Riprendiamo le puntate degli insetti stecco. Ve li ricordate? L’ultima volta che ve ne ho parlato ne avevo due. Due soli erano. Devono aver preso l’esempio dalle amiche piante, e dalla lavanda in particolare. Il loro rigoglio è stato, per partenogenesi, la moltiplicazione. Tutta la teca invasa dagli insetti stecco.
Oggi ho deciso di fare una foto all’allegra compagnia. Li ho tolti dalla teca – che ogni tanto devo ripulire – e li ho appoggiati sul tavolo della cucina. Macchina fotografica sul cavalletto e poi tutti in posa per alcune foto ricordo.
Questi fasmidi sono degli ottimi insetti domestici. Strano parlare di insetti domestici. Quando mai un insetto è stato addomesticato? Eppure loro, nella teca, se la spassano benone. Amano mangiare le tenere foglie dei rovi e non disdegnano l’insalata. Se ne stanno tranquilli in posa tutto il giorno, e di notte si muovono e mangiano foglie di lampone e di rosa.
Quando li appoggi fuori dalla loro teca se ne stanno immobili come tante belle statuine, ma se li metti sul tuo braccio ecco che cominciano l’esplorazione del nuovo territorio, e procedono spediti camminandoti sopra. Li rimetti sul tavolo ed ecco che stanno nuovamente immobili. Al massimo ondeggiano, a simulare un ramoscello mosso dal vento. Geniali! E bellissimi.
Il tipo di insetto stecco più grande è nativo della Malesia e dell’Indonesia e arriva a misurare 55 cm. Caspita! Per fortuna i miei insetti stecco non sono di quel tipo, altrimenti altro che teca! Avrei dovuto dargli una camera!
A proposito: guardate il breve video che ho realizzato!
