Facili esperimenti naturali

È quello più gettonato e sicuramente più semplice.

1. Tagliate uno stelo di papiro e mettetelo a testa in giù in un recipiente d’acqua.
2. Aspettate finché non crescono le radici – è un processo lungo, nel frattempo fate pure altre cose – vedi figura 1.
3. Compiacetevi del fatto che sono cresciute delle radici. Mostratele ai vostri amici, ma non a quello a cui avete tagliato uno stelo del papiro se non ne potete prevedere la reazione.
4. Una volta che ci sono le radici piantate il papiro in un vaso.
5. Aspettate ancora e una mattina vi sveglierete e scoprirete con sorpresa e un pizzico di gioia che dalla terra stanno nascendo nuove piante, che pian piano cresceranno – vedi figura 2.

Facile, non è vero? ;-)

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Nella siepe (I)

Passeggio con i miei bimbi in località Fimon. Stiamo andando a vedere i rapaci.
Loro giocano e corrono. Io con un occhio osservo, con l’altro guardo loro che non escano dal sentiero.
È bello imparare ad osservare, perché si trovano cose che, pur essendo davanti ai nostri occhi, non notiamo.
È così osservando una semplice siepe ai bordi della strada, ecco che mi si apre un mondo.
Avete presenti quei giochini da Settimana Enigmistica dove bisogna cercare le differenze tra due disegni? Una cosa del genere. E poi bisogna sapere dove osservare. E una siepe va benissimo.

Ecco una farfalla. A testa in giù, come i pipistrelli. Non sono un entomologo, e mi accontento di sorridere a vedere questa farfalla che si comporta come un pipistrello.

Mi sono portato con me un vecchio Nikon Nikkor 35-70mm f2.8 AF-D, credo del 1989. È un obiettivo fantastico. A pompa, un po’ pesante, ma di ottima qualità sia costruttiva che ottica. Ed ha una funzione macro, in manuale, che provo con piacere.

«Un momento bambini. Non toccatemi – perché non lo so si appigliano a me qualche volta – che faccio un paio di foto». Click.

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Lavanda scapigliata

Cresce e cresce la lavanda.
I suoi nuovi steli arrivano a 60-70 centimetri. Sono come delle canne da pesca e come amo hanno dei bellissimi fiori profumati che cominciano ad attirare api e bombi. Con questa sua nuova (s)capigliatura primaverile la lavanda occupa molto più spazio del previsto nel mio piccolo orticello. Che sia arrivato il momento di potare e fare tanti mazzetti di fiore da essiccare? Credo di sì, voglio provare una prima potatura. Poi dovrebbe buttare altri steli e altri fiori per l’estate inoltrata. Avrò due raccolti.

Il momento giusto per tagliare la lavanda è quando i fiori sono sbocciati. E poco ci manca alla mia pianta. Dunque aspetto un’altra settimana. E poi taglio.

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Qualche considerazione sul tempo

Lasciatemi un po’ sfogare e allo stesso tempo tentare una previsione per i futuri mesi e il mio raccolto. E concedetemi questa previsione non suffragata da dati o prove scientifiche, ma solo dal mio possibile estro e intuito. Del resto, lo sapete bene anche voi se siete o cercate di essere giardinieri o ortolani: parlare del tempo è un argomento che va oltre il campo coltivato, argomento di discussione in qualsivoglia situazione, anche solo per dire qualcosa.

Ebbene, la mia teoria è che quest’anno tutto è avvenuto in ritardo. L’inverno è arrivato in ritardo – a dir la verità non mi sembra sia nemmeno arrivato, neve zero, ghiaccio poco – la primavera è arrivata in ritardo, l’estate è arrivata alcuni giorni fa – 8 giugno, forse è da leggere come un arrivo puntuale?

Sta di fatto che il mio orto è – ahimè – in ritardo anche lui, perché in ritardo mi sono preso anch’io a seminare. Quindi il mio orto è ancora per metà incolto. Ho 4 piante di pomodoro, 8 piante di zucca (di 2 tipi), 8 cetrioli (che ho comprato al vivaio), 4 cappucci e 8 insalatine (erano 12 ma poi le lumache…).

Quello che prevedo?
È che il raccolto – che negli scorsi anni facevo a metà/fine agosto – quest’anno sarà anche lui in ritardo [perché ho seminato e messo a dimora nel campo in ritardo] e mi ritroverò a raccogliere molte colture a metà settembre, che sarà più caldo degli scorsi anni – ma sì, azzardo anche questa previsione.

Nel frattempo, per consolarmi, fotografo i cappucci precoci che avevo piantato “a cerchio” attorno alla cipolla. Hanno avuto una buona crescita e si sono ben difesi dagli attacchi delle lumache.

