Il bello di essere pianta

Luglio 31, 2009 at 7:15 pm | In Letture | 3 Comments
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Ritorno dal mare, per ripartire domani stesso. Passo per Treviso, e mi fermo in una libreria. Devo trovarmi un libro da leggere e rileggere in spiaggia, per contrastare la noia degli ombrelloni ordinati e allineati come soldatini.

Un libro sul regno vegetale, sicuramente, ma quale?
Scarto subito i vari manuali di cura e fai da te per orti e giardini. Non che non mi piacciano, ma so che poi in spiaggia a leggerli mi viene nostalgia dell’orto.
C’è un libro di Ippolito Pizzetti, che contiene tutti i suoi articoli scritti su riviste e giornali. Bello, ma non mi ispira. È scritto fitto fitto e già aprendo qualche pagina mi perdo tra le parole.
Ci sono poi vari libercoli scritti da architetti di paesaggio. Nulla di personale contro gli architetti, ma a leggere di queste persone che portano alberi e piante per creare delle architetture a loro gusto, bello sì, ma già la natura ha la sua architettura, forse basterebbe uno sforzo da parte nostra per comprenderla. E poi questo sforzo per ricreare un altro ordine, dei percorsi (narrativi), una storia, qui i fiori gialli, là quelli rossi, ancora più avanti quelli bianchi, poi un reparto per le erbe aromatiche. No no, mi bastano le file di ombrelloni al mare, penso, tutte ordinate e colorate (ogni hotel ha l’ombrellone del suo colore).
Ci sono poi dei libri pieni di foto, disegni, figure. Ma sono molto grandi, e costano anche parecchio. Sono belli, sì, ma in spiaggia troppo ingombranti.

Ecco vedo una cosa… è il mio libro. Giro tra gli scaffali delle libreria divisi per temi e generi con un libro in mano di architettura dei giardini, ma ripenso al libro che ho visto e velocemente sfogliato. Mi fermo, ritorno indietro. Prendo quel libro. Sì, lo compro.
Guardo il prezzo. 10 euro. Sì, va bene, ha anche delle foto a colori.
È Il bello di essere pianta, di Patrick Blanc, Bollati Boringhieri – edizione prestigiosa! – Torino 2008, 91 pagine.

Patrick Blanc è un botanico francese. Ricercatore del CNRS insegna all’Università di Jussieu (Parigi), “le strategie che consentono alle piante di usare solo una frazione di luce per elaborare complesse minitattiche di adattamento”.
Dimenticavo: Patrick Blanc è famoso in tutto il mondo per la creazione di giardini verticali. Ma andiamo avanti.

Il libro è bellissimo. Inizia con la frase: “Cresco, dunque esisto”. È una pianta a parlare (non vi dico che pianta è), a raccontare la sua convivenza con le altre piante, cosa ne pensa del sesso e degli Uomini. Attraverso questa strategia narrativa l’autore ci porta a spasso tra temi botanici, etici, ambientali e filosofici in maniera semplice e naturale come una passeggiata nel sottobosco. Mette in discussione alcuni concetti chiave della nostra società occidentale, come quello della competizione – da noi valorizzata positivamente. Affronta, con un approccio creativo e originale, i temi della morte, della sessualità, dell’ambiente, della casualità (chi dice che tutto deve avere – per forza – una causa logica-razionale-matematica?)
In molte cose che dice, mi ci ritrovo. È il mio libro per l’estate, ho letto solo una ventina di pagina ma, senza nessuna coercizione, ve lo consiglio caldamente.

Non è che per caso ho scelto proprio questo libro perché un po’ riflette quello che io stesso penso? Forse sì. Si tende a leggere quello che più ci piace, cioè quello che già siamo portati a pensare e a credere, evitando di mettere in discussione la nostra visione del mondo… Forse per questa ragione, non proprio coscientemente, ho scelto questo libro.
Ed ecco uno di quegli atti che Freud avrebbe inserito nel suo Psicopatologia della vita quotidiana.
Il prezzo del libro non era 10 euro, ma 16. Me ne sono accorto alla cassa. L’ho preso comunque – avevo uno sconto del 15% sul prezzo di copertina. Chissà che ci trovi lo stesso qualcosa che mi metta in discussione, o mi faccia procedere ad una maggiore consapevolezza verso me stesso – è questo che chiedo ai libri…

Buone vacanze a tutti (mamma mia, mi sa tanto che domani trovo coda!)

