Al bruco piacciono le foglie

Prima di appendersi ne ha pascolate parecchie. Verde nel verde, difficile da vedere. Io ormai ci sono abituato a guardare oltre le apparenze, a scorgere fiori e insetti in luoghi apparentemente banali, e a perlustrare il mio giardino alla ricerca dei “nemici dell’orto”.
Ma quando li trovo… dico tra me e me: «un bruco uno, non sarà poi un danno così grave per il mio orto». E così invece di sbarazzarmene gli faccio una foto – una? Molte di più! – e la appendo su questa mia bacheca virtuale che è il blog.

Ho anche pensato a quanto sarebbe interessante fotografarlo nelle fasi di trasformazione da bruco a farfalla, perché vi garantisco che di foglie ne ha mangiate parecchie, sembra lì appeso a far la pennichella dopo lauto pranzo, pronto ad avere tutte le energie per la sua straordinaria trasformazione. Come nelle fiabe, che una zucca diventa una carrozza, un pezzo di legno diventa un bambino, una rana diventa un principe e un brutto anatroccolo diventa un bellissimo cigno…

So che molti di voi non sono poi così romantici, ma molto pratici, e vi dò ragione. Non è che possiamo compromettere un raccolto per l’amore dei bruchi – a quel punto inventiamoci un allevamento di bruchi. Con un po’ di marketing spinto magari riusciamo a vendere anche questi. È che molto spesso, in un’attività commerciale, il profitto supera il buon senso – e in agricoltura ne sappiamo certo qualcosa… queste sono favole per il nostro tempo, e scusate per la mia invadenza in campi economici che non mi riguardano, ma reputo quelle curve dei grafici su lavagna spiegati da tipi in giacca e cravatta perché è l’abbigliamento l’unico elemento che possono presentare per darsi ragione – dicevo, quelle curve che si innalzano senza mai abbassarsi ad indicare un continuo profitto in costante ascesa sono molto più irreali di una zucca che si trasforma in una carrozza. Lo sa bene chi, tempo fa, aveva investito in azioni Parmalat… Poi non so… ritorno al mio bruco. Meglio.

È perfetto lì appeso al suo rametto verde. Lo lascio. Ormai le foglie le ha già mangiate. E siamo già in autunno. Da qui a qualche mese di bruchi ne vedrò sempre di meno.

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Carnivore autunnali

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Quando guardi una pianta che è cresciuta, che hai visto crescere perché tu stesso hai piantato i semi, non poi fare a meno di sorridere, di guardare con più fiducia al domani – apro una parentesi, noi siamo uomini e donne, e ci sentiamo padroni del mondo e forse anche dell’universo, ci basta guardare con un telescopio oltre la luna per trovare questa certezza. E pensare che una volta eravamo così fieri di essere al centro dell’universo e credevamo davvero che tutto ruotasse intorno alla Terra e intorno a noi. Ma poi quell’illusione è finita… ma non voglio spingermi oltre.

Dicevo delle piante: sono nate prima di noi e probabilmente sopravviveranno anche dopo di noi… sono la nostra risorsa principale d’ossigeno del pianeta, una cosa che ci sembra così “naturale” che ce ne dimentichiamo. Un po’ superficiale per certe cose la società occidentale. Se ci pensate bene, molte discipline orientali danno grande importanza al respiro, a come respiriamo. Per fortuna ce l’hanno ricordato. Stop.

Ritorniamo alle carnivore. Mi emoziono a vederle così ben cresciute. Da quei minuscoli semini, piccoli come la polvere, si sono sviluppate tante temibili e micidiali foglioline ricche di “colla”. Alcune carnivore le ho divise in nuovi vasetti, altre sono rimaste lì stipate, una vicino all’altra, ma appunto – sapendo dell’esperienza delle piante – sapranno cavarsela da sole, e ritrovare il giusto equilibrio di pieni e di vuoti che serve alla loro sopravvivenza.
Ecco qualche foto delle tante Drosere, a settembre inoltrato.