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Perché le bacche di Goji?

Moda? Un esperimento? Piacere della novità?
Sta di fatto che nel mio orticello ho messo a dimora una pianta, e adesso aspetto che cresca.
Ma cos’hanno queste bacche di Goji di così tanto allettante?

Intanto la forma e il colore. Belle rosse, piccoline. È un piacere vederle sulla pianta – io credo di dover aspettare il prossimo anno per vederle nella mia. Come i ribes. Rossi anche loro, spiccano sul verde delle foglie. Ma andiamo avanti. Perchè, diciamo la verità, il motivo di questa tendenza delle bacche di Goji sta nelle proprietà della pianta. Del resto, come in questa sede ho avuto modo di scrivere, sono molte le piante dell’orto che possono offrirci benefici per la nostra salute.
La pianta delle bacche di Goji appartiene alla famiglia delle Solanaceae, e si divide in due tipi: il Lycium barbarum e Lycium chinense. Quella del mio orto è il Lycium barbarum.

Il frutto è originario dell’Anatolia ed è stato usato fin dall’antichità dalla medicina cinese.
Queste bacche contengono al loro interno dei polisaccaridi che svolgono sul nostro organismo una funzione antiossidante e vitamine del gruppo C ed E – che appunto proteggono dai ragicali liberi. Inoltre – leggo da Wikipedia – le bacche di Goji “[...] contribuiscono a disintossicare il fegato, a rinforzare il sistema immunitario, al mantenimento dell’idratazione e dell’elasticità della pelle.”
Per ulteriori informazioni su questa pianta – e mentre iio aspetto che mi dia dei frutti – potete consultare questo sito, ricco anche di video, dell’azienda Pranatur: http://www.bacchegoji.net.

Ah, dimenticavo, domanda fondamentale: come si mangiano le bacche di Goji? Come si mangia una mela, i ribes, un melograno…? Certo, niente di più naturale: possono essere consumate fresche o essiccate, e ci sono ricette anche più complesse che vi invito a leggere seguendo questo link: nove ricette su come mangiare la bacca di Goji. Se poi avete fantasia e siete bravi cuochi… troverete sicuramente delle nuove varianti.

Nella foto sotto, delle bacche di Goji essiccate.

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Non mancate…

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Per arrivare:

Hortus Urbis presso l’ex Cartiera Latina, via Appia Antica, 42/50 (accanto alla fontanella)

In bici: ciclabile Cristoforo Colombo e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina

Bus: 118 e 218 sull’Appia Antica (Fermata Domine Quo Vadis) o 30express, 714 e 715 (Fermata Cristoforo Colombo/Bavastro o Cristoforo Colombo/Circonvallazione Ostiense) e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott

In macchina: parcheggiare a via Carlo Conti Rossini, Largo Gavaligi, via Omboni, via Scott e dintorni e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott.

A Villa della Pergola tra i fiori dell’amore

A giugno e luglio le fioriture degli Agapanthus ma anche di Ortensie, Lantane, Oleandri e Buccinatorie…

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A giugno e luglio i giardini di Villa della Pergola ad Alassio, sulla Riviera ligure di Ponente, si colorano di diverse sfumature di blu, azzurro e bianco grazie alle fioriture degli Agapanthus, i cui fiori si dispongono a formare pennellate ricche di colore simili alle onde del mare; una collezione unica in Europa per numero e qualità che conta oggi oltre 300 varietà diverse.

Originari dell’Africa meridionale, i primi Agapanti furono introdotti a Villa della Pergola alla fine dell’Ottocento dagli antichi proprietari inglesi. Nel 2006, con il recupero dei 22.000 metri quadrati del parco ad opera dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone, è stata creata una vasta collezione con nuove specie, nella logica di voler conservare le caratteristiche botaniche tipiche di questo giardino inglese.

Questi fiori di particolare bellezza, che si diversificano per dimensione e colore delle corolle e per l’altezza degli steli, potranno essere ammirati tutti i sabati e le domeniche di giugno e luglio e, successivamente, in autunno, con visite guidate su prenotazione (tel. +39 0182/646130 – info@giardinidivilladellapergola.com) con inizio alle 9.30 alle 11.30 alle 15.00 e alle 17.00.

Inoltre, da metà giugno, ci saranno anche le fioriture delle Ortensie Annabelle (Hydrangea arborescens ‘Annabelle’), arbusti vigorosi dai grandi fiori bianchi, e delle Ortensie Quercifoglie, caratterizzate da foglie simili a quelle della quercia americana e con infiorescenze di forma conica; delle Lantane, i cui fiori tendono a cambiare colore nell’arco della fioritura; degli Oleandri, arbusti sempreverdi dalla fioritura rigogliosa; e, infine, delle Buccinatorie (Distictis buccinatoria), piante rampicanti dai fiori a forma di trombetta.