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Piante medicinali, di Luigi Spalaore

Giugno 20, 2009 at 5:53 am | In Letture | Leave a Comment
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Stampato nel 2001, questo libro illustra e spiega “18 gruppi di principi attivi, applicazioni per la medicina e l’alimentazione”. Le illustrazioni non sono un granché, ma il libro è comunque ben scritto.
In ognuno dei 18 gruppi vengono presentati il luogo, la descrizione, la coltivazione, la storia, i principi attivi, le parti usate, le proprietà terapeutiche, la preparazione e applicazione delle piante medicinali.
Alla fine delle schede segue un repertorio delle malattie con l’indicazione delle piante più inficate per curarsi, la preparazione delle droghe medicinali e l’azione terapeutica, le vecchie ricette, un dizionario dei termini e un glossario botanico.

SPALAORE, LUIGI, Piante medicinali, Edizioni GB, 2001, pagg. 186, euro 20,15.

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Guida alle piante medicinali, di Paola Lanzara

Giugno 19, 2009 at 7:08 pm | In Letture | 3 Comments
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Nel lontano 1978 viene pubblicato dalla Mondadori questo libro che ho trovato in un vecchio scatolone in soffitta. L’avrà comperato mio nonno? Mia mamma? Non lo so. È ancora nuovo, nè una sottolineatura, nè una nota, solo una foto di Villa d’Este a Tivoli, messa dentro al libro tra pagina 168 e 169 dove vengono descritti la carota, il coriandolo, l’aneto e il prezzemolo.

Ma a parte i miei personali ricordi questo libro ve lo consiglio. Se lo trovate, leggetelo. Dopo una parte sulla storia dell’erboristeria e dei consigli pratici sulla preparazione di tisane, infusi, etc. si passa alle schede delle piante medicinali, tutte con la loro bella illustrazione colorata, che leggerlo è un piacere dei sensi, e ti vien voglia di provarle queste piante, e impari ad amarle più di prima.

Mi piacciono i libri di erboristeria perché sono la giusta lode al tempo ritrovato, al tempo che scorre lento, o che scorre e basta, senza chiedersi se è lento o è veloce. Invece ogni volta che ascolto alla radio una pubblicità di una qualche pillola che in breve tempo (all’istante!) ti fa passare il dolore, ti rimette in forma, ti ridà energia – e poi in mezzo secondo una voce ti dice “[...] contattare il medico se il sintomo persiste può avere sintomi indesiderati anche gravi [...]” etc. etc. – dicevo che quando ascolto queste cose penso al tempo sprecato nella società di oggi… deliri personali.

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Consiglio di lettura per i più piccini

Aprile 19, 2009 at 5:01 pm | In Letture | Leave a Comment

Le verdure dell’orto, modellate da C. Mekdjian – e fotografate da R. Brassart -, sono le protagoniste di questo delizioso libricino – Le verdure, appunto -, pubblicato nel 2005 dalla casa editrice Larus Edizioni.

Una lettura per bimbi, dai tre anni su.
Consigliatissimo, piacerà anche agli adulti, per la cura e la bravura nel modellare melanzane, zucchine, fagiolini…

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Erbe aromatiche dalla A alla Zeta, a cura di Cristina Bottari

Novembre 2, 2008 at 7:12 am | In Letture | Leave a Comment
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Questo è un libro davvero molto bello che vi consiglio vivamente.
Fa proprio venire la voglia di acquistare delle erbe aromatiche e piantarle per l’orto o su vasi da mettere sul balcone.
Ottima la grafica, molto belle le foto, testi chiari e scorrevoli.