La mia preferita è la spatulata, mi piace il nome che definisce la caratteristica principale di questa Drosera. Ma sono tutte belle: dalla filiformis, alla capensis, alla capensis red. Dove le porto questo inverno?
[...]

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Melagrane su sedia bianca

Ecco finalmente i frutti raccolti dall’albero.
Li ho appoggiati sulla sedia bianca. Perché era lì vicina e perché il loro colore risalta bene sul bianco. Sono innamorato di questi frutti, ma non so perché. E allora provo a darmi una spiegazione. Inventata? Forse.

Innanzitutto mi piace raccogliere le melagrane perché non è così facile, o meglio, bisogna prestare attenzione, e stare attenti a dove si appoggiano le mani. Il melograno, tra i suoi rami, nasconde tante spine acuminate che se non hai l’accortezza di evitare ti fanno sobbalzare con un «Ahi!», trattenuto a stento in gola. Una piccola sofferenza o una piccola attenzione per avere una cosa bella, che ti piace. Succede anche nella vita, leggetela come metafora. E poi una cosa bella deve proteggersi dal male e dai pericoli esterni. E sono molte le piante che hanno sviluppato questi meccanismi di difesa. Pensate ai cactus nelle zone aride. Cattedrali di spine nel piatto deserto…

Perché poi mi piacciono i frutti del melograno? Qui entra in gioco un fattore personale. Ogni volta che guardo i suoi frutti ripenso a tutti quei dipinti – su tavola o tela – dove il melograno viene raffigurato in chiave simbolica, dal Quattrocento fino al Seicento, tra le mani della Vergine o accanto al Cristo.

Infine per la sua caratteristica morfologica. Tutti quei bellissimi e saporiti chicchi rossi, nascosti e rinchiusi da quella spessa buccia che passa dal verde al rosso accesso, attraverso un’infinità di sfumature delicate.

Domani li apro, riempio una ciotola e la divido tra me e i miei bambini.

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Una libellula nera

Poco lontano da Vicenza, in località Lobia, c’è la Roggia Seriola. Bellissimo posto, anche se piccolo. Qui l’acqua sgorga dalle falde e crea un piccolo laghetto immerso in un altrettanto piccolo boschetto.

Certo non è un posto rinomato, da itinerario turistico, ma meglio così, una piccola bellezza apprezzata da pochi fortunati. Sinceramente, se qualcuno di altra città ma anche di altra nazione venisse a Vicenza e chiedesse a me il compito di fargli da Cicerone, dopo qualche itinerario palladiano da cartolina, lo porterei alla Roggia Seriola.

Quante libellule ho visto! Nere, anzi di una bellissima tonalità di blu scuro. Ecco, faccio una foto stando attento, mentre mi avvicino il più possibile, a non cadere nel laghetto. Se esistono le libellule nere – e anche le farfalle – perché non potrebbero esistere i cigni neri?

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Il cigno nero

Ve la ricordate la storia del brutto anatroccolo? Tutto nero, preso in giro da quelli che crede siano i suoi fratelli e dalla sua mamma. Costretto ad abbandonare la famiglia fino a che… non scopre di essere un bellissimo cigno bianco.
Ebbene, ecco invece un brutto anatroccolo che non è diventato un cigno bianco, ma un cigno nero.

In provincia di Vicenza, ad Altavilla, c’è un parco con un laghetto, dove vive una famiglia di cigni neri. Ed ho pensato di andarli a trovare, perché in Italia sono abbastanza rari. Questi due chissà da dove sono arrivati, sta di fatto che sono gli unici in questo laghetto, e dividono il laghetto con oche, gallinelle d’acqua, anatre e nutrie. Ero munito del mio tele 70-200, un giorno di fine agosto, sole e qualche nuvola qua e là. Mi sono avvicinato e gli ho scattato un po’ di foto, che qui vi mostro, così anche voi potete vedere questo cigno nero – che alcuni amici miei, pur vivendo a Vicenza, non solo non sapevano che qui vivesse, ma all’inizio pensavano li volessi burlare. No no, controllate pure – gli ho detto – e subito che si collegano ad internet con il loro smarphone e controllano se effettivamente esiste.