AGAPANTHUS: I FIORI DELL’AMORE
Gli Agapanti sono erbacee perenni con rizoma sotterraneo originarie dell’Africa meridionale. Il nome botanico, Agapanthus, deriva dalle due parole greche agàpe, amore, e ànthos, fiore e, quindi, sono chiamati “il fiore dell’amore”.
Esistono solo poche specie di Agapanthus, ma il successo che ha avuto questa pianta nei secoli passati, soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale, ha dato origine a centinaia di ibridi e cultivar. Si tratta di piante ampie e vigorose, che possono produrre numerosi fiori dalla primavera inoltrata fino all’autunno. L’infiorescenza, a ombrella o sferica, conta numerosi fiori in tutti i toni dell’azzurro, dal blu-viola al celeste, fino ad arrivare al bianco. L’altezza dello stelo di questi fiori varia tra i 20 e i 55 centimetri per le cultivar mini e raggiunge i 150 per quelle di taglia maxi come ‘Tall Boy’ (150 cm, blu scuro) e ‘Big White’ (150 cm, bianco).
Gli Agapanti sono piante abbastanza facili da coltivare, sia in giardino sia in vaso, anche se non tutte le varietà hanno la stessa tolleranza nei confronti del freddo.

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Biglietti
Il biglietto d’ingresso è acquistabile sul posto e comprensivo di accompagnamento guidato.
Singolo: 12 euro, Soci FAI: 10 euro
Gratuito per i bambini fino ai 6 anni accompagnati da un adulto. Scolaresche: 6 euro
È possibile, solo su prenotazione e per i gruppi, un biglietto d’ingresso comprensivo di aperitivo a buffet con prodotti liguri al costo di 20 euro a persona.
Per tutti i visitatori è inoltre possibile accedere al bar e al ristorante di Villa della Pergola Historical Suites Relais.

Per informazioni e prenotazioni
Giardini di Villa della Pergola, via Privata Montagu 9, 17021 Alassio (Savona)
Tel. +39.0182.646130 – info@giardinidivilladellapergola.cominfo@villadellapergola.com www.giardinidivilladellapergola.comwww.villadellapergola.com

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Il mondo delle api

Siamo lieti di invitarvi, Domenica 15 giugno alle attività di primavera all’aria aperta per grandi e piccini dell’Hortus Urbis, l’orto antico romano nel Parco dell’Appia Antica.

Dalle 9.30 – IL MONDO DELLE API | Laboratorio per bambini (1-3), a cura di Emanuela Marchini – Azienda Agricola Mamma Lù
Un percorso didattico-pedagogico volto ad avvicinare i bambini all’affascinante mondo delle api e della produzione del miele. Il laboratorio è stato concepito con lo scopo di presentare, in forma giocosa, un mondo animale ricco di suggestioni e sempre poco conosciuto e di stimolare le capacità percettive, manipolative e descrittive nei confronti della natura.
Anni 1-3 accompagnati dai genitori
Quota di partecipazione: 8 euro a bambino (6 euro con la Carta amici del Parco)
Registrazione: 10.45
Durata: circa 50 minuti
Prenotazioni: entro le ore 18 di venerdì 13 giugno hortus.zappataromana@gmail.com, o in loco fino ad esaurimento dei posti

Dalle 11.00 – NADEEMA E SHAIR: LA MAGIA DI UN SEME CHE GERMOGLIA | Laboratorio per bambini, a cura di Semi di Carta
Leggiamo la bellissima storia di un incontro visto con gli occhi di una bambina e sperimentiamo come da un piccolo gesto fioriscano grandi storie. Il progetto Nadeema e Shair è vincitore del Primo premio e del Superpremio al Concorso internazionale Syria Poletti – Sulle ali delle farfalle per la creazione di un albo illustrato rivolto ai bambini da 0 a 12 anni. Il laboratorio sarà tenuto dalle autrici del libro.
Da anni 4 in su, per i più piccoli è consigliata la presenza di un genitore
Quota di partecipazione: 8 euro a bambino (6 euro con la Carta amici del Parco)
Registrazione: 10.45
Durata: circa 50 minuti
Prenotazioni: entro le ore 18 di venerdì 13 giugno hortus.zappataromana@gmail.com, o in loco fino ad esaurimento dei posti
Si ricorda che l’area è dotato di zona pic nic per coloro che volessero trattenersi anche per il pranzo.

Contatti:
Email: hortus.zappataromana@gmail.com
Web: www.hortusurbis.it
Facebook: https://www.facebook.com/HortusUrbis

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