Ligustrum, e attende suo padre che gli porta qualche verme per sfamarlo. Lui si fa imboccare, poi aspetta ancora.

Lo rivedo alla sera, il piccolo merlo. Ha cambiato ramo. Saltella di qua e di là sbattendo le ali. Ma il suo corpo è ancora troppo grande e le sue ali piccole per volare veramente. Ci sta provando. Presto lo vedrò librarsi nel cielo azzurro.

Due locuste… anzi tre!

Nascosti tra i rami e le foglie del Ligustrum, a potatura e pulizia terminata, sento un rumore di zampette che si sfregano. Chi sarà mai? Individuo la direzione del suono, porto lo sguardo al cielo ed ecco scoperti gli insetti. Due locuste che si accoppiano. Una terza che guarda! Ma come! Anche nel mondo degli insetti esiste il voyerismo?

Rinvasare le carnivore

Terminata la potatura del ligustrum, pianta originaria dell’Oriente, ma che qui a Vicenza cresce ovunque, aiutata dai merli che in inverno si cibano dele sue bacche cagando poi i semi a destra e a manca, teminata la potatura, dicevo, ho rinvasato le carnivore.

Per non traumatizzarle ho semplicemente tolto la pianta dal vaso con la sua torba di sfagno biondo, e l’ho messa in un vaso più grande, senza toccare le radici. Adesso è il momento ideale per rinvasare le carnivore. Le piante sono in riposo vegetativo. Quando si sveglieranno saranno contente dell’aumento della superfice d’appoggio.