Esiste esiste. Fidatevi del vostro smartphone.

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Due giorni per l’autunno

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Importante traguardo per la “Due giorni per l’autunno”, mostra e mercato di fiori e piante insoliti, attrezzi e arredi per giardino che quest’anno festeggia la decima edizione. L’ormai tradizionale appuntamento verde d’autunno organizzato dal FAI – Fondo Ambiente Italiano sotto l’accurata regia dell’Architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino, si svolgerà da venerdì 17 a domenica 19 ottobre 2014 nel Parco del Castello di Masino a Caravino (TO).

Tre giorni invece che due, quindi, per celebrare il successo di una manifestazione che anno dopo anno raccoglie sempre maggiore pubblico e consensi, grazie alla straordinaria qualità degli espositori che vi partecipano e al continuo stimolo al rinnovamento che spinge i vivaisti a portare a Masino le loro migliori novità, in un affascinante spettacolo di colori e sapori autunnali.

In questa stagione di rinnovi e preparazione per l’anno successivo, esperti e appassionati di giardinaggio potranno, quindi, non solo documentarsi e acquistare piante e fiori per il “giardino che verrà”, ma anche trovare rari e antichi prodotti dell’orto e del frutteto, abitualmente difficili da reperire, grazie alla presenza di oltre 150 tra i migliori vivaisti italiani ed europei, che metteranno in mostra le loro collezioni di punta e tante proposte innovative.

Tra queste: alberi e arbusti a colorazione autunnale; piante aromatiche e officinali, da frutta e da orto; bulbi, tuberi e rizomi a fioritura primaverile; piante a fioritura autunnale con bacche ornamentali; sementi rare e rose a fioritura invernale, rose cinesi. E ancora piante per giardini ombrosi, collezioni di lavanda, iris palustri; flora autoctona, piante di bambù e strutture in bambù per giardini; zucche ornamentali e commestibili; attrezzature per la cura del giardino, dell’orto e del frutteto; cesterie e vasi decorati; editoria specializzata e quadri con fiori pressati.

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Sarà anche possibile acquistare prodotti tipici dell’orto e del frutteto d’autunno, la maggior parte dei quali sono “presidi Slow Food” per via della loro eccezionale qualità e perché rispondono a criteri di stagionalità, tipicità territoriale e filiera corta. Tra questi: peperoni cuore di bue di Carmagnola e peperone quadro di Cuneo; porri e rape bianche di Cervere; cardo gobbo di Nizza Monferrato; cardo bianco e cipolle gialle piatte di Andezeno; cavoli verza di Montalto Dora e cavolfiori di Moncalieri; ravanelli di Torino; patate blu e marroni della Val Susa e patate di montagna; mele Annurca di Benevento; noci di Sorrento e nocciole del Piemonte.

Nei giorni di manifestazione verranno inoltre organizzati interessanti incontri e presentazioni di libri sul verde e i giardini e per i più piccoli appuntamento con divertenti laboratori all’aria aperta.
In più, sarà possibile effettuare visite guidate agli interni del Castello di Masino a cura degli studenti e dei docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Piero Martinetti” di Caluso.

Con il Patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino e Comune di Caravino.
La “Due giorni per l’autunno” sarà realizzata grazie al prezioso contributo di Eni che, rinnovando la propria vicinanza alla Fondazione,  sostiene il calendario degli “Eventi nei Beni del FAI 2014” in qualità di Partner Principale.
La manifestazione sarà resa possibile grazie al sostegno di Barclays, che per la prima volta è a fianco del FAI in questo importante progetto, PIRELLI, che rinnova la consolidata amicizia con la Fondazione, e Cedral Tassoni, marchio storico italiano che per il terzo anno consecutivo ha deciso di abbinare la tradizione, la storia e la naturalità del suo prodotto al FAI.
Grazie anche a Andreas STIHL, sponsor delle manifestazioni “verdi” organizzate nei Beni del FAI.