Il libro è composto da schede per ciascuna erba aromatica dove si possono trovare informazioni sulla coltivazione e riproduzione, raccolta e conservazione, usi e proprietà. Sono inoltre presentate delle ricette di cucina e, nel capitolo “il meglio dalle erbe”, consigli pratici su come utilizzare alcune erbe aromatiche, su come conservarle, sulla preparazione di liquori e prodotti per la pulizia del corpo. Infine consigli su come progettare degli spazi per le aromatiche e alcune brevi considerazioni sugli orti botanici italiani.

Cos’altro posso dirvi? Cito una frase dall’introduzione, che racchiude quello che mi sembra il messaggio fondamentale di questa pubblicazione:
“Coltivare le erbe aromatiche è facile, divertente e utile [...]”.

Ecco una foto della copertina. Buona lettura.

BOTTARI, CRISTINA (a cura), Erbe aromatiche dalla A alla Zeta. Coltivarle e cucinarle, Food Editore, Milano 2008, pagg. 192, € 28,00

Coltivare l’orto, di Daniela Nahum

Novembre 2, 2008 at 7:09 am | In Letture | Leave a Comment

Mi è capitato tra le mani questo libro-guida di 95 pagine su come coltivare l’orto, “con consigli pratici per la coltivazione sul terrazzo”.
Lo consiglierei a chi sta avvicinando alle tecniche colturali e vuole avere un primo sguardo d’insieme su cosa, come e quando piantare.

Il libro è composto da una serie di schede, ciascuna di una o due facciate, che riguardano vari tipi di verdura, frutta, erbe aromatiche e spezie. Per ogni scheda sono spiegate le caratteristiche botaniche, le varietà, le esigenze climatiche e ambientali, la tecnica colturale, raccolta e conservazione, uso in cucina, proprietà terapeutiche, curiosità, avversità e parassiti.

Ricco di fotografie offre, come dicevo, uno sguardo d’insieme, abbastanza generico ma sufficiente per l’apprendista ortolano.

Dimenticavo: Girasole Editore. Stampato in Cina nel 2008 – anche i libri adesso stampano in Cina. Qualcuno sa dirmi cosa non si fa in Cina al giorno d’oggi?

Orto – manuale pratico (di Giuseppe Rama)

Gennaio 5, 2008 at 6:26 pm | In Letture | Leave a Comment

Un utile e prezioso manuale, ricco di fotografie, illustrazioni, consigli contro le malattie e i parassiti delle varie colture e un immancabile calendario lunare delle semine e dei lavori.
Ma quello che più mi è piaciuto nelle 191 pagine di questo libro sono le ricette di cucina: una o due pietanze per ognuna delle 60 piante trattate.

Lo consiglierei a chiunque si voglia avvicinare al lavoro della terra: foto, illustrazioni, una scrittura chiara e scorrevole contribuiscono a rendere la lettura piacevole e di facile apprendimento. Per ogni coltura viene indicata (anche attraverso l’uso di icone) la varietà, il clima e terreno, l’avvicendamento, la consociazione, la semina, la concimazione e le cure, la raccolta e le avversità.

Il testo offre suggerimenti per l’agricoltura naturale, con fertilizzanti e biodinamica. Ad ognuno la sua scelta.
Utile anche il capitolo sui metodi di conservazione delle colture.

Buona lettura

RAMA, GIUSEPPE, Orto. Le schede con le tecniche colturali, le malattie, i parassiti. Calendario lunare delle semine, Demetra, Verona 1999

L’orto delle fiabe (di Luigi Dal Cin)

Gennaio 3, 2008 at 12:54 am | In Letture | 1 Comment

Dico la verità: non credevo fosse un libro di favole, ma un libro di antropologia culturale. L’ho ordinato in biblioteca, in fretta, facendo affidamento al solo titolo.
Devo d’altro canto ammettere che è un bel libro, originale e fantasioso, adatto ovviamente ad un pubblico di bambini – ma anche ai grandi fa sempre piacere leggere delle fiabe.