Orario:
Venerdì 17 dalle ore 14.00 alle ore 18.00, sabato 18 e domenica 19 ottobre dalle ore 9.30 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17).
Opportunità speciale riservata agli Iscritti FAI e ai Soci dell’Accademia Piemontese del Giardino: venerdì 17 ottobre ingresso gratuito alla manifestazione dalle ore 11 alle 14.

Ingresso alla manifestazione:
Adulti: € 8,00; Ragazzi (4-14 anni): € 5,00; Iscritti FAI e Soci dell’Accademia Piemontese del Giardino: € 4,00; Residenti: gratuito.
Opportunità speciale riservata agli Iscritti FAI e ai Soci dell’Accademia Piemontese del Giardino: venerdì 17 ottobre ingresso gratuito alla manifestazione dalle ore 11 alle 14.

Ingresso cumulativo manifestazione + visita al Castello:
Adulti: € 13,00; Ragazzi (4-14 anni): € 7,00; Iscritti FAI: € 4,00; Residenti: gratuito.

Come arrivare:
Uscita consigliata per i visitatori provenienti dalla A4: Borgo d’Ale.
Uscita consigliata per i visitatori provenienti dalla A5: Scarmagno.

Parcheggi:
Disponibilità di ampi parcheggi gratuiti nelle vicinanze della mostra.

Aree di ristoro:
– Area attrezzata per ristorazione, adiacente alla mostra, con piatti caldi, menu tipici della locale tradizione canavesana.
– Bar Ristoro FAI, all’interno dell’area espositiva, gestito in collaborazione con gli allievi dell’Istituto Alberghiero C.IA.C. “F. Prat” di Ivrea.
– “Ristorante del Castello” presso il Salone Marchesa Vittoria, con menu stagionale (informazioni e prenotazioni 335.5204114).

Per informazioni: FAI – Castello di Masino tel. 0125.778100; faimasino@fondoambiente.it

Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito www.fondoambiente.it

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L’unica zucca?

Deve essere una di Chioggia. L’unica. E mi dilettavo a vederla crescere. Ma l’umidità di settembre ha attirato altri insetti… le temibili lumache! Mai avrei pensato potessero scalfire la mia zucca grossa, e invece… le ho colte nel sacco, una notte. In due sulla zucca.

Pussa via! Ho detto. Ma il buco già l’avevano fatto…

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Ricordo del canto del grillo

È stato qualche giorno fa, di sera. Inaspettatamente, il canto di un grillo mentre stavo lasciando l’orto per recarmi nelle nobili stanze. Mi sono fermato ad ascoltarlo, perché – se devo essere sincero – durante questa insolita estate, di canti di grilli ne ho sentiti pochi. Forse per distrazione, forse perché con tutte le piogge, ho passato poco tempo all’aria aperta.
Il grillo cantava e mi dava compagnia e una piacevole sensazione d’estate.

Non potevo però rimanere lì tutta la sera, e mentre me ne andavo ecco un bagliore improvviso, e guardando in alto una coltre nera di nuvole che si avvicinavano…

Dopo una decina di minuti il temporale ha interrotto il canto del grillo.

Tanto per cambiare… ancora pioggia. Però, devo dire, un bel temporale, di quelli con lampi e botti fragorosi. Un bel temporale estivo!

Fiskars protagonista al Milano Film Festival

Dal 4 al 14 settembre 2014 Fiskars partecipa alla diciannovesima edizione del Milano Film Festival, la rassegna cinematografica ideata e organizzata dall’associazione culturale esterni per promuovere il cinema internazionale di qualità, con un’attenzione particolare ai giovani talenti e ai linguaggi innovativi legati al mondo del cinema. Ogni anno, per due settimane, il Milano Film Festival raccoglie davanti agli schermi oltre 100.000 persone da tutto il mondo: non solo cinema, teatri, auditorium, ma anche piazze, strade, parchi, musei, gallerie sono affollati di persone di tutte le età, giorno e notte.

Fiskars, azienda finlandese leader a livello mondiale nella produzione di oggetti per la casa, il giardino e la vita all’aria aperta, coinvolgerà pubblico e visitatori del Milano Film Festival con il laboratorio green FLYING TREES per la realizzazione di Kokedama: suggestivi giardini da appendere, realizzati con un’antica tecnica giapponese che si rifà al bonsai.

La particolarità di queste composizioni è che le piante non hanno vaso, ma sono racchiuse da muschio e terra, rendendo il kokedama completamente naturale, ecologico e sostenibile per l’ambiente.

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I laboratori saranno organizzati in tre appuntamenti per un massimo di 12 persone ciascuno e si svolgeranno sabato 13 settembre 2014 presso l’Arena Cinematografica al Parco Sempione, sede dei principali eventi ed attività in programma al Festival.
“Fiskars è orgogliosa di sposare e sostenere la proposta culturale di esterni, realizzando un Festival che attivi e nobiliti gli spazi pubblici, rendendoli luogo di incontro, scambio e socializzazione”, dichiara la Dott.ssa Alessandra Maggi, Marketing Manager di Fiskars Italy. “Una prospettiva che da sempre accompagna la nostra mission, dal momento che Fiskars e i suoi prodotti hanno reinventato il modo di vivere il giardinaggio e le attività all’aria aperta”.

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E la zucca cresce…

Quest’anno, come ho già ripetuto in qualche precedente post, il raccolto dell’orto non è stato ottimale. Qualche zucca – anche se in ritardo, ma tutto è stato in ritardo quest’anno, io compreso – è cresciuta, e questo mi consola.

La lascio crescere in pace…

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Il verde come elemento del vivere bene il pianeta

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Tra gli appuntamenti di Fiorinsieme a Brescia Venerdì 12 Settembre un’importante convegno sulla rilevanza del legame tra ambiente e un verde di qualità. Saranno presenti autorità, esperti e principali esponenti di organizzazioni di categoria.

Giunto alla sua nona edizione, Fiorinsieme è un importante progetto organizzato da Associazione Florovivaisti Bresciani in collaborazione con il Comune di Brescia che vuole essere un punto di incontro per i cittadini grazie all’immensa area verde progettata e realizzata in Piazza Paolo VI a Brescia, ma anche occasione di confronto tra i professionisti del settore sulle molteplici tematiche legate al mondo del verde.
Venerdì 12 Settembre dalle ore 9,00 alle 12,30, presso la Sala Auditorium della Fondazione CAB, si terrà un’importante convegno dal titolo “Il verde come elemento del vivere bene il pianeta”. Tra gli argomenti affrontati il legame tra ambiente e verde (urbano o in senso lato), l’importanza di realizzare un verde di qualità, collegamenti con Expo 2015, educazione ambientale, le funzioni del verde ed i benefici in termine di salute.

Il convegno è patrocinato da: Associazione Comuni Bresciani, Associazione Nazionali Comuni Virtuosi, Camera di Commercio di Brescia, Coldiretti Brescia, Confagricoltura Brescia e Fondazione CAB.

Ospiti e programma del convegno:

09.15
Saluto dei presidenti e figure istituzionali
– Associazione Florovivaisti Bresciani e Regionale – Nada Forbici
– Assessore all’Agricoltura Regione Lombardia – Giovanni Fava
– Responsabile Tavolo Tecnico Florovivaismo del Mipaaf Roma – Alberto Manzo
– Assessore Ambiente e Protezione Civile del Comune di Brescia – G. Fondra
– Presidenti Organizzazioni Agricole – F. Martinoni, E. Prandini
– Fondazione CAB – Alberto Folonari

09.45
Dott. Agr. Lorenzo Bazzana – Capo servizio Tecnico – Economico Coldiretti Nazionale
“Come educare la cittadinanza al verde ed a una migliore qualità della vita: Expo 2015 e le nuove sfide ambientali”

10.15
Prof.ssa Nadia Marchettini – Docente Chimica dell’Ambiente e Beni Culturali – Un. Siena
“Il Pianeta verde e la sua sostenibilità: ruolo della fotosintesi e dei servizi degli ecosistemi per la sostenibilità del Pianeta Terra”

11.00
Per. Agr. Francesco Mati – Pres. Fed. prodotto Florovivaismo Naz.le Confagricoltura
“Verde pubblico, costo o risorsa?: la qualità ne determina i numerosi benefici”

11.30
Dott. Antonio Vivenzi – Associazione Nazionale Comuni Virtuosi
“Terra, bene comune: rispettarla e coglierne i frutti.”