Il libro è il seguente:
DAL CIN, LUIGI, L’orto delle fiabe, Happy Art Edizioni, 2001, illustrazioni di M. Cristina Lo Cascio

Al suo interno 8 fiabe ispirate da altrettante fiabe popolari (piemontesi, germaniche, francesi, toscane, siciliane, irlandesi e americane) in cui le piante dell’orto sono le protagoniste: la camomilla, il sambuco, la fava, il prezzemolo, il rosmarino, la zucca, la rapa e il trifoglio.
Buona lettura.

Ho fatto un sogno

Dicembre 29, 2007 at 10:12 pm | In Letture | Leave a Comment

Cinque giorni fa ho sognato di entrare in un negozio che vendeva vecchi libri e frugando tra gli scaffali trovai il libro di Masanobu Fukuoka La rivoluzione del filo di paglia.
Era una vecchia edizione con la copertina ingiallita, così come le pagine interne, scritte in giapponese e in italiano. Il prezzo del libro in quarta di copertina era scritto a mano: 7,50 euro.

Se ho sognato Fukuoka evidentemente avevo voglia di leggerlo – come ci ricorda Freud il sogno è la soddisfazione di un desiderio. Così ho ordinato il libro in biblioteca, e oggi sono andato a prenderlo.

La copertina è effettivamente gialla (giallo paglia), e nel complesso assomiglia molto al libro del sogno. Ma le pagine interne sono grigie, in carta riciclata, è scritto solo in italiano e non c’è il prezzo.
La casa editrice è la “Libreria Editrice Fiorentina – Collana Quaderni d’Ontignano”.
Il titolo originale è Shizen noho wara ippon no kakumei (1975) ma l’edizione italiana (1980) è stata tradotta dall’inglese The One – Straw Revolution da Giannozzo Pucci con la collaborazione di Giorgio Strazzari.

Non vedo l’ora di iniziarne la lettura. Questa sera tardi, forse…

Progettare la natura (di Franco Panzini)

Dicembre 8, 2007 at 3:45 pm | In Letture | 1 Comment

In questi giorni di dicembre le cure verso l’orto sono terminate, ed esso rimane là come un pezzo di terra da contemplare. Così mi rivolgo ad altri tipi di cure ed attenzioni, ossia a leggere argomenti più o meno attinenti al mio piccolo appezzamento terroso.

E questa volta ho voluto volare in alto, fantasticare – in previsione della prossima primavera – un orto-giardino, elevare il terriccio al cielo. Perché se l’orto è la base, il punto di partenza, la “necessità” per la nutrizione, con il giardino entriamo nell’universo simbolico “alto”, nella rappresentazione dell’ideale e dell’utopia.

L’ideale per eccellenza è il giardino islamico che rappresenta la “visione del Paradiso”. I “paradeisos” erano parchi recintati deputati alla caccia e alla coltvazione. Questi giardini erano ripartiti in quattro parti (chahar bagh, “quattro lotti”) che rappresentavano i quattro elementi fondamentali: aria, acqua, terra, fuoco.

Il concetto di giardino ha subito nel tempo innumerevoli connotazioni: giardini chiusi medievali, giardini ordinati nel Rinascimento italiano, giardini delle meraviglie, giardini di rappresentanza nell’Europa del XVII secolo, giardini “metafisici” orientali, città-giardino negli Stati Uniti del XIX e XX secolo.

Chiunque sia interessato può trovare nel libro che vi consiglio una storia dell’architettura del paesaggio, da Stonhenge fino al XX secolo.

PANZINI, FRANCO, Progettare la natura. Architettura del paesaggio e dei giardini dalle origini all’epoca contemporanea, Zanichelli, Bologna 2005, pagg. 372.

[pa-ra-di-so] = dal latino tardo paradisu(m), dal greco paradeisos ‘parco’, dalla voce iranica pairidaeza ‘luogo recintato’. (Il Grande Dizionario Garzanti della Lingua Italiana, Ed. UTET, Torino 1993)

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