12.00
Dibattito aperto

L’Associazione Florovivaisti Bresciani da ormai molti anni si batte per far conoscere una corretta cultura del verde alla città e non solo; Fiorinsieme è un grandioso progetto che ogni anno si rinnova nella tematiche ma si impegna sempre ad attirare l’attenzione sui principali argomenti che ruotano intorno al mondo del florovivaismo e della progettazione del verde, come trasmettere le corrette conoscenze botaniche al pubblico e far conoscere e riconoscere il valore e l’importanza di progettisti e produttori, professionisti del settore in grado di trasmettere tutta la loro esperienza.

Fiorinsieme, che nell’arco di 8 anni ha potuto contare su oltre 60.000 visitatori per edizione, vuole essere uno stimolo per tutti a pensare la città in modo più “green” perchè un centro storico verde ricco di parchi, giardini e aiuole studiati e mantenuti dai professionisti del settore non può che diventare un modello unico di vivibilità, e perchè no, un modello da esportare anche altrove, portando avanti l’idea di recupero e di sostenibilità ambientale come un nuovo modo di concepire il verde.

Profili dei relatori

Lorenzo Bazzana
Capo Servizio Tecnico – Economico della Confederazione Nazionale Coldiretti dal 2001, Dottore in Agraria e iscritto all’Albo Dottori Agronomi di Cremona, autore di un centinaio di articoli e pubblicazioni su riviste del settore, relatore in convegni in Italia e all’estero. Partecipa a numerosi trasmissioni televisive e radiofoniche in qualità di esperto e di divulgatore di tematiche agro-alimentari

Nadia Marchettini
Professore ordinario di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali, all’università di Siena, svolge la sua attività di ricerca nel campo della Chimica Fisica Ambientale, con particolare attenzione al rapporto fra le attività umane, gli ecosistemi e il patrimonio culturale, attraverso nuovi approcci che, partendo dalle tematiche e dalle metodologie consolidate della chimica, sviluppino aspetti sistemici ed evolutivi tipici di una scienza della complessità e della sostenibilità. Co-dirige, insieme a Simone Bastianoni il gruppo di ecodimamica (www.ecodynamics.unisi.it)

Francesco Mati
Francesco Mati, perito agrario, assieme ai fratelli Andrea e Paolo conduce l’azienda vivaistica di famiglia, la Piante Mati dal 1909 e le altre aziende complementari fra cui l’Accademia Italiana del Giardino. Si occupa di giardini e di rapporti con paesaggisti oltre a seguire altre attività complementari legate alla comunicazione, sviluppo e ricerca, innovazione. E’ presidente della federazione nazionale florovivaistica di Confagricoltura, consulente del MIPAAF a due tavoli, uno sul florovivaismo l’altro sulla comunicazione. Ha prodotto e pubblicato un iBook a fumetti dal titolo “Linneus ed i segreti di piante e giardini”.

Antonio Vivenzi
Ex sindaco di Paderno Franciacorta, comune virtuoso della Provincia di Brescia.Il suo impegno è caratterizzato da alcuni temi: l’ambiente (Paderno è stato premiato a livello regionale per i traguardi raggiunti nella raccolta differenziata e come Comune a consumo suolo zero), sostegno alla famiglia e ai più deboli, legalità e trasparenza, giovani e cultura e portando il suo Comune ad essere uno dei tre “Comuni Virtuosi” della Provincia di Brescia.

Informazioni
Fiorinsieme, dal 6 al 14 Settembre 2014
Piazza Paolo VI (Piazza Duomo), Brescia
Tel +39 030 3534008 – +39 335 7708829
info@florovivaistibs.it
www.fiorinsieme.it